venerdì 15 marzo 2013

LE QUARTINE DI ALBA racconto (195°) di Dino Secondo Barili

15 MARZO 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 15 Marzo 2013 – Venerdì – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del Venerdì
Le quartine di Alba
La Lomellina è un vasto territorio dove la gente non sta mai ferma. E’ così da sempre. Anche Alba, una gentile signora, oggi, sessantanovenne. E’ nata in una famiglia dove i componenti erano sempre al lavoro. Alba ha continuato l’opera della famiglia… con una variante. E’ sempre stata appassionata di teatro, teatro dialettale locale. Dopo essere andata in pensione ha preso una decisione: fare teatro e insegnarlo alle giovani generazioni. Anche se, oggi, ci sono molti mezzi a disposizione, il teatro dialettale resta sempre un’attività culturale molto particolare. I personaggi del teatro dialettale sono persone del popolo, gente comune che vive a contatto di gomito con situazioni quotidiane che si ripetono da un tempo infinito. Alba, però,due anni fa, aveva un progetto in testa …fare teatro, ma… non a teatro. Qualche lettore dirà che il teatro si fa a teatro…Invece, no. Alba, non aveva solo il teatro per la testa, ma anche le persone in difficoltà. Iniziò con una sua amica di qualche anno più anziana, con problemi deambulazione. L’amica di Alba, che si chiamava (e si chiama) Cesarina, non poteva uscire di casa… se non accompagnata. Come poteva andare a teatro? Per Alba, la risposta era semplice… “il teatro doveva andare a casa sua”, a casa di Cesarina. E così è stato. Niente di straordinario. Alba aveva imparato fare teatro da una suora del suo paese quando ancora frequentava l’asilo (oggi, si chiama Scuola Materna). Avrà avuto, si e no, cinque anni. All’asilo, allora, si faceva la recita di fine anno ed erano coinvolti tutti i bambini, maschi e femmine. La Suora, che si chiamava, Suor Chiarina, aveva notato le qualità di Alba, e soprattutto la sua capacità di esprimersi in dialetto. Un modo di esprimersi, simpatico, piacevole… Appena Alba apriva la bocca… anche per dire una sola parola… le persone si mettevano a ridere. Da lì, il successo. Suor Chiarina, poi, ci sapeva fare. Lei stessa scriveva scenette allegre, con situazioni comiche. Con Alba, attrice, il successo era assicurato. Così gli anni sono passati e… la passione per il teatro dialettale è rimasta. Nel corso degli anni, nel paese di Alba si erano formate parecchie compagnie teatrali dialettali delle quali, Alba aveva sempre fatto parte. Raggiunta la pensione, però, Alba, forte dell’esperienza acquisita, voleva riprendere teatro “in proprio”. L’esperienza e le capacità personali avevano fatto il resto. Alba voleva portare un po’ di luce nelle case dove “di luce” ce ne è poca. Una mattina di marzo di un anno fa, Alba si alzò con la vena di scrivere “quartine in dialetto”… Ogni quartina… un fatto, un avvenimento, un personaggio, un ricordo, una situazione… Poi andò a casa della sua amica Cesarina con problemi di deambulazione. Cesarina era giù di corda. Erano settimane che nella sua casa non entrava nessuno, se non la “convenzionata del Comune” per alcune faccende domestiche. Alba, con le sue quartine, riportò il sorriso sul volto di Cesarina… Finalmente, era possibile creare un programma di “incontri quotidiani di vita” per persone sole o in difficoltà… e far entrare un po’ di luce, dove la luce mancava. Oltre a Cesarina c’erano altre persone in attesa. - Questo è il 195° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il progetto – sfida è di scrivere 365 racconti in 365 giorni. Un racconto al giorno. Riuscirà il sottoscritto a raggiungere tale traguardo? Vedremo… “Se son rose fioriranno”. Buona giornata a tutti. Dino
Vedi anche: dinosecondobarili

1 commento:

  1. 16 marzo "SAN GIOVANNI DE BRÉBEUF" ......... Giovanni de Brébeuf nacque il 25 marzo 1593 nel castello feudale di Condé-sur-Vire, nella diocesi di Bayeux in Francia; discendente di una antica famiglia, nobile e cavalleresca. A 20 anni, entrò nel Noviziato dei Gesuiti a Rouen dove il 25 marzo 1622 a 29 anni esatti, fu ordinato sacerdote. Dopo tre anni, nell’aprile 1625 s’imbarcò con altri missionari gesuiti a Duppe, per il Canada. Nel Seicento i paesi europei interessati al vastissimo territorio a nord degli attuali Stati Uniti erano l’Inghilterra e la Francia. Fu un colono francese, Samuel de Champlain, a fondare la città di Québec nel 1608 e a dominare per alcuni decenni la scena canadese. Per il commercio delle pellicce, Chamblain aprì le ostilità contro gli indiani irochesi, che divennero i principali nemici della Francia, mentre si alleò con le tribù degli uroni, degli atapaskans e degli algonchini. A queste ultime tribù si rivolsero i primi missionari francesi del Canada. Nell’immenso territorio padre de Brébeuf si fece notare per dedizione e coraggio. In particolare visse tre anni con gli uroni, studiandone usi e costumi e scrivendo nella loro lingua un catechismo, importante anche come unica testimonianza di una lingua presto scomparsa. Durante la guerra anglo-francese del 1627-29, padre Brébeuf fu costretto a tornare in patria, ma non appena la colonia venne restituita con un trattato di pace ai francesi ritornò tra i suoi uroni. A questo punto i suoi tenaci tentativi cominciarono a dare dei frutti significativi. Gli irochesi, tuttavia, armati dagli olandesi, ruppero il trattato di pace e diedero il via ad una serie di attacchi. In una spedizione del 1649, dopo aver compiuto una strage, presero un gran numero di prigionieri, tra i quali padre Brébeuf, torturato in maniera particolarmente crudele, morì il 16 marzo 1649. Egli fa parte del gruppo di gesuiti conosciuti con il nome di martiri canadesi che furono beatificati il 21 giugno 1925, da papa Pio XI e canonizzati, dallo stesso pontefice, il 29 giugno 1930. Altri Santi del giorno:SS. Ilario e Tiziano, Martiri, Patroni di Gorizia (III sec.) - Sant'Allo (Allone) di Bobbio, Monaco (VII sec.)

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