20 AGOSTO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 20 agosto 2012 – lunedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
L’isola di Cristina (20)
Diomera fece un cenno ad Isabella e Alfonso… come dire, “guardate e osservate bene”. Diomera si trasformò. Da donna invisibile …divenne donna reale…nuda davanti al Re Francesco I. Era bellissima, favolosissima… e nuda! Il Re cadde ai suoi piedi come il più debole degli uomini. Si immaginava di fare chissà cosa quando, senza preavviso, entrò nella tenda il “tesoriere del Re”, colui che teneva i conti di entrata e uscita dell’avventura pavese. Senza mezzi termini disse ciò che pensava: “Sire, l’avventura pavese sta distruggendo tutte le nostre riserve di oro e argento.” A Francesco I, per poco non venne un colpo. Diomera scomparve improvvisamente come era apparsa. Quando un uomo (seppure Re) comincia ad avere l’assillo dei debiti… non c’è donna che tenga. A meno che non sia un pazzo o uno scriteriato … Un uomo (un uomo vero), per godere i beni del mondo deve avere la mente sgombra da pensieri di ogni e qualsiasi natura. Diomera, inoltre, in quel preciso istante aveva capito che Francesco I non avrebbe mai vinto la “battaglia di Pavia”. Lo disse subito a Isabella e Alfonso quando si ritrovarono nuovamente invisibili. “Cara Isabella, dalla vita si imparano molte cose… ma prima di tutto si impara ad essere padroni di sé stessi. Per farlo non c’è che un modo: non fare debiti… perché fare debiti significa essere alla mercé di coloro che possiedono il tuo credito, la tua dignità … dignità che possono schiaffeggiare in ogni momento”. Diomera, Alfonso e Isabella persero ogni interesse per il Re Francesco I e l’assedio di Pavia del 1524-1525. Si ritrovarono sull’isola del Ticino coperta da una lussureggiante vegetazione. Un’isola, nel pieno della fioritura, è una specie di paradiso terreste. Diomera osservò la cassetta di ferro di cui Isabella non si separava mai. “Vedi, Isabella, fai bene a non perdere di vista la “tua” cassetta di ferro. Ogni persona ha spesso un oggetto al quale “affidarsi” per sentirsi “protetto ed aiutato”. Anch’io, quando fuggii dall’isola, senza la cassetta, mi sentii persa. Per fortuna che mi ritrovai in Lomellina, terra di sogno e di avventure, dove trovai protezione presso una delle più ricche Famiglie locali. Il Capostipite era un uomo anziano di nome Giorgio. Una specie di filosofo. Appena mi vide si fece raccontare la mia avventura pavese. Mi assegnò una stanza nella Casa Padronale nella quale dormire e mi disse: “In Lomellina, ogni persona deve guadagnarsi il pane per vivere… perciò, anche tu, devi lavorare per mantenerti e non essere di peso a nessuno.” Fu la più bella lezione che ebbi. Da quel giorno sono diventata la “donna visibile e invisibile, reale e irreale che vive nel tempo” che vedete ora… Ma quello che vi sto per raccontare vi lascerà senza fiato…” (20) – continua) - Buona giornata a tutti. Dino
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