sabato 5 gennaio 2013

VENEZIA ... E LE PAROLE NON DETTE racconto di Dino Secondo Barili

5 GENNAIO 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 5 gennaio 2013 – Sabato – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del Sabato
Venezia … e le parole non dette
Venezia è una delle più indecifrabili città del Mondo. Vincenzo e Patrizia erano seduti al tavolino di un Caffè in Piazza San Marco. Lo sguardo perso tra la facciata della Basilica e il Palazzo dei Dogi. Nessuno dei due parlava… Eppure, avrebbero voluto dirsi tante cose. Patrizia era nuova a Venezia. Non riusciva a spiegarsi una simile sensazione. Per Vincenzo, invece, che a Venezia era stato parecchio volte… era facile capirne il perché, il significato. Vincenzo, per fare contenta Patrizia, dopo aver gustato il caffè, in uno degli scenari più incantevoli del Mondo, colse l’occasione… e parlò. “Vedi, Patrizia, Venezia non è solo una città. Venezia è un enigma. Ha le stesse caratteristiche della Sfinge d’Egitto. Un “volto” che parla… e non sai cosa dice…Un “interrogativo” lanciato nel vento… senza una convincente risposta. Per quante volte io sia venuto a Venezia… non ho mai osservato la stessa città. Ogni volta ho trovato una città diversa, indecifrabile, inspiegabile. A me piace guardare le persone. Specialmente le coppie. A Venezia le coppie sono di casa. Ogni coppia porta a Venezia la propria storia. La coppia, spesso, aspetta di arrivare a Venezia per raggiungere un traguardo. Parecchie coppie arrivano a Venezia, in viaggio di nozze… per iniziare un viaggio… un viaggio in comune. Senza accorgersi… che tornano a casa… senza una convincente risposta, senza conoscere il perché del loro “andare”. Per capire, forse, il fascino e l’enigma di Venezia bisogna raggiungere la città … soli. Soli in mezzo alla gente, alle coppie, alla confusione. Soli… con sé stessi. Sedersi al tavolino di un Caffè in Piazza San Marco. Chiudere gli occhi e ascoltare le voci di Venezia… Mille voci… contemporaneamente. Mille voci che si fondono e si confondono… Allora, solo allora, forse, si entra in intimità con la città lagunare. Allora, si ha la sensazione di ascoltare le “Quattro stagione” di Antonio Vivaldi, uno dei maggiori musicisti di Venezia. Allora, solo allora, ci si sente immersi nella Venezia “senza tempo e senza età”… Esattamente, come davanti alla Sfinge d’Egitto. I turisti, spesso, pensano di “vedere” Venezia… No, non è possibile “vedere” Venezia. Vederla… come una qualsiasi altra città. Venezia è un’emozione, un’illusione… un attimo fuggente… “Venezia è la città che una persona si porta dentro”…con i suoi colori, la sua storia, i suoi amori, le sue maschere … e non la lascia più.” Patrizia era come affascinata dalle parole e dalla voce suadente di Vincenzo… Avrebbe voluto baciarlo, abbracciarlo… non lasciarlo più. Ma non lo ha fatto. Venezia è anche questo… la città delle “parole non dette… dei baci mai dati”. ”. - Questo è il 126° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il “progetto-sfida” è di scrivere 365 racconti in 365 giorni (un racconto al giorno). Riuscirà, il sottoscritto, a raggiungere tale traguardo? Vedremo... “Se son rose fioriranno” –. Buona giornata a tutti Dino

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