giovedì 16 maggio 2013

CRISI ECONOMICA E DISAGIO SOCIALE racconto (258°) di Dino Secondo Barili

17 MAGGIO 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 17 maggio 2013 – Venerdì – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
 racconto del Venerdì
Crisi economica e disagio sociale (258°)
Ieri mattina, complice il cattivo tempo, sotto i portici di Piazza della Vittoria a Pavia, Giacomo, pensionato di 83 anni, era giù di corda. Aveva il muso lungo, la brutta cera e agli amici Alfio, 75 anni, Giuseppe, 70 anni, e Michele, 77 anni, rispondeva a gesti. Si vedeva lontano un miglio che era arrabbiatissimo. Giuseppe, 70 anni, aveva un bel dire che sul giornale era apparsa la notizia che sarebbe stata sospesa la rata IMU sulla prima casa. Niente da fare. Giacomo era arrabbiato e non c’era verso riportarlo ad un atteggiamento più conciliante. Alfio, cercò di raccontare una barzelletta “di attualità”, ma Giacomo rimase indifferente. Quando tutti i tentavi sembravano aver fallito, Michele, 77 anni, parlò del più e del meno… tirando fuori (non si sa a quale proposito) la storia di Caino e Abele. Non l’avesse mai fatto. Giacomo si inalberò. Si aprì come un torrente in piena. “Ecco. E’ proprio questo, di cui volevo parlare. Oggi, in Italia siamo ritornati ad Abele e Caino. Basta leggere il giornale o guardare i telegiornali TV, per rendersi conto da dove nasce l’attuale disagio sociale che investe una larga fascia della popolazione anziana e non. Sembra di assistere alla lotta tra Abele e Caino. Dove “Abele” lavora, paga le tasse, risparmia, rispetta regole e le convenzioni… e “Caino” si diverte a combinarne di cotte e di crude. Tanti Abele che non c’entrano nulla…ci lasciano pure la pelle (come a Milano). Il motivo, secondo me, è presto detto. “Caino” è protetto da mille leggi e mille giustificazioni …. mentre “Abele” è abbandonato al suo destino come uno straccio stracciato, “un povero Cristo” che non conta nulla. Persone ubriache guidano come pazzi sulle strade. Uccidono, ammazzano... e ritornano a farlo … come fosse un nuovo divertimento. Non è così che può riprendersi una società.” Alfio, Giuseppe e Michele seguirono il discorso di Giacomo e per un po’ rimasero zitti, pensierosi. Avevano fatto lo stesso discorso mille volte. Dopo la sfuriata di Giacomo, però, anche loro avevano qualcosa da dire. Iniziò, Michele il quale aveva subito un furto in casa, mentre era andato a fare la spesa. “Secondo me, la crisi economica serve a giustificare la infinita serie di “microcriminalità dilagante”. Sembra di essere tornati ai tempi della Seconda guerra mondiale (1940-1945). Allora, molti si arrangiavano… Ma non siamo più a quel tempo. Se non si riprende a vivere civilmente la società va a rotoli. Si incomincia con il poco e poi diventa tutto ingovernabile.” Alfio alzò la voce. “E’ ora di finirla di considerare “Caino” una vittima della società… La vera e sola vittima è “Abele”, perché è solo Abele che lavora, risparmia e paga sempre … mentre “Caino” … fa di tutto, per distruggere tutto. Così abbiamo mamme con i bambini sulla carrozzina travolte e uccise sulle strisce pedonali, ubriachi che uccidono guidando contromano. Oggi, quando una persona si alza al mattino si fa il segno della croce (parecchie volte) … “per non incontrare” …il Caino di turno (protetto e vezzeggiato). - Questo è il 258° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il progetto – sfida è di scrivere 365 racconti in 365 giorni. Un racconto al giorno. Riuscirà il sottoscritto a raggiungere tale traguardo? Vedremo… “Se son rose fioriranno”. Ne mancano solo 107. Buona giornata a tutti. Dino
-cliccando “precedenti” in fondo alla pagina, si possono leggere tutti i 257 racconti pubblicati. Dino
Vedi anche:   dinosecondobarili

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