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mercoledì 27 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (28)

28 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 28 giugno 2012 – giovedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (28)
Rosmunda non gradì l’opinione di Alboino, suo marito. Anzi, si arrabbiò. Lei stessa era il tipo di donna che desiderava essere “omaggiata” con regali. Non era mai contenta, e voleva la “contropartita” per ogni sua azione… piccola o grande… Per non parlare delle ricorrenze tradizionali… (quelle erano una “tragedia nella tragedia”… prima, durante e dopo). Alboino aveva ben altro nella testa… Pensava al Regno, pensava a ciò che avrebbe fatto e come avrebbe agito. Rosmuna, incollerita, non aprì più bocca… Si allontanò imprecando. Quando veniva contraddetta nelle sue opinioni… il suo viso parlava per lei… di rabbia… di rabbia mal repressa. Ernesto cercò di …”parlare d’altro”. Ma, ormai, l’incantesimo del dialogo era finito, cessato… In quel momento alcune nuvole riempirono il cielo… Nuvole nere che si ingrossavano velocemente… da monte verso valle. Era un temporale di quelli da mettere i brividi. Anche Alboino si rese conto che poteva essere pericoloso…Ernesto cercò di “alleggerire il discorso” e disse... “Ogni manifestazione della natura ha i suoi lati positivi e negativi. La natura sa il fatto suo, con le sue regole ben precise. Prendiamo, per esempio, il fiume Ticino. Quando c’è il temporale è uno spettacolo da non perdere. Oltre ai colori che sono inimmaginabili e imperdibili, fa impressione il modo in cui la natura (le piante, i boschi, l’acqua del fiume, la stessa sabbia sulla riva) si preparano all’evento… Tutti aspettano qualcosa… nessuno sa cosa… ma qualcosa. Le piante e gli arbusti sembra abbiano più sete del solito… sete di vita, sete di novità. La corrente del fiume si muove in attesa di nuove occasioni. La sabbia della riva, invece, sa che dopo il temporale… nulla sarà più come prima. Il temporale è come “la parabola della vita” … Nessuno conosce la “verità”… del giorno dopo… Il fascino del dopo è, di per sé stesso, evento… fatto nuovo.” Ernesto udì in lontananza un tuono… era il primo segnale che qualcosa stava per accadere. Alboino si ritirò nel suo carro coperto da un grande telone colorato rosso e blu. Ogni persona ha il suo rifugio (predestinato). Il luogo del suo “romitaggio”… come diceva il poeta. Perché, i temporali, arrivano… passano… e lasciano il segno. (il seguito… domani) (ventottesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

martedì 26 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (27)

27 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 27 giugno 2012 – mercoledì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (27)
Alboino si ricordò della prima volta in cui si rese conto di essersi innamorato di Rosmunda. Era sulle rive del Danubio in un momento di sosta. Pavia era ancora lontana. Gli prese una certa voglia… “Rosmunda perché non andiamo a fare una bella passeggiata nel bosco? Il Ticino è come il Danubio… Ricordi il giorno in cui…” – Non L’avesse mai fatto. Rosmunda reagì irritata. “Alboino non cominciare a fare il romantico… Sono passati (e lontani) i tempi di quei primi abbagli amorosi. Tu non sei più il bel giovanotto preso dalla mania di arrivare in vetta… ed io non sono più l’improvvida giovincella illusa e pronta ad illudersi tra le tue braccia. Tu sei uomo, padre di giovanotti ben piantati, ed io sono madre con responsabilità. E poi, se vuoi proprio saperlo, i veri uomini “inondano di regali “ le loro donne… non come te che sei tirchio assai… Ogni tanto vado in città, in Pavia, e vedo le donne pavesi… truccate, ingioiellate, vestite all’ultima moda. L’altro giorno una nobildonna pavese diceva all’amica: “Ti piace il mio nuovo, ultimo abito? E’ il regalo di compleanno di mio marito… Sai, Lui, ama fare regali ad ogni occasione.” Visto, caro Alboino come sono fatti i veri uomini?” – Alboino incassò il colpo. Per un poco fece silenzio, poi sbottò risentito. “Cara Rosmunda, non sono i regali che accedono le passioni… (soprattutto quando i regali vengono sollecitati e imposti). E’ il corpo della donna (al naturale) che deve sollecitare accesi pensieri… Un corpo di donna coperto di “chincaglieria” è solo un albero… che ha bisogno del vento … per fare rumore! Del resto, le donne usano il “ricatto dei regali” per dimostrare il loro potere di “dominare” il proprio uomo, di tenerlo soggiogato, di farlo sentire “regalo-dipendente”. La donna non si accontenta del regalo (qualunque sia il suo valore) è solo il termometro per misurare il “proprio” potere (della donna) sull’uomo… E’ noto che nessun regalo ha mai soddisfatto veramente e pienamente una donna. Una persona non può essere soddisfatta e contenta se, lei stessa, non è in grado di esserlo” – Rosmunda non gradì l’opinione di Alboino, suo marito. Anzi, si arrabbiò. Lei stessa era il tipo di donna che desiderava essere “omaggiata” con regali, lei stessa voleva la “contropartita” per ogni sua azione… piccola o grande. Alboino aveva ben altro nella testa… Pensava al Regno, pensava a ciò che avrebbe fatto e come avrebbe agito. Rosmuna, incollerita, non aprì più bocca… e sparì. Solo il suo viso parlava per lei… di rabbia… di rabbia repressa. Ernesto cercò di …”parlare d’altro”. Ma, ormai, l’incantesimo era terminato… In quel momento alcune nuvole riempirono il cielo… Nuvole nere che si ingrossavano velocemente. Era un temporale. Anche Alboino si rese conto che poteva essere pericoloso… Ma anche il temporale ha i suoi lati positivi… (oltre a quelli negativi).  (il seguito… domani) (ventottesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

