giovedì 11 ottobre 2012

RINALDA ... E L'INTRAPRENDENZA DELLE DONNE racconto di Dino Secondo Barili

12 OTTOBRE 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 12 ottobre 2012 – venerdì – 12.00

Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del venerdì
Rinalda …e l’intraprendenza delle donne
Sulla intelligenza e l’intraprendenza delle donne non ci sono dubbi. La storia è piena di esempi (esemplari) piccoli e grandi. Non occorre sfogliare i libri di storia… basta guardarsi intorno… cosa accade (ed è accaduto) a Pavia e Provincia… e ovunque. La Rinalda, per esempio, pur essendo vissuta parecchi decenni fa in un paese della Lomellina è ricordata ancora oggi. Il locale porta ancora il suo nome: “Osteria della Rinalda”. Ormai è tutto cambiato, ma alcune persone avanti negli anni ricordano bene la sua storia. Rinalda era figlia unica. Il padre aveva avviato un’Osteria per dare un futuro alla propria figlia com’era in uso a quell’epoca. All’età di ventuno anni Rinalda chiese a suo padre se poteva apportare dei cambiamenti. Il padre si oppose: “Quand son mort mi… ta fe quel che vot. Adess i rob a sten insì e basta” (Quando sono morto io … fai quello che vuoi. Adesso le cose stanno così e basta). La Rinalda ingoiò il rospo e tacque. Alla morte di suo padre, però, rivoluzionò ogni cosa. Rinnovò il locale allargando le finestre per renderle più luminose… Dietro all’Osteria fece costruire un pergolato con l’uva bianca e nera. All’ombra del pergolato pose numerosi robusti tavoli in legno con comode panche. Un luogo romantico… dove mangiare, bere e chiacchierare. In breve l’Osteria ebbe successo. Il carattere spiritoso della Rinalda fece la differenza. L’Osteria era diventata il ritrovo fisso di alcuni commercianti della Lomellina (spendaccioni) i quali, a giorni fissi della settimana, si ritrovano per concludere i loro affari e fare delle favolose abbuffate. Così facevano pure alcuni orafi, i quali, però, per prudenza, annunciavano la loro presenza solo all’ultimo minuto … e con mille precauzioni. Rinalda era sulla bocca di molte persone in Lomellina… e oltre. Parecchi uomini avevano preso una “cotta” solenne per lei, per l’Ostessa. Rinalda, però, era una donna forte e con le idee chiare. Non voleva vincoli. Perciò niente “morosi”, spasimanti o uomini di qualsiasi specie. Diceva: “Non ho nulla contro gli uomini… anzi, mi piacciono, ma sono “tipi” gelosi e non mi permetterebbero di essere me stessa. Ogni attività ha le sue peculiarità. Io, Rinalda, devo fare complimenti a tutti gli uomini, miei avventori… Non posso sopportare che ci sia qualcuno dietro le spalle che mi misura le parole in bocca… e ci trova ciò che non c’è. Perciò … niente moroso, niente marito, niente matrimonio. Viene il momento, però, che anche una donna indipendente deve pensarci prima di dire un “no”. Durante un temporale di luglio di tanti anni fa, all’Osteria della Rinalda chiese assistenza il Conte Valentino Dei Valentini… un nome, un programma, anzi, un “impero” in campi e campagne. La Rinalda assistette il Conte Valentino come era sua consuetudine. Questi era appena rimasto vedovo e stava cercando moglie. Come per incanto si innamorò della Rinalda. Questa, però, garbatamente, rifiutò la proposta. “Vede Signor Conte. Non posso accettare l’offerta di diventare sua moglie… perché perderei la mia libertà …la quale non ha prezzo. La libertà è tutta la mia vita.” – fine – Buona giornata a tutti. Dino

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