BEREGUARDO ... STORY
di
Teresa Ramaioli
MIRACOLI A SAN MARTINO SICCOMARIO
DI DINO BARILI e TERESA RAMAIOLI
Uno, due, tre…cinque, dieci, venti, per il Negrini era diventata una attività redditizia, in piena regola, che richiedeva impegno costante, notte e giorno. Poteva permettersi spese fino ad allora impensabili. Passare il Ponte Coperto per andare San Martino Siccomario era un gioco. E’ vero c’era la frontiera, ma era costituita da un corpo di guardia subito dopo il Ponte. Si trattava di un ufficio per la riscossione delle tasse, dazi, diritti vari sulle merci in entrata e in uscita dalla città. Negrini non transitava merci, entrava e usciva dalla città molte volte al giorno. Tutto dipendeva dai movimenti dei rampolli che doveva seguire e controllare. Inoltre aveva uno seciale permesso firmato dell’I.R. Commissario Superiore dell’Ufficio di Polizia, il Nobile Don Luigi Ziller, con la controfirma dell’Ispettore della Polizia di Confine di Borgo Ticino, Giuseppe Omboni. Con un simile documento, Lorenzo Negrini, si sentiva in una botte di ferro, ma…non aveva fatto i conti con Pietro Della Rovere, Capo delle guardie del Ponte Coperto. Pietro Della Rovere era nato a San Martino Siccomario , nella stessa Corte dei Frati nella quale era nato il Negrini. Quel continuo andirivieni non passò inosservato. Lorenzo Negrini venne fermato una prima volta: “Nulla da dichiarare”. Alla terza venne fermato e trattenuto per sospetto traffico di oggetti preziosi. Pietro Della Rovere aveva deciso di incastrarlo e qualsiasi scusa sarebbe bastata per farlo .Il Capo delle Guardie di Borgo Ticino stava attraversando un periodo difficile. Aveva trovato l’individuo che faceva al caso suo, uno su cui SCARICARE le sue FRUSTRAZIONI…(continua)Teresa
DI DINO BARILI e TERESA RAMAIOLI
Uno, due, tre…cinque, dieci, venti, per il Negrini era diventata una attività redditizia, in piena regola, che richiedeva impegno costante, notte e giorno. Poteva permettersi spese fino ad allora impensabili. Passare il Ponte Coperto per andare San Martino Siccomario era un gioco. E’ vero c’era la frontiera, ma era costituita da un corpo di guardia subito dopo il Ponte. Si trattava di un ufficio per la riscossione delle tasse, dazi, diritti vari sulle merci in entrata e in uscita dalla città. Negrini non transitava merci, entrava e usciva dalla città molte volte al giorno. Tutto dipendeva dai movimenti dei rampolli che doveva seguire e controllare. Inoltre aveva uno seciale permesso firmato dell’I.R. Commissario Superiore dell’Ufficio di Polizia, il Nobile Don Luigi Ziller, con la controfirma dell’Ispettore della Polizia di Confine di Borgo Ticino, Giuseppe Omboni. Con un simile documento, Lorenzo Negrini, si sentiva in una botte di ferro, ma…non aveva fatto i conti con Pietro Della Rovere, Capo delle guardie del Ponte Coperto. Pietro Della Rovere era nato a San Martino Siccomario , nella stessa Corte dei Frati nella quale era nato il Negrini. Quel continuo andirivieni non passò inosservato. Lorenzo Negrini venne fermato una prima volta: “Nulla da dichiarare”. Alla terza venne fermato e trattenuto per sospetto traffico di oggetti preziosi. Pietro Della Rovere aveva deciso di incastrarlo e qualsiasi scusa sarebbe bastata per farlo .Il Capo delle Guardie di Borgo Ticino stava attraversando un periodo difficile. Aveva trovato l’individuo che faceva al caso suo, uno su cui SCARICARE le sue FRUSTRAZIONI…(continua)Teresa
MIRACOLI A SAN MARTINO SICCOMARIO
RispondiEliminaDI DINO BARILI e TERESA RAMAIOLI
…Aveva trovato l’individuo che faceva al caso suono su cui scaricare le sue frustrazioni: gli avanzamenti di carriera che non aveva avuto e i pochi soldi della paga che non bastava per una vita decorosa quale avrebbe desiderato. E poi, era del suo stesso paese, e questo accentuava l’INVIDIA e la RIVALITA’. “Come,- diceva dentro di sé Pietro Della Rovere – io sono qui notte e giorno a servire lo Stato, a garantire il buon funzionamento dell’Ufficio, il benessere e la tranquillità dei cittadini per quattro soldi, e quello transita sul Ponte Coperto notte e giorno con vestiti di lusso prodotti nella migliore sartoria di Pavia. Cosa potrebbe fare se non il contrabbandiere o la spia?”L’invidia e le supposizioni annebbiano spesso la vista e conducono a conclusioni errate. Pietro Della Rovere, sicuro di aver individuato un pericoloso personaggio, scrisse un verbale con una sfilza di infrazioni agli articoli del Codice, tanto che al suo Superiore , leggendo, vennero i brividi. Mandò a prendere immediatamente il Negrini, lo condusse in cella e lo fece sorvegliare a vista. Intervenne subito la Nobildonna Carolina Dal Forno, la quale era imparentata con metà della Pavia che allora contava.Il Negrini venne rimesso in libertà, ma la giustizia doveva fare il suo corso e venne iscritto nel registro delle persone in attesa di giudizio con l’impossibilità di muoversi dalla sua abitazione. Le nobili famiglie pavesi rimasero senza aiuto nella sorveglianza dei loro irresponsabili rampolli. La notizia corse per la città ed i cittadini pavesi si divisero n due partiti: quelli a favore e quelli contro il Negrini. Parecchi di quelli “contro il Negrini” erano…(continua) CIAO TERESA