martedì 1 gennaio 2013

OGGI, SAN BASIGLIO E GREGORIO di Vice Miazza

OGGI,
SAN BASILIO E GREGORIO 
di
Vice Miazza
2 gennaio la Chiesa celebra la memoria liturgica dei”SANTI BASILIO MAGNO e GREGORIO NANZIANZENO” Vescovi e Dottori della Chiesa. San Basilio Magno e San Gregorio Nazianzeno, di cui oggi c’è la memoria comune, furono intimi amici che, oltre ad avere un’analoga formazione culturale, nutrirono entrambi l’aspirazione alla vita monastica e alla santità .................. SAN BASILIO MAGNO nacque intorno al 330 a Cesarea di Cappadocia, oggi la città turca di Kaysery, proveniva da una famiglia dalla profonda spiritualità. Oltre ai genitori anche tre dei suoi nove fratelli sono annoverati tra i santi. Prima di essere vescovo nella sua terra natale, aveva vissuto in Palestina e Egitto. Vi era stato attratto dal richiamo del deserto e della vita monastica. Fu in solitudine che, insieme con Gregorio di Nazianzo conosciuto durante gli studi ad Atene, elaborò la regola per i monaci basiliani, che sarà imitata anche in Occidente. Visse appena 49 anni ma la sua intensa e profonda attività di predicatore gli valsero il titolo di «Magno». Ricevette l'ordinazione sacerdotale verso il 364 da Eusebio di Cesarea cui successe sulla cattedra vescovile nel 370. Durante il servizio episcopale si impegnò attivamente contro l'eresia ariana. Morì l'1 gennaio 379 a Cesarea dove fu sepolto. Tra le sue opere dottrinali si ricorda soprattutto il celebre trattato teologico sullo Spirito Santo. …...........SAN GREGORIO DI NAZIANZO nacque nel 329 a Nazianzo da una famiglia ricca ed aristocratica, uomo di studio e poeta, per la sua eccellente dottrina ed eloquenza ricevette l’appellativo di "teologo", ad Atene incontrò Basilio e si legò a lui con profonda amicizia. Intraprese molti viaggi a scopo di istruzione e seguì poi nel deserto l’amico Basilio. Ordinato sacerdote fu vescovo a Sisimo nel 380 a Costantinopoli e infine nel 382 Nazianzo. Presiedette il Concilio del 381, dove portò al trionfo la dottrina dell'amico Basilio, da poco scomparso.ll suo grande merito è stato quello di riuscire a mantenere fedeli all'ortodossia gli abitanti di Costantinopoli, grazie alle sue ammirevoli doti di oratore. Nel 384 si ritirò, nella sua proprietà di Arianzo, dove morì il 25 gennaio del 390, dopo sei anni dedicati alla contemplazione e a studi ininterrotti. Di lui si hanno ben 45 suoi discorsi, 244 lettere e molte poesie teologiche e storiche. La sua opera più famosa sono le cinque Orazioni Teologiche sulla Trinità. Il nome Basilio, dal greco, significa: “regale, degno di un re” - Il nome Gregorio, dal greco, significa: “sveglio, pronto nell'agire”. - Altri Santi del giorno: San Telesforo, Papa (II sec.), martire - San Teodoro di Marsiglia, Vescovo (VI sec.)

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  1. 3 gennaio “SANTA GENOVEFFA” Patrona di Parigi ….......... Genèvieve o Genoveffa nacque a Nanterre, nei dintorni di Parigi, intorno al 422. A sei anni fu consacrata a Dio da san Germano di Auxerre, in transito per recarsi in Inghilterra, dove dilagava l'eresia pelagiana. A 15 anni Genoveffa si consacrò definitivamente , entrando a far parte di un gruppo di vergini votate a Dio che, pur vestendo un abito che le distingueva dalle altre donne, non vivevano in convento, ma nelle loro case, dedicandosi ad opere di carità e penitenze. Nel 451 Parigi era sotto la minaccia degli Unni di Attila ed i parigini non pensavano altro che a fuggire, Genoveffa cercò di calmare gli animi, invitando tutti alla preghiera e alla penitenza per impetrare la grazia da Dio affinché Attila non passasse di lì. E, stranamente avvenne proprio così, Attila abbandonò la vallata della Senna per scendere verso la Loira dove fu fermato poco dopo dai Franchi di Meroveo e dai Gallo-Romani guidati da Ezio, lasciando però un altro problema serio, quello della carestia. Una volta ancora Genoveffa salvò Parigi, salì su un battello, risalì la Senna e procurò le granaglie presso i contadini, distribuendole poi generosamente. Entrata in amicizia con i re Childerico e Clodoveo, sfruttò la sua posizione per ottenere la grazia per numerosi prigionieri politici. Tutta la vita di Genoveffa fu dedicata all'ascesi, alle penitenze e alle preghiere. Ebbe visioni e fece profezie poi avveratesi. Per questo incontrò spesso l'ostilità dei suoi concittadini, che in più di un'occasione le si scagliarono contro. Fu difesa da San Germano d'Auxerre, che la sostenne sempre nella sua vocazione. Genoveffa morì il 3 gennaio 502. Sulla sua tomba venne eretto un modesto oratorio di legno, che fu il primo nucleo di una celebre abbazia, trasformata in basilica da re Luigi XV. Durante la rivoluzione francese i giacobini trasformarono la basilica di S. Genoveffa nel mausoleo dei francesi illustri, con il classico nome di Pantheon, distruggendone parzialmente le reliquie. Il culto a Santa Genoveffa continuò nella vicina chiesa di Saint-Etienne-du-Mont e rimase molto popolare in tutta la Francia e in particolarmente a Parigi, città di cui la santa è patrona.Santa Genoveffa era invocata in occasione di gravi calamità, come la peste, per implorare la pioggia e contro le inondazioni della Senna. Il nome Genoveffa, dal celtico, significa “dalle bianche guance” , dal germanico “donna di nobile stirpe” - altri Santi del giorno:San Fiorenzo di Vienne, Vescovo - S. Luciano di Lentini (Sicilia), Vescovo.



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