4 GENNAIO 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 4 gennaio 2013 – Venerdì – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del Venerdì
Venezia … e il fascino del teatro
Coloro che hanno provato, anche per una sola volta, l’emozione del palcoscenico… ne sono rimasti colpiti e non lo hanno dimenticato più… Fanno qualsiasi cosa pur di ritornarci. Diceva uno scrittore: “Le luci della ribalta accecano… penetrano nel profondo dell’animo umano”. Ci sono esempi validissimi nel passato e nel presente. Venezia è “il palcoscenico” per eccellenza. Visto una volta… si desidera ritornarci, sempre. Patrizia, la bella turista marsigliese, non aveva mai visto Venezia… dal vivo. Ora, però, aveva trovato la strada giusta. Aveva conosciuto Wanda e Andrea, amici pavesi, con i quale aveva legato. Ed ora, grazie al “rito scaramantico” della “barchetta dei desideri”, aveva conosciuto Vincenzo… il “suo” giovanotto da sogno… il sogno di ogni ragazza… bello come un Adone… ricco come il mare. Non solo. Sulla strada per Venezia aveva conosciuto i componenti della giovane compagnia teatrale… “i diversi” (non solo di nome)… un nome, un programma… potrebbe pensare qualche lettore di questo blog. Patrizia aveva partecipato ad un “ballo in maschera” con Vincenzo… Come per incanto, si era aperta la porta del palcoscenico. Dove? … A Venezia, naturalmente. La città di Carlo Goldoni, l’autore “principe” della commedia veneziana. Vincenzo, esperto di teatro, per alcuni anni aveva collaborato come “critico teatrale” ad un settimanale pavese. Era appassionato di teatro. Era diventato esperto conoscitore del mondo teatrale non solo italiano. Sapeva tutto di Carlo Goldoni. Patrizia era curiosa… voleva avere qualche notizia in più… sul commediografo veneziano. Vincenzo non aspettava altro. “Carlo Goldoni, da ragazzino era un tipo irrequieto… Aveva una passione: il teatro! Fece e disfece finché non realizzò il suo sogno. A quattordici anni (nel 1721) si trovava a Rimini per studiare filosofia. Il padre di Goldoni voleva fare del figlio un medico. Lui preferiva leggere le commedie di Plauto. Anziché seguire le lezioni si informava delle compagnie teatrali presenti in città. Un giorno, il ragazzino Goldoni, venne a saper che una compagnia teatrale era in partenza da Rimini per Chioggia, dove abitava la madre. Fuggì dalla scuola. Si aggregò alla compagnia teatrale e visse la sua “prima” avventura… di “teatro realmente vissuto”. Fu la folgorazione. Ormai il giovane Goldoni aveva deciso. Avrebbe scritto commedie… commedie a volontà, commedie che avrebbero infiammato i palcoscenici del Mondo, attraversato secoli… per raccontare la vita di Venezia e del suo tempo. Inoltre, ha regalato alla cultura, commedie in dialetto veneziano… un piacere unico e assoluto. Perché se è vero che la lingua italiana ha le sue peculiarità e bellezze… il dialetto è “lingua del popolo”, della vita vera, viva, di tutti i giorni… la lingua che “non” ha regole… e l’unica regola … è la vita stessa”. Patrizia tacque… e nel silenzio cullò un sogno… “Portare una commedia di Goldoni a Marsiglia”. Perché, dove arriva il teatro, arriva il “meglio della società”. - Questo è il 125° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il “progetto-sfida” è di scrivere 365 racconti in 365 giorni (un racconto al giorno). Riuscirà, il sottoscritto, a raggiungere tale traguardo? Vedremo... “Se son rose fioriranno” –. Buona giornata a tutti Dino
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