mercoledì 22 agosto 2012

BEREGUARDO ... STORY di Teresa Ramaioli

BEREGUARDO ... STORY 
di
Teresa Ramaioli
La storia meravigliosa delle cascine di Bereguardo
IL FUOCO DI SANT’ANTONIO-S. Antonio Abate, essendo il padrone del fuoco, è stato considerato guaritore dell’herpes zoster chiamato “fuoco di santantonio”.Era usanza a Bereguardo, nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, fare festa bruciando grandi cataste di legna dette appunto i “falò di Sant’Antonio”.Le ceneri ,chiuse in pacchettini e tenuti nelle tasche degli abiti, servivano come amuleti:tenevano lontano le malattie e le persone portatrici di guai. A Bereguardo il Falò di S.Antonio viene ancora acceso sul sagrato della Chiesa Parrocchiale.
LA ZUCCA DI SANT’ANTONIO- Molte famiglie bereguadine conservano una zucca, tra le migliori dell’annata per essere “tagliata “il giorno di S.Antoni. Serve per fare il risotto con la zucca , il 17 gennaio. Una volta fatta a pezzettini, la zucca serve anche per essere conservata nel portafoglio:per un anno intero non si corre il rischio di rimanere senza soldi.(ultima puntata)Buona serata Teresa

1 commento:

  1. LA CHIESETTA DI SAN ZENO
    Di Dino Barili – Teresa Ramaioli
    Entrando in Bereguardo da Motta Visconti, il primo e più importante edificio che si incontra è la Chiesetta di San Zeno. Piccola, ben tenuta, sempre aperta e frequentata dalla popolazione del luogo e da parecchi forestieri, con un minuscolo, elegante campanile, è il più antico edificio religioso esistente nel paese. La sua costruzione è avvenuta nel 1549, quando Bereguardo non era ancora riconosciuto come Comune autonomo, e il suo territorio apparteneva alla Parrocchia di Trivolzio. A quel tempo esisteva già, nel paese, la Cappella di Sant’Antonio Abate nella quale si celebravano le cerimonie religiose. L’aveva fatta costruire il 23 novembre 1425, Filippo Maria Visconti, il quale l’aveva affidata ai frati Agostiniani, e si trovava sullo stesso luogo dove ora sorge la Chiesa Parrocchiale. Doveva essere piuttosto piccola in quanto la popolazione era costituita da poche centinaia di persone, che abitavano le poche case in via Prestino Vecchio e via Sant’ Antonio, quasi tutte in servizio nel Castello Visconteo. IL CASTELLO- A quell’epoca Bereguardo era un piccolo borgo formato da alcune cascine che sorgevano ai margini dell’attuale cento storico. Il castello era l’unico edificio civile dove risiedevano abitualmente i componenti della nobile famiglia dei Tolentini discendenti dagli Sforza e dai Visconti. Nel 1435 i proprietari del Castello amministravano direttamente o indirettamente una proprietà di oltre 29.000 pertiche di terreno, suddiviso in tante aziende agricole, cascine e riserve di caccia lungo la riva sinistra del Ticino. (prima puntata) Ciao ciao Teresa

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