mercoledì 15 agosto 2012

BEREGUARDO... STORY di Teresa Ramaioli

BEREGUARDO ... STORY 
di
Teresa Ramaioli
La storia meravigliosa delle cascine di
Bereguardo
di Dino Barili e Teresa Ramaioli
Nella cascina tutto era finalizzato alla coltivazione di prodotti agricoli e all’allevamento del bestiame, beni fondamentali alla vita dell’uomo. La cascina a base quadrata o rettangolare era costituita da quattro corpi di fabbrica lunghi anche centinaia di metri, disposti intorno a un vasto spazio centrale, detto CORTE, al centro ci stava l’AIA. Tutti gli edifici avevano un proprio ruolo nel complesso della attività aziendale.
LA CASA PADRONALE- La casa padronale era l’edificio più importante della cascina.Fio alla fine del 1400 era a base quadrata con enormi muri perimetrali. Era alta tre o quattro piani, con scale interne, finestre piccole e inferriate. Alla base del massiccio caseggiato, detto anche “torrione, torrazzo, torretta, torrino, c’erano le cantine seminterrate molto fresche,per la conservazione dei cibi, dei salami, del vino e per la maturazione di formaggi. Nel settecento la casa padronale aveva assunto un’altra funzione:quella di casa di campagna per i mesi estivi con tutti i confort di un secolo favoloso e raffinato,oppure di casa-rifugio quando la vita in città si faceva violenta per i contrasti politici. La casa padronale divenne in questo periodo un Palazzo imponente, con un’architettura raffinata, enormi colonne di granito nello spazio antistante l’ingresso, salone di rappresentanza al piano terra, con scale, ballatoi, stucchi,affreschi e raffigurazioni mitologiche.(quinta puntata-continua) Ciao Teresa

2 commenti:

  1. La storia meravigliosa delle cascine di
    Bereguardo
    di Dino Barili e Teresa Ramaioli
    La casa padronale- C’erano balconi e balconcini posti in posizione strategica rispetto al paesaggio e, sul retro del palazzo, un grande giardino recintato da mura. Per accedere al giardino c’erano scale in granito. Il visitatore era abbagliato dal maestoso spettacolo di numerose piante d’alto fusto intervallate da cespugli e statue di donne e uomini bellissimi. In ogni stagione il giardino cambiava colore:erano i fiori delicati dei vari cespugli che segnavano il lento ininterrotto incedere del tempo. Più il proprietario era facoltoso, nobile di nome e di fatto, più la residenza era sfarzosa e raffinata, arredata con mobili, quadri,specchi in ogni stanza. LE CASE DEI SALARIATI-Le abitazioni dei salariati erano basse rispetto alla casa padronale,tutte uguali in un unico corpo di fabbrica, con spazi interni identici. Una camera al pian terreno e una al primo piano raggiungibile con una scala interna. Le finestre erano piccole, la scala ,il solaio e il sottotetto a cappuccina erano di legno e di notte era possibile vedere il cielo attraverso le fessure delle assi e le tegole sconnesse. Al pian terreno c’era il camino, l’arredamento era minimo:un tavolo, qualche sedia impagliata, una marna per impastare il pane. I servizi igienici erano nell’orto, l’acqua si attingeva dal pozzo comune e, comune era il forno messo a disposizione dal padrone affinché, a turno tutte le famiglie potesseo cuocere il pane una volta a settimana. (sesta puntata- continua). Ciao Teresa

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  2. « franciscadgl28 franciscadgl28 »

    disegno di Teresa Ramaioli
    Post n°2629 pubblicato il 29 Agosto 2011 da dinobarili
    Tag: Teresa Ramaioli



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