BEREGUARDO... STORY
di
Teresa Ramaioli
La storia meravigliosa delle cascine di Bereguardo
di Dino Barili –Teresa Ramaioli
La religione nelle cascine-La gente aveva la certezza della propria precarietà e fragilità, e per sopravvivere alle infinte difficoltà e imprevisti che la vita offriva quotidianamente aveva bisogno della Fede. Nelle cascine di Bereguardo il culto di Sant’ Antonio Abate è stato da sempre il più diffuso. Al Santo è dedicata la Chiesa Parrocchiale fin dal 1425. S. Antonio Abate, Patriarca del monachesimo, è vissuto realmente in Egitto tra il 250 e il 356 e la sua vita è stata scritta da S. Atanasio di Alessandria nel 365-373. Testimonianze ,degne di fede, dicono che sia morto il giorno 17 gennaio. LA BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI- Ancora oggi a Bereguardo, il 17 gennaio, si benedicono gli animali, i trattori e i mezzi agricoli davanti al sagrato della chiesa. Fino a non molti anni fa, dentro ad ogni stalla, c’era l’altarino di S. Antonio, sempre ordinato, con ghirlande di fiori di carta e un lumino acceso. IL DOLCE DI S. ANTONIO- Il dolce di S. Antonio era molto diffuso fino al secolo scorso nelle nostre cascine. La mattina del 17 gennaio il dolce veniva portato in chiesa e benedetto dal prete. Tutti mangiavano la torta , uomini e animali, perché “teneva lontano le malattie”.S. Antonio avendo resistito alle tentazioni era ritenuto il “vincitore del male e delle malattie”. (continua ) Ciao Teresa
di Dino Barili –Teresa Ramaioli
La religione nelle cascine-La gente aveva la certezza della propria precarietà e fragilità, e per sopravvivere alle infinte difficoltà e imprevisti che la vita offriva quotidianamente aveva bisogno della Fede. Nelle cascine di Bereguardo il culto di Sant’ Antonio Abate è stato da sempre il più diffuso. Al Santo è dedicata la Chiesa Parrocchiale fin dal 1425. S. Antonio Abate, Patriarca del monachesimo, è vissuto realmente in Egitto tra il 250 e il 356 e la sua vita è stata scritta da S. Atanasio di Alessandria nel 365-373. Testimonianze ,degne di fede, dicono che sia morto il giorno 17 gennaio. LA BENEDIZIONE DEGLI ANIMALI- Ancora oggi a Bereguardo, il 17 gennaio, si benedicono gli animali, i trattori e i mezzi agricoli davanti al sagrato della chiesa. Fino a non molti anni fa, dentro ad ogni stalla, c’era l’altarino di S. Antonio, sempre ordinato, con ghirlande di fiori di carta e un lumino acceso. IL DOLCE DI S. ANTONIO- Il dolce di S. Antonio era molto diffuso fino al secolo scorso nelle nostre cascine. La mattina del 17 gennaio il dolce veniva portato in chiesa e benedetto dal prete. Tutti mangiavano la torta , uomini e animali, perché “teneva lontano le malattie”.S. Antonio avendo resistito alle tentazioni era ritenuto il “vincitore del male e delle malattie”. (continua ) Ciao Teresa
La storia meravigliosa delle cascine di Bereguardo
RispondiEliminaIL FUOCO DI SANT’ANTONIO-S. Antonio Abate, essendo il padrone del fuoco, è stato considerato guaritore dell’herpes zoster chiamato “fuoco di santantonio”.Era usanza a Bereguardo, nella notte tra il 16 e il 17 gennaio, fare festa bruciando grandi cataste di legna dette appunto i “falò di Sant’Antonio”.Le ceneri ,chiuse in pacchettini e tenuti nelle tasche degli abiti, servivano come amuleti:tenevano lontano le malattie e le persone portatrici di guai. A Bereguardo il Falò di S.Antonio viene ancora acceso sul sagrato della Chiesa Parrocchiale.
LA ZUCCA DI SANT’ANTONIO- Molte famiglie bereguadine conservano una zucca, tra le migliori dell’annata per essere “tagliata “il giorno di S.Antoni. Serve per fare il risotto con la zucca , il 17 gennaio. Una volta fatta a pezzettini, la zucca serve anche per essere conservata nel portafoglio:per un anno intero non si corre il rischio di rimanere senza soldi.(ultima puntata)Buona serata Teresa