BEREGUARDO...STORY di Teresa Ramaioli
Anonimo09 agosto 2012 07:10
Come una meteora poco fa a …Trivolzio
Antonio Barili ricorda soprattutto il clima che si respirava allora, tra il 1916 e il 1924. Era il tempo della Grande Guerra e dal fronte arrivavano solo notizie di morte. Il periodo dal 1918 al 1924 fu tremendo. Dal fronte tornavano i reduci. I giovani erano senza lavoro. La violenza dello scontro sociale era in atto tra opposti schieramenti politici. Fu in questo clima che San Riccardo (allora Erminio Pampuri) maturò il suo impegno e la sua scelta. I cattolici non potevano restare a guardare l’evolversi della situazione e l’esito dello scontro sociale in atto senza prendere una posizione. Pampuri scelse quello dell’impegno quotidiano, dell’impegno nella professione e nella parrocchia. Sotto l’aspetto sociale, la parrocchia, offriva ai cattolici la possibilità di impegnarsi nelle associazioni (corpo bandistico), come momento di crescita culturale e,nelle opere, attraverso l’aiuto materiale alle persone bisognose. A Torrino la signora L.M.C. ricorda San Riccardo quando, nel 1928, dopo aver visitato la propria nonna, le lasciò pure i soldi per comperare le medicine. Di questi atti,San Riccardo, ne compì molti. (seconda puntata-racconti di Dino Barili e Teresa Ramaioli-da “La fontana del re “anno 1999)
Antonio Barili ricorda soprattutto il clima che si respirava allora, tra il 1916 e il 1924. Era il tempo della Grande Guerra e dal fronte arrivavano solo notizie di morte. Il periodo dal 1918 al 1924 fu tremendo. Dal fronte tornavano i reduci. I giovani erano senza lavoro. La violenza dello scontro sociale era in atto tra opposti schieramenti politici. Fu in questo clima che San Riccardo (allora Erminio Pampuri) maturò il suo impegno e la sua scelta. I cattolici non potevano restare a guardare l’evolversi della situazione e l’esito dello scontro sociale in atto senza prendere una posizione. Pampuri scelse quello dell’impegno quotidiano, dell’impegno nella professione e nella parrocchia. Sotto l’aspetto sociale, la parrocchia, offriva ai cattolici la possibilità di impegnarsi nelle associazioni (corpo bandistico), come momento di crescita culturale e,nelle opere, attraverso l’aiuto materiale alle persone bisognose. A Torrino la signora L.M.C. ricorda San Riccardo quando, nel 1928, dopo aver visitato la propria nonna, le lasciò pure i soldi per comperare le medicine. Di questi atti,San Riccardo, ne compì molti. (seconda puntata-racconti di Dino Barili e Teresa Ramaioli-da “La fontana del re “anno 1999)

Il 1 maggio 1930 terminava la sua avventura terrena Fra Riccardo dei Fatebenefratelli, al secolo Erminio Pampuri, laureato in medicina presso l’Università di Pavia. Aveva trentatré anni. Il suo corpo fu, allora, collocato nella tomba di famiglia nel cimitero di Trivolzio, che è rimasta tale e quale, e lì vi rimase fino al 16 maggio 1951 quando il Prevosto, Don Mario Gandolfi, con il permesso del Vescovo di Pavia, Mons.Carlo Allorio, lo fece trasportare e collocare nella cappella del battistero della Chiesa Parrocchiale. Per tutto quel tempo la tomba è stata meta di numerosi pellegrini che, oltre a pregare il Frate ritenuto Santo,( la Chiesa non lo aveva ancora dichiarato santo) asportavano dalla stessa tomba una grande quantità di terra. La gente la metteva sulle parti doloranti del corpo e ne riceveva subito un immediato sollievo. La cosa non era gradita al” sepultur “di allora il quale si lamentava con il Prevosto Gandolfi.Questi allargava le braccia come per dire:”Contro la volontà di Dio non si può andare”. A Trivolzio c’è ancora una persona che ha conosciuto personalmente il dottorino santo. E’ Antonio Barili, classe 1898, il quale corre speditamente verso i 101 anni e ricorda benissimo il tempo in cui visse il sano trivolzino del quale era quasi coetaneo. Lo ricorda quando, a Torrino e a Torradello, lo vedeva aggirarsi per le visite agli ammalati sul “biroccio”condotto dallo zio, Dott. Carlo Campari. ( Prima puntata da “La fontana del re “anno 1999-racconti di Dino Barili e Teresa Ramaioli) continua . Ciao Teresa