lunedì 25 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (26)

26 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 26 giugno 2012 – martedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (26)
Alboino si inalberò. “Non mi sembra una cosa giusta che la donna abbia (e debba avere) una superiorità tale da annientare un uomo.” – “Non farti meraviglie” – proseguì Rosmunda – “Anche il più potente degli uomini non riesce a resistere al fascino della donna. E dico…fascino… non sesso. Perché, se ci mettiamo anche il sesso … addio uomo!” – Ernesto intervenne – “Chiedo scusa, ma devo dire la mia. Rosmunda ha ragione. L’uomo non ha armi per competere con la donna. L’uomo è attratto dalla donna… perché la natura ha voluto così. Ma, la donna, deve stare attenta a ciò che fa. In genere quando un uomo finisce soggiogato dal fascino femminile… diventa spesso lo “zimbello” della donna stessa di cui è innamorato. Se una donna è furba…apprezza, esalta, sostiene il valore del “suo uomo” (non gli fa fare la parte del cretino o del rincitrullito)… Non fa la smorfiosa tutte le volte che l’uomo la guarda e la desidera. Non fa pesare il sesso… come “oggetto” di ricatto (“io, donna, so che a te, uomo, piace ciò… e quindi ti faccio soffrire e… non te “la” faccio neppure vedere”). Del resto è cosa nota (documentata dalla storia) che sono sempre le donne che chiedono “contropartite” in cambio di fascino e sesso… Arriva, però, il momento in cui … l’uomo si “sveglia”, prende coscienza del proprio stato e “fugge dalla ragnatela”. Solo allora le donna si accorge che quando si tira troppo la corda … si rimane con la corda tra le mani… ma è troppo tardi. Ciò che ha avuto termine … non può più essere ricostruito. E’ altrettanto noto che in molti casi…all’origine delle depressioni di una donna ci sta una errata gestione della propria femminilità.” Alboino, Rosmunda e Ernesto tacquero…I tre si abbandonarono ai propri pensieri lasciandosi cullare… sulle ali del vento, trasportati dai ricordi e da improvvisi desideri. Alboino si ricordò della prima volta in cui si rese conto di essersi innamorato di Rosmunda. Era sulle rive del Danubio in un momento di sosta. Gli prese una certa voglia. “Rosmunda perché non andiamo a fare una bella passeggiata nel bosco? Il Ticino è come il Danubio. Ricordi il giorno in cui…” – Non L’avesse mai fatto. Rosmunda reagì irritata. “Alboino non cominciare a fare il romantico… Sono passati (e lontani) i tempi di quei primi abbagli amorosi. Tu non sei più il bel giovanotto preso dalla mania di arrivare in vetta… ed io non sono più l’improvvida giovincella illusa e pronta ad illudersi tra le tue braccia. Tu sei uomo, padre di giovanotti ben piantati, ed io sono madre con responsabilità. E poi, se vuoi proprio saperlo, i veri uomini “inondano di regali “ le loro donne… non come te che sei tirchio assai… Ogni tanto vado in città, in Pavia, e vedo le donne pavesi… truccate, ingioiellate, vestite all’ultima moda. L’altro giorno una nobildonna pavese diceva all’amica: “Ti piace il mio ultimo abito? E’ il regalo di compleanno di mio marito… Sai, Lui, ama fare regali ad ogni occasione.” Visto, caro Alboino come sono fatti i veri uomini?” – Alboino incassò il colpo. Per un poco fece silenzio, poi sbottò risentito. “Cara Rosmunda, non sono i regali che accedono le passioni… (soprattutto quando i regali vengono sollecitati e imposti). E’ il corpo della donna (al naturale) che deve sollecitare accesi pensieri… Un corpo di donna coperto di chincaglieria è solo un albero che ha bisogno del vento … per fare rumore!” (il seguito… domani) (ventiseisesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

