domenica 28 ottobre 2012

LA SIGNORA MARIA ... E GLI UOMINI AL SUPERMERCATO racconto di Dino Secondo Barili

29 OTTOBRE 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 29 ottobre 2012 – Lunedì – 12.00

Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del lunedì
La Signora Maria ... e gli uomini al Supermercato
Oggi, il luogo dove le persone si incontrano più facilmente è il Supermercato. Con il fatto che è aperto anche la domenica… non ci sono più limiti. Le persone ci vanno quando più fa loro comodo e ci vanno per i più svariati motivi. La Signora Maria, per esempio, ci va tutti i giorni … alla stessa ora. Sa di trovare le sue coetanee che abitano nei diversi rioni della città. Con tacito accordo hanno “eletto”, il Supermercato, loro luogo di incontro dove c’è pure un bel Bar… con tanti tavolini colorati. Del resto il Supermercato è un “luogo aperto”, privo di vincoli, spazioso. Le persone “vivono al naturale”… come fossero a casa loro. Lo faceva notare la Signora Maria … alla Signora Giulia, l’altro giorno. E aggiungeva pure… “Se noti, cara Giulia, le persone, al Supermercato, si sentono libere di muoversi e comportarsi come sono “loro” veramente. A me piace guardare gli uomini… quelli soli… quelli con il fogliettino tra le mani, scritto minutamente da una mano di donna… Non sembra vero. Sono tutti uomini intorno ai quaranta – cinquant’ anni. Leggono e rileggono il bigliettino (lo interpretano)… come fosse il Vangelo. Sono convinta che c’è scritto anche la marca… della passata di pomodoro. Ci sono certe mogli che amano tenere “sotto pressione” i loro uomini… Li considerano un po’ “degli schiavetti”… sui quali sfogare ogni capriccio. Inoltre, mi sembra di vedere queste donne quando il marito torna a casa… Controllo meticoloso della spesa… ed inevitabilmente… qualche appunto. Perché (sicuramente) qualche prodotto non corrisponderà a quello segnato sul bigliettino… o della marca che aveva detto lei.” – La Signora Giulia, settant’anni ben portati… si sentì toccato sul vivo… poi disse la sua. “Maria, non parlarmene. Certe donne non meritano il marito che si ritrovano… Io, parlo per me. Mio figlio Giampiero è in quelle condizioni. E’ buono come il pane, paziente come Giobbe … eppure sua moglie (non dovrei dirlo… perché sono la suocera)… non è mai contenta. Giampiero è un gran lavoratore… e dopo il lavoro… sai che fa? Deve andare a fare la spesa al Supermercato (comprare quello che dice lei)… con il bigliettino in mano… E quando torna a casa, lei, non è contenta… Questo non va bene. Ogni volta una storia. La passata non è della marca solita… E se lo è… è sbagliata la confezione… doveva essere quella grande… anziché quella media. A volte, il mio Giampiero si lascia andare… e sospira… Poche parole che dicono tutto. “Se voglio mantenere in piedi il mio matrimonio devo “darle sempre ragione”… e prima di parlare … stare zitto”. – fine- Questo è il 58° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il “progetto-sfida” è di scrivere 365 racconti in 365 giorni (uno al giorno). Riuscirà, il sottoscritto, a raggiungere tale traguardo? Vedremo. “Se son rose fioriranno”. – Buona giornata a tutti. Dino 

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