giovedì 30 agosto 2012

BEREGUARDO ...STORY di Teresa Ramaioli

BEREGUARDO ... STORY 
di
Teresa Ramaioli
La chiesetta di San Zeno
di Dino Barili Teresa Ramaioli
Il Marchese Carcacena non era uomo d’armi e neppure un condottiero, alle prime avvisaglie di un eventuale scontro si ritirò nel Castello di Binasco. Le truppe del Principe Tomaso di Savoia, scambiarono il Castello di Bereguardo per un fortilizio militare anzichè per una Villa Ducale, lo presero con facilità e lo fecero ardere come una torcia. Il castello, per le sue caratteristiche costruttive, aveva molte parti in legno e il fuoco lo rase al suolo. Le torri, le capriate, la camminata lungo i merli, i trabocchetti e molte strutture caddero in frantumi e quella che era stata la più bella Villa Ducale di Milano divenne in breve un cumulo di macerie. I sotterranei del Castello,una vera e propria città invisibile estesa su diecimila metri quadrati, fatta di corridoi, camminamenti, loculi angusti, stanze e segreti ripostigli,venne ricoperta da una massa di detriti. Non è più possibile rivedere l’intricata ramificazione dei passaggi, i luoghi segreti dove venivano nascosti oggetti preziosi, dove i condannati venivano incatenati, torturati, processati e giustiziati. Certo è che quei sotterranei hanno alimentato le più fosche leggende che si raccontano intorno al castello di Bereguardo. Solo fantasie? Ma le truppe non si fermarono solo al castello. Per arrotondare la modesta paga i soldati depredavano ogni cosa anche dentro le Chiese, e San Zeno fu ancora oggetto di saccheggio. Ormai il tesoro non c’era più, erano rimaste soltanto le carte d’archivio che raccontavano la vita della Chiesetta giorno per giorno, con una contabilità meticolosa dove venivano segnate tutte le entrate e le uscite, dove venivano raccontati gli avvenimenti del paese.(continua) Ciao Teresa

1 commento:

  1. La Chiesetta di San Zeno
    di Dino Barili Teresa Ramaioli
    Il passato, il presente , il futuro - Gli anni che seguirono furono tragici per tutta la popolazione di Bereguardo e dintorni. Molte grandi proprietà si smembrarono in seguito a dissesti e successioni. La Chiesetta di San Zeno per anni rimase in stato di abbandono. Il Sacerdote, titolare del beneficio, faticava a incassare i livelli che erano fonte di infiniti litigi con chi doveva pagare. Anche gli affittuari stentavano a pagare e non rispettavano le scadenze per i magri raccolti. Dal 1707 le cose cambiarono in meglio,la nuova situazione politica, la ritrovata fiducia nelle istituzioni, la nuova voglia di lavorare, il nuovo clima culturale, che fece del settecento uno dei più grandi secoli della storia umana, cambiò la storia di Bereguardo. Il paese si ingrandì. Si costruirono nuove case e gli abitanti aumentarono (circa un migliaio). La Chiesetta di San Zeno, piccola e decadente, non bastava più. La piccola cappella fatta costruire da Filippo Maria Visconti nel 1423, con il minuscolo cimitero intorno, era ormai un rudere. Così il cimitero venne trasferito, abbattuta la cappellina diroccata e venne costruita l’attuale Chiesa Parrocchiale a croce greco-latina con fronte a mezzogiorno, grande e luminosa, con un campanile alto metri 42,5e con una grande piazza antistante. Era il 1762. Nel 1875 la Chiesa è stata consacrata dal Card.Lucido Maria Parocchi, Vescovo di Pavia. Il 29 gennaio 1914 la Chiesa Parrocchiale di Bereguardo è stata dichiarata monumento d’arte. La Chiesa di San Zeno si avviava lentamente verso la fine del sogno del suo fondatore: quello di vivere in “perpetuo”come unico edificio di culto per Berguardo.(continua) Teresa

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