1 GENNAIO 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 1 gennaio 2013 – Martedì – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del Martedì
primo giorno dell’anno 2013
Il primo bacio a …Genova
Ci sono persone che ci credono … altre no. Tra quelle che e credono (e ci credevano) ai “riti scaramantici” vi era sicuramente il Dott. Gianfilippo e la “turista marsigliese”, Dott. Elisa. Avevano partecipato al “rito” del lancio delle “barchette dei desideri”, allo scoccare della mezzanotte dell’ultimo giorno dell’anno 2012, dal Ponte Coperto di Pavia… e ne erano subito stati “beneficiati”. Infatti, poco dopo il lancio, Elisa sentì un brivido di freddo. Aveva le mani gelate. Chiese aiuto a Gianfilippo… per un piacevole riscaldamento. Gianfilippo, l’estroso dottore in psicologia applicata, aveva capito subito di cosa si trattasse … Prese le mani “gelate” di Elisa … e Lei si sentì subito meglio. Come se, la turista marsigliese, avesse incontrato “il paradiso”. Si dice che “il paradiso” sia fatto di tante cose … e che esista soprattutto dalle parti di Pavia… lungo le rive del fiume Ticino. Non c’era solo il “rito scaramantico” della “barchetta dei desideri”, ma anche quella dei giochi magici del fiume Ticino. Uno di questi “giochi” era nato molti secoli prima di Cristo. Diceva. “Se rispondi ad un desiderio…tale desiderio si trasformerà… nel tuo desiderio”. Gianfilippo, dopo aver riscaldato le mani gelate di Elisa, aveva subito “il ritorno di fiamma”… l’immediato desiderio di non lasciarle più. I giovani fanno presto a capire le situazioni. Gli altri quattro componenti il gruppo, Wanda, Andrea, Patrizia e Vincenzo, avevano assistito alla scena. Si erano resi conto che tra Elisa e Gianfilippo era scoppiata… l’infatuazione. Nulla di straordinario. Cose che capitano in ogni momento… ovunque. Gianfilippo, però, ebbe una pensata. “Elisa perché non andiamo a Genova? E’ la mia nuova sede di lavoro. Ho voglia di conoscerla, coglierne gli aspetti “segreti e speciali”. Per farlo, però, da quello che raccontano gli esperti … “bisogna essere in due”. Solo così una città svela i propri segreti”. Elisa non rispose, ma, con gli occhi chiese l’approvazione di partire alla sorella Patrizia. Patrizia d’altro canto aveva la testa in confusione. Le stava succedendo qualcosa, ma non sapeva cosa. Voleva essere lasciata sola. Quindi, approvò immediatamente, con gli occhi, la “voglia di partire di Elisa e Gianfilippo”. Il resto della compagnia aveva osservato la scena come fosse quella di un film. I due “infatuati”, mano nella mano, si allontanarono dal Ponte Coperto di Pavia. Il primo giorno dell’anno 2013, Elisa e Gianfilippo, erano già a Genova, la città di mare … città di gente che va … di gente che viene. Da millenni… crocevia, un continuo via vai di persone… Ora, era il turno di Elisa e Gianfilippo. Che cos’è una città? Un palcoscenico vivente… il palcoscenico della vita. Quando lo scenario è Porta Sant’Andrea… il simbolo non può essere più azzeccato. Genova è la città delle porte…dei sogni e delle speranze. Fu a Porta Sant’Andrea che Gianfilippo senti un irresistibile desiderio di baciare Elisa… Il bacio è un “perché lanciato nel futuro”. Inoltre è il “segno migliore”… per iniziare bene un nuovo anno.
- Questo è il 122° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il “progetto-sfida” è di scrivere 365 racconti in 365 giorni (un racconto al giorno). Riuscirà, il sottoscritto, a raggiungere tale traguardo? Vedremo... “Se son rose fioriranno” –. Buona giornata a tutti Dino
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