BEREGUARDO... STORY
di
Teresa Ramaioli
La storia meravigliosa delle cascine di Bereguardo
di Dino Barili e Teresa Ramaioli
Uomini, cavalli e buoi lavoravano dal mattino presto alla sera tardi per permettere alla famiglia una vita meno amara ( vista con la mentalità di oggi era semplice sopravvivenza). La cascina a corte su base quadrata o rettangolare, piccola o grande, con l’aia al centro, si è affermata nel territorio del Comune di Bereguardo tra il 1350 e il 1450 ed ha avuto il suo massimo splendore nel periodo dei Visconti e degli Sforza. E’ stato il periodo più prodigo di opere idriche per la razionalizzazione del sistema di irrigazione dei campi,la coltivazione intensiva del riso e per la costruzione del NAVIGLIO di BEREGUARDO inaugurato il 1 marzo 1513. Una simile opera ha sconvolto il sistema di fornitura dell’acqua per l’irrigazione dei campi perché permetteva, attraverso le CONCHE, di superare i dislivelli, e attraverso le BOCCHE d’ACQUA, di conoscere la quantità fornita e il relativo costo. In questo periodo sono nate nuove cascine: Tapella, Fornasetta, Morona, Viscontina, Freghina mentre ne sono morte altre perché non avevano campi irrigati e la loro produttività era troppo bassa.
LA CASCINA COME TERRITORIO PADRONALE- La cascina, come complesso edilizio, fin dall’origine, è stata un territorio padronale ben delimitato, recintato da mura, portici, siepi e staccionate, chiuso alla sera mezz’ora dopo il tramonto e riaperto al mattino al sorgere dl sole. Circondato da campi coltivati e da boschi collegati tra loro da stradine e rogge piccole e grandi, la cascina era un’oasi di tranquillità in un periodo storco dove la sicurezza personale degli individui era molto precaria e le piccole comunità esigevano vigilanza continua. (quarta puntata—continua).Ciao a tutti gli amici del blog Teresa
di Dino Barili e Teresa Ramaioli
Uomini, cavalli e buoi lavoravano dal mattino presto alla sera tardi per permettere alla famiglia una vita meno amara ( vista con la mentalità di oggi era semplice sopravvivenza). La cascina a corte su base quadrata o rettangolare, piccola o grande, con l’aia al centro, si è affermata nel territorio del Comune di Bereguardo tra il 1350 e il 1450 ed ha avuto il suo massimo splendore nel periodo dei Visconti e degli Sforza. E’ stato il periodo più prodigo di opere idriche per la razionalizzazione del sistema di irrigazione dei campi,la coltivazione intensiva del riso e per la costruzione del NAVIGLIO di BEREGUARDO inaugurato il 1 marzo 1513. Una simile opera ha sconvolto il sistema di fornitura dell’acqua per l’irrigazione dei campi perché permetteva, attraverso le CONCHE, di superare i dislivelli, e attraverso le BOCCHE d’ACQUA, di conoscere la quantità fornita e il relativo costo. In questo periodo sono nate nuove cascine: Tapella, Fornasetta, Morona, Viscontina, Freghina mentre ne sono morte altre perché non avevano campi irrigati e la loro produttività era troppo bassa.
LA CASCINA COME TERRITORIO PADRONALE- La cascina, come complesso edilizio, fin dall’origine, è stata un territorio padronale ben delimitato, recintato da mura, portici, siepi e staccionate, chiuso alla sera mezz’ora dopo il tramonto e riaperto al mattino al sorgere dl sole. Circondato da campi coltivati e da boschi collegati tra loro da stradine e rogge piccole e grandi, la cascina era un’oasi di tranquillità in un periodo storco dove la sicurezza personale degli individui era molto precaria e le piccole comunità esigevano vigilanza continua. (quarta puntata—continua).Ciao a tutti gli amici del blog Teresa
La storia meravigliosa delle cascine di
RispondiEliminaBereguardo
di Dino Barili e Teresa Ramaioli
Nella cascina tutto era finalizzato alla coltivazione di prodotti agricoli e all’allevamento del bestiame, beni fondamentali alla vita dell’uomo. La cascina a base quadrata o rettangolare era costituita da quattro corpi di fabbrica lunghi anche centinaia di metri, disposti intorno a un vasto spazio centrale, detto CORTE, al centro ci stava l’AIA. Tutti gli edifici avevano un proprio ruolo nel complesso della attività aziendale.
LA CASA PADRONALE- La casa padronale era l’edificio più importante della cascina.Fio alla fine del 1400 era a base quadrata con enormi muri perimetrali. Era alta tre o quattro piani, con scale interne, finestre piccole e inferriate. Alla base del massiccio caseggiato, detto anche “torrione, torrazzo, torretta, torrino, c’erano le cantine seminterrate molto fresche,per la conservazione dei cibi, dei salami, del vino e per la maturazione di formaggi. Nel settecento la casa padronale aveva assunto un’altra funzione:quella di casa di campagna per i mesi estivi con tutti i confort di un secolo favoloso e raffinato,oppure di casa-rifugio quando la vita in città si faceva violenta per i contrasti politici. La casa padronale divenne in questo periodo un Palazzo imponente, con un’architettura raffinata, enormi colonne di granito nello spazio antistante l’ingresso, salone di rappresentanza al piano terra, con scale, ballatoi, stucchi,affreschi e raffigurazioni mitologiche.(quinta puntata-continua) Ciao Teresa