2 FEBBARIO 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 2 febbaraio 2013 – Sabato – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del Sabato
2 Febbraio … giorno delle candele
Da tempi antichissimi, il 2 febbraio, era (ed è) il giorno in cui si benedivano le candele. Nel corso dei millenni l’usanza ha subito modifiche dando ad essa significati diversi compreso quello della “Purificazione della Vergine”. Il quarantesimo giorno della nascita di Gesù era il periodo in cui le mamme dovevano purificarsi, cioè, riprendere la vita normale. La benedizione delle candele (rito della luce) e la “purificazione” si sono fuse e sono diventate una sola festa (la festa della Candelora). Le candele, tuttavia, rimangono a testimonianza di un periodo (antico) in cui i contadini attendevano il 2 febbraio per avere la “benedizione del raccolto … attraverso la luce della candela”. Infatti, la candela benedetta veniva conservata nelle case per essere accesa (la luce) in caso di grandine, di morte di componenti la famiglia, gravi situazioni che potevano accadere durante l’anno. Oggi, il rito della Candelora ha subito un nuovo cambiamento. La società non è più quella agricola che ha generato al festa, ma una società industriale, post-industriale (o non si sa)… alla ricerca di una nuova cultura. Oggi, il disagio (la “grandine” economica, psicologica, sentimentale, famigliare) viene affrontato con mezzi nuovi e diversi.. Ma non è per tutti così. Gli antichi riti sono ancora presenti. In parecchie cascine agricole della Lomellina, la festa della Candelora, ha ancora lo stesso significato di millenni fa. Alcuni agricoltori, il 2 febbraio, vanno a prendere “le candele benedette” in Chiesa e le conservano nelle case. Quando, durante l’epoca del raccolto, arriva la grandine, parecchi agricoltori, prendono le candele “della Candelora” e formano delle croci in mezzo ai campi. E’ vero che oggi, ci sono le assicurazioni contro la grandine, i metereologi che “prevedono tutto”… ma l’antica cultura resiste e insegna che è sempre meglio avere “qualche Santo in più in Paradiso”… in modo che l’aiuto sia concreto e continuo. Qualche anno fa, un agricoltore della Lomellina, durante una grandinata estiva, si era messo a correre in mezzo al campo con le candele della Candelora per formare delle croci. Alcuni, Agronomi presenti (gente che ha studiato) si è messa a ridere… Come dire. “Ancora questi riti di un tempo lontano”. L’agricoltore, però, cocciuto come un mulo, ha continuato a fare ciò che aveva fatto… suo padre, suo nonno e il suo bisnonno. Interrogato al riguardo disse la sua: “Gli Agronomi hanno studiato, sanno tante cose… ma non sanno tutto. La natura è troppo complessa per essere compresa. Pertanto, ben vengano le nuove tecnologie e le nuove scoperte… Io, intanto, mi tengo le candele della Candelora sempre a porta di mano. Se sono servite millenni fa… possono servire anche oggi””
- Questo è il 154° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il progetto – sfida è di scrivere 365 racconti in 365 giorni. Un racconto al giorno. Riuscirà il sottoscritto a raggiungere tale traguardo? Vedremo… “Se son rose fioriranno”. Buona giornata a tutti. Dino – Vedi anche: dinosecondobarili
Ciao Dino,....Hai fatto bene ricordare ”l'importanza del rito della candelora,.. che esiste da millenni e resiste a tutt'oggi nella nostra epoca “super tecnologica”!!!” ... … Rito molto sentito nella mia famiglia: mia nonna ha sempre tenuto il cero appeso al capo del letto, pronto per essere acceso per scongiurare eventuali pericoli, mentre mia mamma l'ha sempre conservato con cura nel cassetto, cosa che ho fatto per anni anch'io..........Vice
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