domenica 24 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (25)

25 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 25 giugno 2012 – lunedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (25)
Alboino si sentì abbattuto, ma non si perse d’animo. L’argomento era di suo interesse e voleva continuarlo. Chiamò Rosmunda… ma la donna non rispose. Chiamò altre due volte … a voce sempre più alta. Finalmente Rosmunda si fece viva. “Che cosa hai da urlare? Possibile che non sai fare un passo da solo senza avere dietro… la “balia” a tua disposizione. Se al mondo ci fossero stati solo uomini, a quest’ora, il mondo, sarebbe già finito… defunto, “chiuso per ferie illimitate”. Allora, cosa volevi dirmi?” – Alboino parlò. “Ernesto, qui presente, mi stava dicendo che anche tra 1640, cioè nel 2012, (a Pavia… e non solo) gli uomini “hanno paura delle donne” e preferiscono dedicarsi ad altre attività, prima di imbarcarsi in una discussione con esse. Cosa ne dici?” – “Ne sono certa! Voi uomini, siete uomini, perché ci siamo noi donne… Siamo noi donne che vi fanno “trottare”, correre, sognare, sospirare e… soffrire. Quando una donna vuole… può far diventare un uomo un pappamolla … un cagnolino (per non dir di peggio). Perciò, io Rosmunda, sono del parere che l’uomo deve fare ciò che vuole la donna e basta … E lo dico… per il loro bene” (il bene degli uomini)…” Alboino si inalberò. “Non mi sembra una cosa giusta che la donna abbia (e debba avere) una superiorità tale da annientare un uomo.” – “Non farti meraviglie” – proseguì Rosmunda – “Anche il più potente degli uomini non riesce a resistere al fascino della donna. E dico…fascino… non sesso. Perché, se ci mettiamo anche il sesso … addio uomo!” – Ernesto intervenne – “Chiedo scusa, ma devo dire la mia. Rosmunda ha ragione. L’uomo non ha armi per competere con la donna. L’uomo è attratto dalla donna… perché la natura ha voluto così. Ma, la donna, deve stare attenta a ciò che fa. In genere quando un uomo finisce soggiogato dal fascino femminile… diventa spesso lo “zimbello” della donna stessa di cui è innamorato. Se una donna è furba…apprezza, esalta, sostiene il valore del “suo uomo” (non gli fa fare la parte del cretino o del rincitrullito)… Non fa la smorfiosa tutte le volte che l’uomo la guarda e la desidera. Non fa pesare il sesso… come “oggetto” di ricatto (“io, donna, so che a te, uomo, piace ciò… e quindi ti faccio soffrire e… non te “la” faccio neppure vedere”). Del resto è cosa nota (documentata dalla storia) che sono sempre le donne che chiedono “contropartite” in cambio di fascino e sesso… Arriva, però, il momento in cui … l’uomo si “sveglia”, prende coscienza del proprio stato e “fugge dalla ragnatela”. Solo allora le donna si accorge che quando si tira troppo la corda … si rimane con la corda tra le mani… ma è troppo tardi. Ciò che ha avuto termine … non può più essere ricostruito. E’ altrettanto noto che in molti casi…all’origine delle depressioni di una donna ci sta una errata gestione della propria femminilità.” (il seguito… domani) (venticinquesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

sabato 23 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (24)

