mercoledì 4 settembre 2013

PENSIERI SPARSI DEL 5 SETTEMBRE 2013



PENSIERI SPARSI DEL 5 SETTEMBRE 2013
“Chi sa fingere…
sa regnare”
 Dino

3 commenti:

  1. La planduna ebbe una illuminazione. Chiamò il marito, che lavorava fuori dalla stalla, gli disse di badare al bambino e di accontentarlo con altri pezzettini di zucchero e partì come una freccia verso la carovana degli zingari. Sul carro c’era “la madama di Tebe”, con tutta la famiglia ,e stava allattando l’ultimo nato. La planduna gridò: “POLCA MISERIA SI E’ FATTO MALE!” La madama i Tebe cambiò colore, lasciò il bambino che stava allattando alla figlia maggiore e seguì in silenzio la planduna. Quando arrivarono nella stalla la madama di Tebe vide che il bambino stava giocando con il vitellino e,dopo aver superato lo spavento, andò su tutte le furie,si agitava e sbraitava come un’ossessa. Si esprimeva in una lingua strana, una lingua ignota ai plandon di via Morosini. La planduna cercò di offrirle alcune uova, ma in preda all’ira prese il bambino per un braccio e lo strapponò via , come se avesse paura di perderlo. La carovana degl zingari con “la madama di Tebe”, quell’ anno,se ne andò prima della fine della festa. (quinta puntata da “Incantesimo a Casorate Primo “racconto di Dino Barili-Teresa Ramaioli

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  2. “POLCA MISERIA” una storia trivolzina del 1850

    …” La Madama di Tebe di quest’anno, era vostra figlia. La figlia rapita nel 1822. Allora aveva dieci anni . Venne cresciuta da una famiglia di zingari che la mandò da un loro capo,la iniziò alla magia,alla lettura del futuro e le fece cambiare religione. Il suo passato non esiste più. Oggi è una Capa, con vincoli, giuramenti e…un suo futuro. Prima di partire è venuta da me. Abbiamo parlato a lungo, una vera e propria confessione. Non cercatela più, appartiene ormai ad un altro mondo.” La planduna di via Morosini capì che i figli sono come le frecce lanciate nel futuro, ognuno ha dei compiti da assolvere e strade da percorrere. I figli vengono generati, ma non sono nostri: appartengono alla vita,alla vita dell’ universo. Nessuno può conoscere il loro destino, anche se ad una nonna non sfuggiranno mai ,i movimenti, gli atteggiamenti di un bimbo che ha il suo stesso sangue. E’ il suo nipotino. Molti anni dopo la Madama di Tebe venne incoronata regina degli zingari. Quando morì venne sepolta nel cimitero di Garlasco. Al suo funerale c’erano un centinaio di corone di fiori,trenta gruppi musicali, con i caratteristici violini zigani e trenta giovani ragazze che ballavano nei caratteristici costumi della gente nomade. Ballavano al suono di piacevolissime e misteriose musiche gitane per celebrare il passaggio tra La Vita e…La Vita. In fondo non serve cambiare “la vita”. Quel che conta è accettarla e vedere in essa TUTTO IL BENE CHE OFFRE. (da” Incantesimo a Casorate Primo” di Dino Barili e Teresa Ramaioli) Buona giornata. Teresa

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  3. “POLCA MISERIA” una storia trivolzina del 1850

    …” La Madama di Tebe di quest’anno, era vostra figlia. La figlia rapita nel 1822. Allora aveva dieci anni . Venne cresciuta da una famiglia di zingari che la mandò da un loro capo,la iniziò alla magia,alla lettura del futuro e le fece cambiare religione. Il suo passato non esiste più. Oggi è una Capa, con vincoli, giuramenti e…un suo futuro. Prima di partire è venuta da me. Abbiamo parlato a lungo, una vera e propria confessione. Non cercatela più, appartiene ormai ad un altro mondo.” La planduna di via Morosini capì che i figli sono come le frecce lanciate nel futuro, ognuno ha dei compiti da assolvere e strade da percorrere. I figli vengono generati, ma non sono nostri: appartengono alla vita,alla vita dell’ universo. Nessuno può conoscere il loro destino, anche se ad una nonna non sfuggiranno mai ,i movimenti, gli atteggiamenti di un bimbo che ha il suo stesso sangue. E’ il suo nipotino. Molti anni dopo la Madama di Tebe venne incoronata regina degli zingari. Quando morì venne sepolta nel cimitero di Garlasco. Al suo funerale c’erano un centinaio di corone di fiori,trenta gruppi musicali, con i caratteristici violini zigani e trenta giovani ragazze che ballavano nei caratteristici costumi della gente nomade. Ballavano al suono di piacevolissime e misteriose musiche gitane per celebrare il passaggio tra La Vita e…La Vita. In fondo non serve cambiare “la vita”. Quel che conta è accettarla e vedere in essa TUTTO IL BENE CHE OFFRE. (da” Incantesimo a Casorate Primo” di Dino Barili e Teresa Ramaioli) Buona giornata. Teresa

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