11 AGOSTO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 11 agosto 2012 – sabato – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
L’isola di Cristina (11)
Alfonso si sentì punto sul vivo. Non sapeva… se essere arrabbiato oppure prendere la cosa come fosse un’ironica frecciatina. Preferì… indagare. “Come hai fatto a vedermi? Pensavo di essere solo con Cristina. L’isola è molto piccola. Ti sei nascosta molto bene.” – “Tu, Alfonso, non conosci le donne. Hai mai sentito il proverbio …”le donne ne sanno una più del diavolo”? Ebbene, il proverbio, in questo caso, lo puoi applicare a me. Per fortuna che “l’isola” è un po’… casa mia. Rimanere nascosta è stata un gioco. Ogni giorno passo alcune ore a studiare la vegetazione e la fauna. Ho scritto anche un libro su alcune specie di vegetali e animali tipiche delle isole del Ticino. Mi piacerebbe che mi scrivessi la presentazione come esperto della natura.” Alfonso si sentì orgoglioso…però, temeva l’imbroglio. Nessuno fa niente per niente… tantomeno Isabella. Era il tipo di donna alla quale “tutto era dovuto”… Pensare… che l’offerta di scrivere la presentazione di un “suo” libro fosse “completamente gratuita”… era pura ingenuità. “Ci devo pensare…E poi, non è che mi farai riscrivere la presentazione parecchie volte? … come l’ultima volta che ho accettato la tua proposta?” Alfonso, si mostrò risoluto (almeno in apparenza). Sapeva, però, che quando Isabella si metteva in testa un’idea… nulla e nessuno gliela faceva cambiare. “Non pensare sempre male delle persone…” – si inalberò la sua “prima morosa” – “Dopo tutto, con me, non hai mai avuto da lamentarti. E, poi… chi dice che tu non possa avere un’adeguata ricompensa? Ti aspetto domani a pranzo a casa mia… e non puoi assolutamente mancare. Dopo una giornata unica e assoluta (piacevole, “focosa”, indimenticabile) come quella passata con Cristina sull’isola del Ticino quella telefonata era il modo meno indicato per affrontare la notte. Infatti, Alfonso, si svegliò parecchie volte dopo sogni che sembravano realtà. Gli sembrava di essere ancora nudo, in mezzo alla folta vegetazione, con Cristina e … Isabella a guardare e a dare i voti. “Questo si, questo no. Potevi fare meglio, ma… non ci sei riuscito”… insomma una cosa deprimente… E il pranzo? Come sarebbe stato? Qual’era il “secondo fine” di Isabella? Passata la notte e la mattinata, Alfonso si presentò, più svogliato che mai, a casa della “prima morosa” con una voluminosa confezione di “paste”… del migliore pasticciere di Pavia. Isabella ringraziò, ma ci mise subito la sua frecciatina… “Mi vuoi vedere grassa e cicciona? A te piacciono le donne magre…come la bionda dell’isola… esperte in ginnastica artistica…” – Immediato il pensieri segreto di Alfonso. “…e volevo ben dire io se non ci stava qualche freccia avvelenata!” Il pranzo comunque si presentò perfetto e delizioso… senza altri discorsi difficili e indigesti. Fu al caffè che arrivò la sorpresa (almeno per Alfonso)…(11 – continua) Buona giornata a tutti. Dino
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