24 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 24 giugno 2012 – domenica – 12.00
San Giovanni Battista
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (24)
“Molto spesso l’uomo e la donna sono fatti per non capirsi, per non comprendersi. Nel 2012, ci sono dei bei giovanotti, con una bella posizione, un bel lavoro, l’età giusta (30 – 35 anni), che non si sposano perché hanno paura della donna.” – “Paura della donna?” – chiese Alboino. Ernesto accennò ad un sospiro. “Paura! Paura, Caro Alboino. Il problema di questi giovanotti è che le donne “fanno quello che vogliono” …secondo i momenti. Se una cosa va bene a lei (alla donna)… va bene a tutto il mondo. Se non va bene… pianta “peste e corna” per dimostrare di avere sempre (e comunque) ragione. Il fatto è che, nel 2012, gli uomini hanno imparato a farsi da mangiare, fare il letto, tenere in ordine la casa, lavare i piatti, stirare le camicie, fare la spesa… decidere se andare al mare o in montagna, visitare un museo o assistere ad uno spettacolo teatrale… In queste condizioni, chi è quel giovanotto, che si avventura in una convivenza … con il rischio di uscire con le ossa rotte? Perché la fine di una convivenza è sempre un fatto traumatico… con ferite profonde…che (spesso) non si rimarginano. Ecco perché, nel 2012, molti giovanotti sui trent’anni… alla donna, preferiscono fare 70 - 80 chilometri al giorno in bicicletta … sotto il sole d’estate… e tornare a casa sudati e stanchi… ma senza interminabili discussioni.” Alboino si stupì. “Come,? Dopo 1640 anni gli uomini sono ancora “punto e a capo” con le donne?” – “Certo.” – continuò Ernesto – “E sarà ancora così tra altri 1640 anni. A vincere è e sarà… sempre la donna … e l’uomo dovrà adeguarsi … se vorrà sopravvivere.” Alboino si sentì abbattuto, ma non si perse d’animo. L’argomento era di suo interesse e voleva continuarlo. Chiamò Rosmunda… ma la donna non rispose. Chiamò altre due volte … a voce sempre più alta. Finalmente Rosmunda si fece viva. “Che cosa hai da urlare? Possibile che non sai fare un passo da solo senza avere dietro… la “balia” a tua disposizione. Se al mondo ci fossero stati solo uomini, a quest’ora, il mondo, sarebbe già finito… defunto, “chiuso per ferie illimitate”. Allora, cosa volevi dirmi?” – Alboino parlò. “Ernesto, qui presente, mi stava dicendo che anche tra 1640, cioè nel 2012, (a Pavia… e non solo) gli uomini “hanno paura delle donne” e preferiscono dedicarsi ad altre attività, prima di imbarcarsi in una discussione con essa. Cosa ne dici?” – “Ne sono certa! Voi uomini, siete uomini perché ci siamo noi donne… Siamo noi donne che vi fanno “trottare”, correre, sognare, sospirare e… soffrire. Quando una donna vuole… può far diventare un uomo … un cagnolino (per non dir di peggio). Perciò, io Rosmunda, sono del parere che l’uomo deve fare ciò che vuole la donna e basta … E lo dico… per il loro bene”…(il seguito… domani) (ventiquattresima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

venerdì 22 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (23)

