BEREGUARDO ...STORY
di
Teresa Ramaioli
La Chiesetta di San Zeno
di Dino Barili Teresa Ramaioli
Il passato, il presente , il futuro - Gli anni che seguirono furono tragici per tutta la popolazione di Bereguardo e dintorni. Molte grandi proprietà si smembrarono in seguito a dissesti e successioni. La Chiesetta di San Zeno per anni rimase in stato di abbandono. Il Sacerdote, titolare del beneficio, faticava a incassare i livelli che erano fonte di infiniti litigi con chi doveva pagare. Anche gli affittuari stentavano a pagare e non rispettavano le scadenze per i magri raccolti. Dal 1707 le cose cambiarono in meglio,la nuova situazione politica, la ritrovata fiducia nelle istituzioni, la nuova voglia di lavorare, il nuovo clima culturale, che fece del settecento uno dei più grandi secoli della storia umana, cambiò la storia di Bereguardo. Il paese si ingrandì. Si costruirono nuove case e gli abitanti aumentarono (circa un migliaio). La Chiesetta di San Zeno, piccola e decadente, non bastava più. La piccola cappella fatta costruire da Filippo Maria Visconti nel 1423, con il minuscolo cimitero intorno, era ormai un rudere. Così il cimitero venne trasferito, abbattuta la cappellina diroccata e venne costruita l’attuale Chiesa Parrocchiale a croce greco-latina con fronte a mezzogiorno, grande e luminosa, con un campanile alto metri 42,5e con una grande piazza antistante. Era il 1762. Nel 1875 la Chiesa è stata consacrata dal Card.Lucido Maria Parocchi, Vescovo di Pavia. Il 29 gennaio 1914 la Chiesa Parrocchiale di Bereguardo è stata dichiarata monumento d’arte. La Chiesa di San Zeno si avviava lentamente verso la fine del sogno del suo fondatore: quello di vivere in “perpetuo”come unico edificio di culto per Berguardo.(continua) Teresa
di Dino Barili Teresa Ramaioli
Il passato, il presente , il futuro - Gli anni che seguirono furono tragici per tutta la popolazione di Bereguardo e dintorni. Molte grandi proprietà si smembrarono in seguito a dissesti e successioni. La Chiesetta di San Zeno per anni rimase in stato di abbandono. Il Sacerdote, titolare del beneficio, faticava a incassare i livelli che erano fonte di infiniti litigi con chi doveva pagare. Anche gli affittuari stentavano a pagare e non rispettavano le scadenze per i magri raccolti. Dal 1707 le cose cambiarono in meglio,la nuova situazione politica, la ritrovata fiducia nelle istituzioni, la nuova voglia di lavorare, il nuovo clima culturale, che fece del settecento uno dei più grandi secoli della storia umana, cambiò la storia di Bereguardo. Il paese si ingrandì. Si costruirono nuove case e gli abitanti aumentarono (circa un migliaio). La Chiesetta di San Zeno, piccola e decadente, non bastava più. La piccola cappella fatta costruire da Filippo Maria Visconti nel 1423, con il minuscolo cimitero intorno, era ormai un rudere. Così il cimitero venne trasferito, abbattuta la cappellina diroccata e venne costruita l’attuale Chiesa Parrocchiale a croce greco-latina con fronte a mezzogiorno, grande e luminosa, con un campanile alto metri 42,5e con una grande piazza antistante. Era il 1762. Nel 1875 la Chiesa è stata consacrata dal Card.Lucido Maria Parocchi, Vescovo di Pavia. Il 29 gennaio 1914 la Chiesa Parrocchiale di Bereguardo è stata dichiarata monumento d’arte. La Chiesa di San Zeno si avviava lentamente verso la fine del sogno del suo fondatore: quello di vivere in “perpetuo”come unico edificio di culto per Berguardo.(continua) Teresa
La chiesetta di San Zeno
RispondiEliminaDi Dino Barili e Teresa Ramaioli
Il 17 luglio 1778, Carlo De Magistris, successore ed erede del fondatore Baldassarre De Magistris, accende un contratto vitalizio ed assume il patronato della Chiesetta con il diritto di nomina del Cappellano. In forza di tale contratto, registrato in Milano presso il notaio Giuseppe Giusti, viene nominato Cappellano Don Carlo Benfato. Ma i tempi erano ormai cambiati. Nel 1783 i benefici ecclesiastici vengono incamerati dallo Stato. I livelli sulle terre cessano di validità. La Chiesetta di San Zeno non ha più le risorse economiche necessarie per sopravvivere e diventa una dipendenza della Chiesa Parrocchiale. Negli anni si è inserita la devozione mariana con l’immagine della Madonna del latte (1680). Oggi San Zeno è un piccolo tempio, sempre aperto alla popolazione, ben tenuto e molte persone sono fortemente legate al culto di San Zeno, San Rocco e alla Madonna del latte dispensatrice di grazie e miracoli. E’ rimasta una leggenda intorno alla piccola chiesa:”vivrà finchè la fiamma dell’ultima candela, accesa per ottenere una grazia, non si sarà spenta”.
Nella piccola Chiesa di San Zeno
C’è sempre una candela accesa
Una fiamma che arde…è
La fiamma della speranza che alberga
Nel cuore di ogni essere umano e…
Non muore mai.( DINO e TERESA ringraziano SAN ZENO)