OGGI,
SAN SERAFINO
di
Vice Miazza
Oggi la chiesa commemora SAN SERAFINO, da Montegranaro, …................San Serafino, al secolo Felice Rapagnano, nacque a Montegranaro nel 1540, da una famiglia povera. In gioventù lavorò come custode di gregge e, assieme al fratello, come muratore. A 18 anni, non senza difficoltà, entrò in convento a Tolentino dove fu accolto come religioso fratello nell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini ed inviato per il noviziato al convento di Jesi. Nel 1559 emette la professione religiosa, prendendo il nome di Serafino. Peregrinò per tutti i conventi delle Marche, perché, nonostante la buona volontà e la massima diligenza che poneva nel fare le cose, non riusciva ad accontentare né superiori, né confratelli, che non gli risparmiarono rimproveri, spesso motivati dalla sua eccessiva generosità. Ma egli dimostrò sempre tanta bontà, povertà, umiltà, purezza e mortificazione. Nel 1590 Serafino si stabilì definitivamente ad Ascoli Piceno, dedicandosi particolarmente all'attività di monaco questuante, visitando così quasi tutta la popolazione di Ascoli, che in breve tempo si affezionò talmente a lui, che nel 1602, essendosi diffusa la notizia di un suo trasferimento, le autorità scrissero ai superiori dell'Ordine, affinché non venisse allontanato da Ascoli. Aveva la capacità di scrutare nel profondo dell'animo umano, e di dare saggi consigli a tutti coloro che a lui si rivolgevano. Fu molto devoto al crocefisso ed al santo rosario, strumento che utilizzava per la sua attività di evangelizzazione. Morì il 12 ottobre 1604. Fu canonizzato da Papa Clemente XIII il 16 luglio 1767. Il nome Serafino, di origine ebraica, significa: colui che infonde calore. Altri santi del giorno: San Felice IV Papa (sec. VI) – Nostra Signora del Pilar. Vice
Oggi la chiesa celebra la memoria di SAN ROMOLO di Genova, Vescovo, patrono di San Remo..................Non si hanno notizie certe sulla sua vita in quanto esiste una sua sola biografia anonima risalente al X° secolo. Fu vescovo di Genova, intorno al V secolo, e successore di San Siro e San Felice. Tuttavia ciò che è certo è che sia stato un uomo di notevole bontà e particolarmente portato a dirimere discordie. Morì nella città di San Remo (che al tempo aveva il nome di Villa Matutiæ), pare durante un viaggio pastorale nella Liguria di ponente; la sua morte è attribuita, per tradizione, al 13 ottobre. Tale fu la venerazione per il vescovo che non si è certi di quanto si siano mescolati leggenda e realtà. La tradizione sanremese vuole che egli nacque e fu educato a Villa Matutiæ, ed una volta ricevuto il vescovato si trasferì a Genova.
RispondiEliminaPer sfuggire alle scorrerie dei Longobardi il vescovo tornò poi di nuovo nella sua città natale e si ritirò in eremitaggio in una grotta. Tale grotta cominciò a diventare meta di pellegrinaggio da parte dei matuziani, che pregavano il Santo di chiedere per loro la protezione del Signore in occasione di attacchi nemici, carestie, calamità naturali. La venerazione per Romolo si ampliò ancor più in seguito alla sua morte: il corpo, prima di essere trasferito a Genova per essere sottratto alle scorribande dei Saraceni, fu sepolto nella città in prossimità di un piccolo altare. Dopo che il corpo fu trapiantato a Genova, nella Cattedrale di San Lorenzo, nel punto di sepoltura originario fu edificata una Chiesa, consacrata nel 1143, che oggi è comunemente conosciuta come la Chiesa di San Romolo, ed una chiesetta in prossimità della grotta dove Romolo si ritirò. Al Santo furono attribuiti numerosi prodigi ed azioni miracolose riguardanti la difesa della città dalle incursioni saracene, e la devozione nei confronti del Santo crebbe al punto che la cittadinanza di Villa Matutiæ decise di cambiare il nome della città in Civitas Sancti Romuli (Città di San Romolo). In seguito semplificato in San Romolo, pronunciato nel dialetto locale "San Rœmu", nel XV secolo il nome mutò nell'attuale forma San Remo. Il nome Romolo, di origine greca, significa: leggendario fondatore di Roma, forza. Altri Santi del giorno: B. Maddalena Panattieri, Domenicana (Trino, Vercelli, 1443-1503) - B. Alexandrina Maria da Costa, Laica (Balasar (Portogallo) 1904-1955). Vice