23 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 23 giugno 2012 – sabato – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (23)
Alboino è stato un grande Re che ha guidato il suo popolo sulle rive del fiume Ticino e ha atteso tre anni prima di entrare in Pavia ed essere proclamato Re. Nel 2012, ci sono ancora persone che si chiedono cosa ci è stato a fare un Re sulle rive del Ticino (senza entrare in città). Per avere una risposta bisogna recarsi a Santa Sofia di Torre d’Isola, sedersi sulla riva del fiume e veder scorrere l’acqua… la corrente, il transito delle barche, le persone che, nei giorni d’estate, sono sbracate sulla sabbia… a prendere il sole. Solo stando seduti sulla riva del fiume si può capire perché, Alboino, ha deciso di entrare in Pavia … dopo tre anni. E poi, c’era Rosmunda, che da sola è stato uno dei più “difficili grattacapi” del Primo Re dei Longobardi. “In questo, Caro Alboino,” – disse Ernesto – “puoi fare buona compagnia (1640 anni dopo) a tanti mariti del 2012… Moltissimi uomini (sposati) nel 2012, cercano di capire le loro mogli… senza riuscirci. Sarà che la donna è complicata di per sé stessa… sarà che l’uomo ha poca pazienza… fatto sta che in tanti secoli, dopo l’inizio e fine di molti Regni e Regnanti… il vero problema è e resta sempre… l’uomo e la donna…” Alboino si mostrò pensieroso ed accennò ad una domanda. “Possibile che la donna sia, per l’uomo, un problema? Un problema… così difficile?” “Insolubile, vorrai dire.”- continuò Ernesto – “Molto spesso l’uomo e la donna sono fatti per non capirsi, per non comprendersi. Nel 2012, ci sono dei bei giovanotti, con una bella posizione, un bel lavoro, l’età giusta (30 – 35 anni), che non si sposano perché hanno paura della donna.” – “Paura della donna?” – chiese Alboino. Ernesto accennò ad un sospiro. “Paura! Paura, Caro Alboino. Il problema di questi giovanotti è che le donne “fanno quello che vogliono” …secondo i momenti. Se una cosa va bene a lei (alla donna)… va bene a tutto il mondo. Se non va bene… piantano “peste e corna” per dimostrare di avere sempre (e comunque) ragione. Il fatto è che, nel 2012, gli uomini hanno imparato a farsi da mangiare, fare il letto, tenere in ordine la casa, lavare i piatti, stirare le camicie, fare la spesa… decidere se andare al mare o in montagna, visitare un museo o assistere ad uno spettacolo teatrale… In queste condizioni, chi è quel giovanotto, che si avventura in una convivenza … con il rischio di uscire con le ossa rotte? Perché la fine di una convivenza è sempre un fatto traumatico… con ferite profonde…che (spesso) non si rimarginano. Ecco perché, nel 2012, molti giovanotti sui trent’anni… alla donna, preferiscono fare 70 - 80 chilometri al giorno in bicicletta … sotto il sole d’estate… e tornare a casa sudati e stanchi… ma senza interminabili discussioni. (il seguito… domani) (ventitreesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

giovedì 21 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (22)

22 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 22 giugno 2012 – venerdì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (22)
Ernesto aveva un mestiere particolare: era un uomo di fiducia, una persona fidata. Le grandi e importanti Famiglie di Pavia avevano bisogno di un uomo simile, al quale affidare documenti, messaggi segreti da consegnare, ambasciate riservate. Un simile lavoro permetteva a Ernesto di avere la Famiglia a Pavia e di girare per tutto il mondo (di allora). Quando Alboino, VI secolo dopo Cristo, Primo Re dei Longobardi, venne a sapere una simile notizia, divenne ancora più curioso. I segreti sono sempre intriganti. Aveva trovato l’uomo giusto… di cui aveva bisogno. Infatti, tra la sua gente, non erano in molti coloro che avevano conosciuto il mondo (specialmente quello “intimo” delle Famiglie ricche di Pavia). Ora, Alboino aveva trovato l’uomo che stava cercando. Ernesto, inoltre, aveva una particolare qualità: affascinava gli interlocutori… chiunque essi fossero (Re compresi). Ad Ernesto era bastato pronunciare una frase: “Gentile Signor Re Alboino… il nostro incontro non è causale … è un incontro “voluto dal destino”. Alboino si meravigliò e volle conoscere la ragione. “Vede, Signor Re Alboino. Tra 1640 anni… (cioè nel 2012), parleranno ancora di Te…” Il Primo Re dei Longobardi rimase di stucco e volle sapere la ragione…” – “Nulla di straordinario” - continuò Ernesto – “Ci sono Personaggi che si prestano ad essere ricordati … altri no. Pensa, Alboino, che a Pavia (nel 2012) c’è un monumento in tuo onore… che porta il tuo nome. Dal modo in cui è fatto (arte… ultra moderna) pochi riconoscono “il tuo volto e il tuo nome”, ma intanto sei lì, all’entrata di Pavia, a dare il benvenuto alle persone che arrivano in città da Milano e altre località. Solo alcuni stranieri (tedeschi e francesi), con la guida turistica tra le mani, sanno riconoscerti e ne parlano come di un grande Re. Un grande Re che ha guidato il suo popolo sulle rive del fiume Ticino e ha atteso tre anni prima di entrare in Pavia ed essere proclamato Re. Nel 2012, ci sono ancora persone che si chiedono cosa ci è stato a fare un Re sulle rive del Ticino (senza entrare in città). Per avere una risposta bisogna recarsi a Santa Sofia di Torre d’Isola, sedersi sulla riva del fiume e veder scorrere l’acqua… la corrente, il transito delle barche, le persone che, nei giorni d’estate, sono sbracate sulla sabbia… a prendere il sole. Solo stando seduti sulla riva del fiume si può capire perché, Tu, Alboino, hai deciso di entrare in Pavia … solo dopo tre anni. E poi, c’è Rosmunda, che da sola è stato uno dei tuoi più “difficili grattacapi”. In questo, Caro Alboino, puoi fare buona compagnia a tanti mariti del 2012… Moltissimi uomini (sposati) anche nel 2012, cercano di capire le loro mogli… senza riuscirci. Sarà che la donna è complicata di per sé stessa… sarà che l’uomo ha poca pazienza… fatto sta che in tanti secoli, dopo l’inizio e fine di molti Regni e Regnanti… il vero problema è e resta sempre… l’uomo e la donna…” (il seguito… domani) (ventiduesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

