BEREGUARDO ... STORY
di
Teresa Ramaioli
x1/902 ottobre 2012 10:04
MIRACOLI A SAN MARTINO SICCOMARIO
DI DINO BARILI e TERESA RAMAIOLI
…Aveva trovato l’individuo che faceva al caso suono su cui scaricare le sue frustrazioni: gli avanzamenti di carriera che non aveva avuto e i pochi soldi della paga che non bastava per una vita decorosa quale avrebbe desiderato. E poi, era del suo stesso paese, e questo accentuava l’INVIDIA e la RIVALITA’. “Come,- diceva dentro di sé Pietro Della Rovere – io sono qui notte e giorno a servire lo Stato, a garantire il buon funzionamento dell’Ufficio, il benessere e la tranquillità dei cittadini per quattro soldi, e quello transita sul Ponte Coperto notte e giorno con vestiti di lusso prodotti nella migliore sartoria di Pavia. Cosa potrebbe fare se non il contrabbandiere o la spia?”L’invidia e le supposizioni annebbiano spesso la vista e conducono a conclusioni errate. Pietro Della Rovere, sicuro di aver individuato un pericoloso personaggio, scrisse un verbale con una sfilza di infrazioni agli articoli del Codice, tanto che al suo Superiore , leggendo, vennero i brividi. Mandò a prendere immediatamente il Negrini, lo condusse in cella e lo fece sorvegliare a vista. Intervenne subito la Nobildonna Carolina Dal Forno, la quale era imparentata con metà della Pavia che allora contava.Il Negrini venne rimesso in libertà, ma la giustizia doveva fare il suo corso e venne iscritto nel registro delle persone in attesa di giudizio con l’impossibilità di muoversi dalla sua abitazione. Le nobili famiglie pavesi rimasero senza aiuto nella sorveglianza dei loro irresponsabili rampolli. La notizia corse per la città ed i cittadini pavesi si divisero n due partiti: quelli a favore e quelli contro il Negrini. Parecchi di quelli “contro il Negrini” erano…(continua) CIAO TERESA
DI DINO BARILI e TERESA RAMAIOLI
…Aveva trovato l’individuo che faceva al caso suono su cui scaricare le sue frustrazioni: gli avanzamenti di carriera che non aveva avuto e i pochi soldi della paga che non bastava per una vita decorosa quale avrebbe desiderato. E poi, era del suo stesso paese, e questo accentuava l’INVIDIA e la RIVALITA’. “Come,- diceva dentro di sé Pietro Della Rovere – io sono qui notte e giorno a servire lo Stato, a garantire il buon funzionamento dell’Ufficio, il benessere e la tranquillità dei cittadini per quattro soldi, e quello transita sul Ponte Coperto notte e giorno con vestiti di lusso prodotti nella migliore sartoria di Pavia. Cosa potrebbe fare se non il contrabbandiere o la spia?”L’invidia e le supposizioni annebbiano spesso la vista e conducono a conclusioni errate. Pietro Della Rovere, sicuro di aver individuato un pericoloso personaggio, scrisse un verbale con una sfilza di infrazioni agli articoli del Codice, tanto che al suo Superiore , leggendo, vennero i brividi. Mandò a prendere immediatamente il Negrini, lo condusse in cella e lo fece sorvegliare a vista. Intervenne subito la Nobildonna Carolina Dal Forno, la quale era imparentata con metà della Pavia che allora contava.Il Negrini venne rimesso in libertà, ma la giustizia doveva fare il suo corso e venne iscritto nel registro delle persone in attesa di giudizio con l’impossibilità di muoversi dalla sua abitazione. Le nobili famiglie pavesi rimasero senza aiuto nella sorveglianza dei loro irresponsabili rampolli. La notizia corse per la città ed i cittadini pavesi si divisero n due partiti: quelli a favore e quelli contro il Negrini. Parecchi di quelli “contro il Negrini” erano…(continua) CIAO TERESA