giovedì 4 ottobre 2012

OGGI, SANT'ALBERTO di Vice Miazza

OGGI,
SANT'ALBERTO 
di
Vice Miazza
Ciao Dino, domani la chiesa celebra BEATO ALBERTO MARVELLI,............Alberto Marvelli, secondogenito di sette fratelli, nacque a Ferrara il 21 marzo 1918. Trasferitosi a Rimini con la famiglia nel 1930, Alberto iniziò a frequentare l'oratorio Salesiano. Divenne catechista ed animatore. Entrò nel gruppo oratoriano dell'Azione Cattolica, nelle cui file fece le prime esperienze di apostolato. Nel 1936 Alberto conseguì la licenza liceale.(tra i suoi compagni c’era Federico Fellini) Studente d'ingegneria a Bologna, partecipò attivamente alla FUCI, rimanendo fedele con sacrificio alla pratica della Comunione quotidiana. Nel giugno del 1942 si laureò e iniziò a lavorare alla Fiat di Torino. Svolse il servizio militare a Trieste, riuscendo a coinvolgere nella fede numerosi compagni.
Tornato a Rimini, nel 1945 entrò a far parte della "Società Operai di Cristo", fu Presidente dei Laureati Cattolici, Vice Presidente diocesano dei Giovani di Azione Cattolica, membro dell'esecutivo della Democrazia Cristiana, membro delle Conferenze di S. Vincenzo. Dopo la Liberazione, venne nominato assessore comunale all'Ufficio alloggi e ricostruzione, e ingegnere responsabile del Genio Civile. La sua attività a favore di tutti fu instancabile. Animatore di svariate iniziative di carità e di impegno sociale, fu tra i fondatori delle ACLI, costituì una cooperativa di lavoratori edili. Intanto nella primavera del 1946 Alberto, dopo aver lasciato la carica di assessore comunale, partecipò attivamente alla propaganda elettorale per l’elezione dei deputati all’Assemblea Costituente. Durante questo impegno politico mentre si recava per un comizio fuori Rimini, fu travolto lui e la sua immancabile bici da un camion militare. Era il 5 ottobre 1946, la sua giovane vita si spense, a soli 28 anni. Alberto visse da protagonista i grandi eventi storici dell'epoca e centro della sua vita furono la devozione mariana e l'Eucarestia. E' stato beatificato da Papa Giovanni II il 5 settembre 2004 a Loreto Il nome Alberto, di origine tedesca, significa: di illustre nobiltà. Altri Santi del giorno:
S. Placido, monaco (514/518-541); Santa Faustina Kowalska- Polonia (1905-1938) Vice

2 commenti:

  1. Ciao Dino, utilizzo lo "SPAZIO"riservato ai Santi pe fare gli AUGURI :"AUGURI AUGURI AUGURI ALBERTO" BACI BACI MAMMA TERESA

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  2. Ciao Dino, domani è SAN BRUNO, ….........Bruno nacque a Colonia intorno all’anno 1030. Fu canonico della collegiata di San Cuniberto, a Colonia. Proseguì i suoi studi alla scuola del Duomo di Reims, in Francia dove in seguito divenne professore di teologia e filosofia, ma ben presto scelse la strada della vita eremitica. Trova così sei compagni che la pensano come lui e il vescovo Ugo di Grenoble li aiuta a stabilirsi in una località selvaggia detta «chartusia» (chartreuse in francese).Il primo monastero,costituito da un ambiente comune per la preghiera, e sette baracche dove ciascuno vive pregando e lavorando: una vita da eremiti, con momenti comunitari, fu fondato nell'estate dell'anno 1084. La chiesa fu l'unico edificio in pietra: condizione indispensabile per la sua consacrazione, che avvenne il 2 settembre 1085 per il ministero del vescovo Ugo. Ma sei anni dopo il Papa Urbano II , già suo alunno alla scuola di Reims, lo convocò a Roma, al servizio della Santa Sede. Bruno fu costretto a obbedire, cercando però di ottenere dal Papa il riconoscimento e l'autonomia del monastero, fondato vicino a Grenoble, più noto come la Grande Certosa. Alla Corte Pontificia Bruno ebbe grande nostalgia per la sua vita da eremita, ed approfittando che il papa dovette fuggire da Roma perchè l’imperatore tedesco Enrico IV e Clemente III l’antipapa invasero i territori pontifici, si trasferì con la corte papale nell’Italia meridionale. Su proposta di Urbano II, Bruno fu eletto arcivescovo di Reggio Calabria, ma egli rifiutò chiedendo, ed ottenendo il permesso per poter ritrovare un luogo dove poter continuare la sua vocazione monastica nel silenzio e nella solitudine. Con l'aiuto generoso del conte Ruggero d’Altavilla, il quale gli offrì un territorio nella località chiamata Torre, a circa 850 metri di altitudine, nel cuore della Calabria, Bruno fondò l'eremo di Santa Maria, mentre a poco meno di 2 km più a valle - ove sorge l'attuale Certosa, fondava per i fratelli conversi il monastero di Santo Stefano. Riprendendo il genere di vita che aveva condotto in Francia, trascorse così, nell'eremo di Santa Maria e nella vita contemplativa in solitudine, gli ultimi dieci anni della sua esistenza .Morì il 6 ottobre del 1101. Vice

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