martedì 21 agosto 2012

L'ISOLA DI CRISTINA (21) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

21 AGOSTO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 21 agosto 2012 – martedì – 12.00

Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
L’isola di Cristina (21)
Un’isola, nel pieno della fioritura, è una specie di paradiso terreste. Diomera osservò la cassetta di ferro di cui Isabella non si separava mai. “Vedi, Isabella, fai bene a non perdere di vista la “tua” cassetta di ferro. Ogni persona ha spesso un oggetto al quale “affidarsi” per sentirsi “protetto ed aiutato”. Anch’io, quando fuggii dall’isola, senza la cassetta, mi sentii persa. Per fortuna che mi ritrovai in Lomellina, terra di sogno e di avventure, dove trovai protezione presso una delle più ricche Famiglie locali. Il Capostipite era un uomo anziano di nome Giorgio. Una specie di filosofo. Appena mi vide si fece raccontare la mia avventura pavese. Mi assegnò una stanza nella Casa Padronale nella quale dormire e mi disse: “In Lomellina, ogni persona deve guadagnarsi il pane per vivere… perciò, anche tu, devi lavorare per mantenerti e non essere di peso a nessuno.” Fu la più bella lezione che ebbi. Da quel giorno sono diventata “la donna visibile e invisibile, reale e irreale che vive nel tempo” che vedete ora… Ma quello che vi sto per raccontare vi lascerà senza fiato…” Giorgio, l’uomo anziano, il filosofo, che mi aveva ospitato… una mattina, ha voluto farmi conoscere il suo “gioiello”… la sua “cascina”, alla quale dedicava il suo tempo e le sue attenzioni. Quel giorno Giorgio mi disse di seguirlo. Mi avrebbe mostrato cosa vuol dire “amare la terra sulla quale si vive”. Mi condusse in calesse ad un vicino paesino tipico della Lomellina… un centinaio di persone, nulla di eccezionale. Il bello, però, è che erano un centinaio di persone felici. Uomini e donne, giovani ed anziani… e giovanissimi di ogni età. erano tutti all’opera. Tutti avevano un compito da svolgere, un compito quotidiano, 365 giorni su 365 giorni. C’era chi allevava galline, oche, anatre. Chi aveva il compito di curare piante, viali e sentieri… Altri ancora avevano l’orto da far fruttare. Ed ogni anno c’era “la resa dei conti”… tutti puntavano a ricevere il premio “… il premio del primo posto nella loro categoria. “Le persone” – diceva Giorgio – “Devono sempre avere uno scopo nella vita, altrimenti camminano senza scopo e senza meta.” Giorgio aveva creato un meccanismo tale per cui gli abitanti della “sua” cascina erano sempre “impegnati”, soddisfatti e… felici. Ciò che desideravano … lo producevano con le loro mani… Ma, questa è solo l’inizio della storia… (21) – continua) - Buona giornata a tutti. Dino

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