mercoledì 1 maggio 2013

OGGI, SANT'ATANASIO di Vice Miazza

01 maggio 2013 13:01
2 maggio “SANT'ATANASIO, Dottore della Chiesa” …....... Atanasio nacque probabilmente ad Alessandria, intorno al 295, ebbe una buona istruzione sia sulla letteratura profana che nella conoscenza delle Sacre Scritture e fu discepolo di Sant'Antonio Abate. Profondamente legato all'Egitto, si formò nell'ambiente alessandrino, dove esisteva una rinomata scuola cristiana, e iniziò la carriera ecclesiastica come segretario del vescovo Alessandro. Ancora diacono accompagnò il suo vescovo Alessandro al primo Concilio di Nicea del 325, voluto dall'imperatore Costantino I per dirimere la questione sollevata dalla predicazione di Ario, anch'egli di Alessandria, circa la natura di Cristo. Il concilio elaborò un "simbolo", cioè una definizione dogmatica relativa alla fede in Dio, nel quale compare, attribuito al Cristo, il termine: "della stessa sostanza", che costituisce, tuttora, la base dogmatica del Cristianesimo storico. Il “simbolo niceno” si poneva in netta antitesi con il pensiero di Ario, che predicava invece la creazione del Figlio ad opera del Padre e quindi negava la divinità del Cristo. Morto il Vescovo Alessandro, Atanasio divenne, nel 328, suo successore come Vescovo di Alessandria, e subito si dimostrò deciso a respingere ogni compromesso nei confronti delle teorie ariane condannate dal Concilio niceno. La sua intransigenza, tenace e a volte molto dura, anche se necessaria, gli attirò l’implacabile ostilità degli ariani e dei filoariani. Nonostante l’inequivocabile esito del Concilio, che aveva con chiarezza affermato che il Figlio è della stessa sostanza del Padre, poco dopo queste idee sbagliate tornarono a prevalere, in questa situazione persino Ario fu riabilitato, e vennero sostenute per motivi politici dallo stesso imperatore Costantino e poi da suo figlio Costanzo II. La crisi ariana, che si credeva risolta a Nicea, continuò così per decenni, con vicende difficili e divisioni dolorose nella Chiesa. E per ben cinque volte durante un trentennio, tra il 336 e il 366, Atanasio fu costretto ad abbandonare la sua città, passando diciassette anni in esilio e soffrendo per la fede. Ma durante le sue forzate assenze da Alessandria, il Vescovo ebbe modo di sostenere e diffondere in Occidente, prima a Treviri e poi a Roma, la fede nicena e anche gli ideali del monachesimo, abbracciati in Egitto dal grande eremita Sant'Antonio Abate con una scelta di vita alla quale Atanasio fu sempre vicino. Sant’Antonio, con la sua forza spirituale, era la persona più importante nel sostenere la fede di sant’Atanasio. Reinsediato definitivamente nella sua sede, il Vescovo Atanasio poté dedicarsi alla pacificazione religiosa e alla riorganizzazione delle comunità cristiane. Morì il 2 maggio del 373. Autore di opere apologetiche e dogmatiche, fu scrittore polemico, chiaro di idee ed efficace nell'esprimerle. Tra le sue opere la “Vita di Antonio”, la biografia di sant’Antonio Abate contribuì in modo determinante alla diffusione in Occidente del movimento monastico egiziano. Sant' Atanasio è stato senza dubbio uno dei Padri della Chiesa antica più importanti e venerati, non a caso, Gian Lorenzo Bernini ne collocò la statua tra quelle dei quattro santi Dottori della Chiesa orientale e occidentale, insieme ad Ambrogio, Giovanni Crisostomo e Agostino, che nella meravigliosa abside della Basilica vaticana circondano la Cattedra di san Pietro

1 commento:

  1. 3 aprile “SANTI FILIPPO E GIACOMO”, Apostoli …...........Gli apostoli Filippo e Giacomo “Minore” sono festeggiati lo stesso giorno perché le loro reliquie furono deposte insieme nella Chiesa dei Dodici Apostoli a Roma. …........... FILIPPO è menzionato nei Vangeli come uno dei Dodici Apostoli di Gesù Cristo, indicato al quinto posto nell'elenco degli Apostoli dei Vangeli sinottici. Nativo di Bethsaida, era un uomo giusto e godette certamente di una certa intimità con Gesù. Infatti a lui il Signore si rivolge all'atto della moltiplicazione dei pani, e a lui si indirizzano i gentili che vogliono parlare con il Salvatore. Porta il vangelo nella Scizia dove fonda una comunità di ferventi cristiani. Il seguito della sua vita è avvolto nell'oscurità, come pure la sua morte. La tradizione più comune afferma che Filippo muore crocifisso a Gerapoli, all'età di 87 anni. .................................. GIACOMO, a differenza di Filippo, non ha quasi parte alcuna nei Vangeli; egli era, pare, figlio d'Alfeo, e forse cugino di Gesù. Viene detto “Minore” per distinguerlo da Giacomo “Maggiore”, fratello di Giovanni Evangelista. La sua parte principale ha inizio dopo l'Ascensione di Gesù e dopo la Pentecoste ed è narrata negli Atti degli Apostoli. Lo chiamano “Giusto” per l’integrità severa della sua vita. Dopo il martirio di Giacomo il Maggiore nell’anno 42 e la partenza di Pietro, Giacomo diviene capo della comunità cristiana di Gerusalemme. Ed è l’autore della prima delle “lettere cattoliche” del Nuovo Testamento. In essa, si rivolge "alle dodici tribù disperse nel mondo", ossia ai cristiani di origine ebraica viventi fuori della Palestina. Secondo lo storico Eusebio di Cesarea, Giacomo viene ucciso nell’anno 63 durante una sollevazione popolare istigata dal sommo sacerdote Hanan, che per quel delitto sarà poi destituito.

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