martedì 19 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (20)

20 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 20 giugno 2012 – mercoledì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (20)
Alboino non aveva alcuna intenzione di lasciare il proprio “carro col telone colorato” in riva al Fiume Ticino a Santa Sofia di Torre d’Isola. Il luogo era ameno, tranquillo, rilassante… pochi passi e si potevano mettere i piedi nell’acqua del fiume, limpida e fresca. Alboino amava la natura… voleva vivere a contatto di essa… estate e inverno. Sapeva, per sentito dire, che una volta lasciato la riva del fiume Ticino, non avrebbe più potuto goderne i piaceri. Il Fiume non è solo … una corrente d’acqua che ininterrottamente corre verso il mare, ma “una vita in movimento”. Allora, nel VI secolo dopo Cristo, il Fiume Ticino era un’autostrada… dove passavano in continuazione barche e traghetti con persone e merci provenienti da molto lontano. Ogni tanto Alboino fermava qualche barca e si faceva raccontare, dalle persone che stavano su di essa, le loro storie. Da dove venivano, cosa facevano e dove erano dirette. Era un modo per essere in rapporto alle “faccende del modo”(di allora). Quando, però, qualche persona raccontava storie interessanti, lo stesso Alboino, offriva il pranzo o la cena all’ospite. Il Primo Re dei Longobardi era curioso. Non si stancava mai di ascoltare storie… perché (diceva Lui)… dalle storie era possibile trarre utili informazioni. La passione del Re per le storie era “corsa” tra le persone che frequentava il fiume e, una volta, Alboino si trovò di fronte un vero “cantastorie”. Era una sera di maggio… Il Primo Re dei Longobardi si trovava sulla riva del fiume Ticino con i piedi nell’acqua. Una barca (con i colori di Alboino) passò a poca distanza e il Re dei Longobardi chiese al, conducente di fermarsi per una chiacchierata. Il conducente della barca non aspettava altro. Altre volte si era trovato nella vicinanze, ma l’incontro con Alboino non era mai avvenuto. Ora, ecco la fortuna… l’invito del Re. Nella vita ogni persona cerca di giocare bene le proprie carte… A volte riesce, altre volte no. La speranza, però, è l’ultima a morire. Aveva deciso di insistere. Il conducente della barca si chiamava Ernesto e veniva dal Lago Maggiore. Molti anni prima era giunto a Pavia per consegnare delle merci. Aveva vent’anni, esperto conducente di barche, ma inesperto del mondo… era affascinato dall’avventura. Giunto a Pavia, dopo aver consegnato la merce, si era concesso qualche giorno per visitare la città. Pavia, allora, contava si e no quindicimila abitanti. Era un grosso borgo … con molte ricche famiglie e molti Palazzi che sembravano delle fortezze… imprendibili. Sotto l’androne di un Palazzo aveva conosciuto una ragazza… con gli occhi azzurri come il cielo. Ernesto, ventenne amante dell’avventura, se ne innamorò perdutamente. Da quel giorno non lasciò più Pavia… la città dove aveva incontrato l’amore…e, si sa… l’amore fa “miracoli” e… (il seguito… domani) (ventesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

lunedì 18 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (19)

