15 maggio “SANT'ISIDORO” il contadino, …........ Isidoro nacque a Madrid intorno al 1070 e lasciò giovanissimo la casa paterna per essere impiegato come contadino. Grazie al suo impegno i campi, che fino allora rendevano poco, diedero molti frutti. Nonostante lavorasse duramente la terra, partecipava ogni giorno all'Eucaristia e dedicava molto spazio alla preghiera, tanto che alcuni colleghi invidiosi lo accusarono, peraltro ingiustamente, di togliere ore al lavoro. Quando Madrid fu conquistata dagli Almoravidi si rifugiò a Torrelaguna, dove sposò la giovane Maria Toribia, contadina come lui (proclamata beata nel 1697). La coppia visse una vita di lavoro e preghiera, non senza sofferenze., come la perdita, in tenera età, dell'unico figlio e il loro matrimonio fu sempre contraddistinto dalla grande attenzione verso i più poveri, con cui condividevano il poco che possedevano. Nessuno si allontanava da Isidoro senza aver ricevuto qualcosa. Tra i vari miracoli che la tradizione gli attribuisce, i più celebri sono il "miracolo del pozzo" grazie al quale Isidoro sarebbe riuscito con la preghiera a far salire le acque di un pozzo, salvando la vita ad un bambino che vi era caduto dentro, e quello degli angeli che avrebbero arato un campo al suo posto per lasciargli il tempo di pregare. Isidoro morì nel 1130. Fu seppellito senza particolari onori nel cimitero di Sant'Andrea, ma anche da quel luogo egli continuava a fare la carità, dispensando grazie e favori a chi lo invocava, al punto che quarant'anni dopo, a furor di popolo, fu esumato il suo corpo incorrotto e portato in chiesa. Venne canonizzato il 12 marzo 1622 da Papa Gregorio XV. Le sue spoglie sono conservate nella Cattedrale di Madrid di cui è il compatrono. Sant’Isidoro è Patrono, inoltre , degli agricoltori e dei contadini; protettore dei campi e dei raccolti. Altri Santi del giorno:San Simplicio di Fausania (odierna Olbia), Vescovo e martire (243-313) - San Achílleo il Taumaturgo (III/IV sec.), Vescovo di Larissa (Grecia
15 maggio …..GUBBIO ….. “LA CORSA DEI CERI”...... La Corsa dei Ceri di Gubbio è una delle manifestazioni più singolari d'Italia e così sentita che i Ceri sono diventati il simbolo della regione Umbra. Si celebra il 15 di maggio, vigilia di S. Ubaldo, e questo accade da secoli, il popolo eugubino gli rende omaggio con questa festa che ha inizio la mattina con la prima processione, la sfilata, l'alzata e la mostra dei ceri e che termina nel pomeriggio con l'ultima processione e la corsa che ha inizio verso le ore 18:00. Secondo alcuni, le origini della festa dei Ceri risalgono alla metà del XII secolo, quando il Comune, dopo un' importante vittoria riportata sulle città nemiche, decise di ricordare l'evento e ringraziare l'allora vescovo di Gubbio, Ubaldo, con una celebrazione annuale. I Ceri sono tre gigantesche strutture in legno, di circa 400 kg di peso ciascuna, sormontate dalle statue di Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant'Antonio. Queste enormi strutture sono portate a spalla dal centro storico di Gubbio fino al monte Igino, dove sorge la basilica di Sant'Ubaldo ed i ceraioli, coloro che portano i ceri, percorrono correndo un percorso di oltre 4 chilometri. E' veramente una gara emozionante ed i ceraioli sono impegnati in una corsa sfrenata per le strette vie della città; e nella faticosa salita al monte, con la folla esaltata ed osannante al seguito. La corsa non è una vera e propria competizione ma un omaggio al santo patrono; i ceri nella loro corsa non si possono sorpassare e devono arrivare nello stesso ordine in cui sono partiti: Sant'Ubaldo, San Giorgio e Sant'Antonio. L'obiettivo dei ceraioli è di compiere il percorso nel miglior modo evitando cadute e oscillazioni ed il più rapidamente possibile.... Il vincitore viene individuato in base a come la corsa è stata fatta, ovvero il grado di abilità mostrato dai barellieri, e saranno dibattiti infiniti tra i cittadini di Gubbio a stabilirlo...........Anche oggi, questa singolare festa religiosa e popolare, si è tenuta , coinvolgendo gli eugubini e i numerosissimi turisti giunti a Gubbio, il tutto trasmesso in diretta - in contemporanea tv ed internet.
RispondiElimina16 Maggio “SANT'UBALDO”, Patrono di Gubbio......... Ubaldo nacque a Gubbio intorno al 1085 da Giuliana e Rovaldo Baldassini, esponente di una famiglia benestante e presumibilmente nobile. Alla morte del padre Rovaldo, Ubaldo fu affidato all'omonimo zio Ubaldo, che lo avviò alla vita religiosa. Ordinato sacerdote nel 1114, qualche anno più tardi Ubaldo veniva eletto priore della sua canonica, di cui riformò la disciplina e il costume. Dopo l'incendio del 1125, si adoperò per la ricostruzione della cattedrale e dell'ospedale di Gubbio. Uomo mite, ma determinato, rifiutò il vescovado di Perugia, ma il papa Onorio II, nel 1129, gli impose quello di Gubbio. Come vescovo, a differenza di altri, evitava le pompe cerimoniose e i ricchi paramenti, era parco in tutte le cose e non facilitò i suoi parenti affidando loro cariche e vantaggi. Aiutò la cittadinanza durante l'assedio a Gubbio portato da undici città rivali e nel 1155, trattò personalmente con Federico Barbarossa per evitare che la città fosse distrutta dalle sue truppe. Morì il 16 maggio 1160. Dal grande afflusso di fedeli, soltanto al quarto giorno dopo la sua morte furono celebrati i funerali e si moltiplicarono i pellegrinaggi che tutt'oggi continuano con devozione. Canonizzato nel 1192, il suo corpo è custodito a Gubbio, sul colle Igino, nella basilica a lui dedicata.
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