mercoledì 15 agosto 2012

L'ISOLA DI CRISTINA (16) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

16 AGOSTO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 16 agosto 2012 – giovedì – 12.00

Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
L’isola di Cristina (16)
Diomera parlò. “E’ vero gli uomini sono degli esseri fragili… Era così anche nel 1524 con i soldati di Re Francisco I. Anche il Re cascò tra le mie braccia e non vi dico come. Però, devo ritenermi fortunata… Molti uomini mi hanno fatto una propaganda al di sopra di ogni aspettativa … esaltando vizi e virtù che… forse non avevo. Però, mi chiedo, come avete fatto a trovarmi?” Isabella, si mostrò più intraprendente del previsto. “Con questa cassetta di ferro arrugginita…” – Diomera guardò e rivide la sua cassetta, la cassetta di ferro nella quale teneva tutti i suoi averi e i suoi segreti. Durante il periodo dell’assedio di Pavia, dall’ottobre 1524 al 24 febbraio 1525, la cassetta era stata la sua “cassaforte”. Dopo l’arrivo dell’esercito francese Diomera si era data da fare. Per prima cosa aveva “agganciato” i piccoli comandanti di plotone, poi, avvicinò il fior fiore dei Comandanti francesi… in cambio di preziose informazioni e con l’offerta di “favolose notti d’amore”… alle quali nessun Comandante (dopo la prima volta) non voleva più rinunciare. La “voce” della presenza dell’affascinante ed inimitabile Diomera sull’isola del Ticino era giunta al Re Francesco I il quale era un ineguagliabile amatore. Secondo la leggenda, anche il Re era finito nella “rete” delle arti magiche di Diomera, la giovane donna più bella del territorio pavese. Il Re, le avrebbe promesso che, ad assedio terminato, l’avrebbe portata alla sua Corte in Francia. Purtroppo le cose andarono in modo diverso. Francesco I venne sconfitto a Pavia il 24 febbraio 1525. Diomera, saputo della sconfitta del Re francese, lasciò in fretta e furia l’isola del Ticino e fuggì abbandonando la cassetta dei suoi “averi”… Isabella, però, non conosceva gli altri segreti della “preziosa cassetta”. Infatti, Diomera, si sentì in buon compagnia con Alfonso e Isabella. Si mise a raccontare come erano andati i fatti all’epoca del Re Francesco I a Pavia. “In cinque mesi Pavia era diventata il centro del mondo. Dentro alla città assediata c’erano diecimila abitanti e cinquemila soldati dell’Imperatore spagnolo Carlo V. Accampati intorno alla città 30.000 soldati del Re di Francia Francesco I. In breve tempo tutto il territorio pavese venne assediato da una quantità enorme di mercanti con le loro mercanzie. Tutti i mercanti fiutavano… e facevano affari d’oro ovunque. In primo luogo, i mercanti che dovevano procurare da mangiare a tutte le persone presenti. Nacquero un’infinità di Osterie con cucina sempre pronta. Ogni Osteria cercava di attirare il maggior numero di clienti possibile… anche attraverso spettacoli “esclusivi” di vario genere. Naturalmente non mancava la presenza di molte donne che erano “le più richieste” dai soldati francesi. Il sogno di ogni Comandante francese, però, ero io, Diomera… sull’isola del Ticino. Ecco, perché, avevo selezionato gli incontri in ordine di importanza… fino ad arrivare al Re Francesco I. L’isola del Ticino era “l’ideale” per rappresentare un luogo raffinato ed esclusivo… Da parte mia, Diomera… avevo tutto ciò che un uomo può desiderare dalla vita… l’amore superlativo assoluto! Il merito stava tutto in quella cassetta di ferro arrugginita che tu, Isabella, hai trovato dopo la piena…” - (16 – continua) - Buona giornata a tutti. Dino

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