25 MAGGIO 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 25 maggio 2013 – Sabato – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del Sabato
Cristina e l’acqua di primavera (266°)
Quest’anno la primavera ci ha regalato molte giornate d’acqua. Ieri, l’acqua (dal cielo) ha fatto ancora da protagonista, mettendo in crisi molte persone. Tra le persone “in crisi per l’acqua” che cade dal cielo vi era certamente Cristina, cinquantunenne, impiegata pavese, single. Cristina, dal punto di vista sentimentale, non è stata molto fortunata. Ha avuto parecchie avventure, ma non sono approdate a nulla. Dei fuochi di paglia. Qualche mese fa, dopo il lunghissimo inverno ha deciso di regalare a sé stessa una parte di ciò che “non” ha avuto nel corso degli anni. Per esempio. Si è messa in mente di “rivivere una giornata” con Alessio, il suo “primo amore” che (allora) abitava a Voghera. Una notte di un mese fa, Cristina si era svegliata, dopo aver sognato Alessio il giorno in cui l’aveva incontrato la prima volta. Da quel momento la cinquantunenne aveva deciso di rivedere i luoghi in cui era stata felice con lui…il “suo primo amore”. Qualche giorno fa Cristina aveva deciso di prendere l’automobile e di raggiungere Voghera. Voghera è una cittadina originale. Non dice nulla a coloro che “non” la amano. Cristina ha girato in lungo e in largo Voghera. Ha visitato tutti i luoghi dove, con Alessio, ha vissuto momenti straordinari. L’unico inconveniente, l’acqua. Quel giorno pioveva. Pioveva a dirotto con scrosci continui e qualche folata di vento “gelido”. Cristina ormai era entrata nello “spirito” di Alessio. Non poteva più tirarsi indietro. Anzi, in ogni momento (acqua o non acqua) la cinquantunenne si sentiva spinta a continuare. Sembrava che Alessio fosse accanto a lei, camminasse con lei, la tenesse per mano. Voghera è una piccola città (40mila abitanti circa) e nell’arco di un’ora, Cristina aveva visitato tutti i luoghi in cui era stata con il suo primo amore. Ma c’era un luogo che ricordava con piacere. L’Osteria dei “Passi Perduti” incuneata in una valle tra le colline dell’Oltrepò Pavese. Sotto l’acqua, Cristina, con la sua automobile, si avventurò per le strade… “dell’antico amore”. Raggiunse l’incrocio dell’Osteria dei Passi Perduti e… ci rimase male. L’Osteria non c’era più. Il terreno era franato e i resti dell’Osteria erano a una decina di metri giù nella scarpata. Cristina capì che nella vita tutto cambia… Ma non si perse d’animo. Intanto l’acqua continuava a cadere come se non avesse mai piovuto. La cinquantunenne impiegata pavese, decise di fare un ultimo tentativo. Raggiungere la Chiesetta detta “del buon pensiero” poco distante dall’Osteria dei Passi Perduti. La Chiesetta era ancora al suo posto. Le poche case circostanti erano tutte chiuse e disabitate. Cristina decise di entrare nella Chiesetta. Caso strano aveva la porta d’ingresso aperta. Stava per entrare quando sentì una voce. “Cristina. Cristina …” Era Alessio… più uomo che mai, più maturo che mai. Non era più il ragazzotto che non aveva ancora capito “cosa fare da grande”. I due si abbracciarono. Si baciarono e decisero… di non lasciarsi più. Fuori dalla Chiesetta, l’acqua continuava a cadere a dirotto… Per Alessio e Cristina, però, era come se… “fosse apparso il sole”… il “sole nuovo… dell’avvenire”. - Questo è il 266° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il progetto – sfida è di scrivere 365 racconti in 365 giorni. Un racconto al giorno. Riuscirà il sottoscritto a raggiungere tale traguardo? Vedremo… “Se son rose fioriranno”. Ne mancano solo 99. Buona giornata a tutti. Dino
-cliccando “precedenti” in fondo alla pagina, si possono leggere tutti i 265 racconti pubblicati. Dino
Vedi anche: dinosecondobarili
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