11 maggio “SANT'IGNAZIO DA LÀCONI” …........ al secolo Vincenzo Peis nacque a Làconi, ora in provincia di Oristano, il 17 dicembre 1701, da famiglia umile, che lo educò nei valori cristiani. Entrò nel convento dei Novizi, allora presso la chiesa di San Benedetto a Cagliari, il 10 novembre 1721. Prese il nome di Fra' Ignazio. Dopo il prescritto anno di noviziato, fu trasferito nel convento di Iglesias, dove fu dispensiere e nel contempo addetto alla questua nelle campagne del Sulcis. Per quindici anni visse tra i conventi sardi di Domusnovas, Sanluri, Oristano e Quartu, e poi nuovamente a Cagliari, presso il Convento di Sant'Antonio, dove alloggerà sino alla morte. Per quasi quaranta anni, dal 1741, fu frate questuante; la sua figura di umile fraticello, un po' curvo e sempre assorto nella preghiera del Rosario, diventa presto cara ai cagliaritani, che si abituano a vederlo percorrere le strade della città, mentre non nega aiuto e consiglio a chi glielo chiede. Intanto cresce la fama della sua santità, si estende a tutta l'Isola e da ogni sua parte giungono a Cagliari pellegrini per incontrare il frate, spesso sperando di ricevere da lui uno di quei miracoli, che si narrava avesse compiuto. Nel 1779 divenne cieco e fu per questo esentato dagli obblighi del suo incarico. Morì, l'11 maggio del 1781. E' stato canonizzato il 21 ottobre 1951. L'11 maggio 2007 Sant'Ignazio da Làconi è stato proclamato patrono della Provincia di Oristano
12 naggio “SAN GERMANO” Patriarca di Costantinopoli …........ Germano nasce a Costantinopoli nel 635 figlio del patrizio Giustiniano. Nel 668/669 fu castrato per ordine dell'Imperatore Costantino IV, dopo che lo stesso imperatore aveva ordinato l'esecuzione del padre di Germano, reo di aver appoggiato l'usurpazione dell'armeno Mecezio. Nel 705 fu ordinato vescovo di Cizico e nel 715 nominato Patriarca di Costantinopoli da Atanasio II. Nel 730 si rifiutò di accettare l'iconoclastia senza la convocazione di un concilio ecumenico e in un silentium svoltosi il 17 gennaio, si dimise, dopo quindici anni di patriarcato, ritirandosi nella casa dei suoi genitori a Platanion, dove passò il resto dei suoi giorni. Secondo alcune fonti, si dimise sotto minaccia armata, e si ritirò in un monastero. La sua vita giunse a sfiorare il secolo. Scrittore di grande valore, molte delle sue opere furono oggetto di distruzione per ordine imperiale. Quelle conservate si ricordano: …...... a) Trattati: Sulla fine della vita, i Santi Sinodi, le eresie, la storia della Chiesa; …........b) Lettere: sono quattro di notevole lunghezza e raccolgono questioni relative al culto delle immagini; …..........Omelie mariologiche di cui nove sicuramente autentiche: 2 Presentazione di Maria al Tempio; 1 Annunciazione; 3 Dormizione; 1 Dedicazione del santuario di Chalcoprateia; 1 Sull'inno Akatistos; 1 frammento sulla Presentazione al Tempio; Esaltazione della Vergine.
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