19 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 19 giugno 2012 – martedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (19)
Alle Famiglie pavesi piacque l’idea. E alle finestre e ai balconi dei grandi e ricchi Palazzi di Pavia cominciarono ad apparire strisce di tessuto rosso e blu… come dire: “…anche noi pavesi, condividiamo le idee di Alboino…(pur non sapendo quali siano).” In effetti era la dimostrazione “chiara” che “i pavesi” avevano bisogno di un Re… Un Re che fosse, al di fuori dei “pavesi”, al di sopra delle “lotte quotidiane tra Famiglie”… lotte scatenate per motivi di interesse… per matrimoni promessi e non realizzati… per matrimoni realizzati… e andati in frantumi… per invidie e gelosie… che rendeva il clima nella città pavese pesante e a volte insopportabile… In quel momento Alboino aveva capito che, a Pavia, era stato “accettato come Re” Tutti contavano sulla sua saggezza per risolvere i “loro” problemi. Ogni comunità ha i suoi… i Longobardi avevano i loro … come pure gli abitanti di Pavia. Con una differenza. I Longobardi erano protesi ad ampliare il loro “potere”, occupare il maggior numero di posti di comando, responsabilità e puntare al “governo del territorio”. Gli abitanti di Pavia (specialmente le persone ricche)… puntavano a conservare ciò che avevano ed eventualmente a consolidarlo e ingrandirlo.  Ecco perché i “pavesi” (uomini e donne indistintamente) facevano la corte ai Longobardi per renderseli amici… per allacciare “rapporti confidenziali”… da trasformare in matrimoni e creare nuove discendenze, legami duraturi… nel tempo. Tuttavia, Alboino non aveva alcuna intenzione di lasciare il proprio “carro col telone colorato” in riva al Fiume Ticino a Santa Sofia di Torre d’Isola. Il luogo era ameno, tranquillo, rilassante… pochi passi e si potevano mettere i piedi nell’acqua del fiume, limpida e fresca. Alboino amava la natura… voleva vivere a contatto di essa… estate e inverno. Sapeva, per sentito dire, che una volta lasciato la riva del fiume Ticino, non avrebbe più potuto goderne i piaceri. Il Fiume non è solo … una corrente d’acqua che ininterrottamente corre verso il mare, ma “una vita in movimento”. Allora, nel VI secolo dopo Cristo, il Fiume Ticino era un’autostrada… dove passavano in continuazione barche e traghetti con persone e merci provenienti da molto lontano. Ogni tanto Alboino fermava qualche barca e si faceva raccontare, dalle persone che stavano su di essa, le loro storie. Da dove venivano, cosa facevano e dove erano dirette. Era un modo per essere in rapporto alle “faccende del modo”(di allora). Quando, però, qualche persona raccontava storie interessanti, lo stesso Alboino, offriva il pranzo o la cena all’ospite. Il Primo Re dei Longobardi era curioso. Non si stancava mai di ascoltare storie… perché (diceva Lui)… dalle storie era possibile trarre utili informazioni. La passione del Re per le storie era corsa tra le persone che frequentava il fiume e, una volta, Alboino si trovò di fronte un vero “cantastorie”. Era una sera di maggio… Il Primo Re dei Longobardi si trovava sulla riva del fiume Ticino con i piedi nell’acqua. Una barca (con i colori di Alboino) passò a poca distanza e.. (il seguito… domani) (diciannovesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

domenica 17 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (18)

18 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 18 giugno 2012 – lunedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (18)
A Pavia, il Primo Re dei Longobardi era solito ricevere le persone di riguardo sul suo carro ricoperto da un telone colorato di rosso e blu in riva al fiume Ticino. Era un modo per distinguersi dagli altri carri della sua gente e un modo per rendere evidente la differenza, il ruolo, il grado. Infatti, alcuni suoi compatrioti avevano avanzato l’idea di ricoprire anche il loro carro con un telone di uguale colore, ma Alboino si oppose. “Non facciamo confusione. Ogni persona ha il suo ruolo. Io ho il mio e siccome rappresento tutta la comunità dei Longobardi, ho assoluto bisogno di un “segno distintivo” unico. Pertanto il colore rosso e blu sarà solo quello che contraddistingue il mio carro, cioè “il carro del responsabile in Capo della comunità dei Longobardi.” Nessuno osò fiatare. Anche perché, Alboino era cocciuto, autoritario, irascibile… e quando andava in escandescenze non aveva mezze misure. Anche Rosmunda, sua moglie, avrebbe voluto dire qualcosa. Quei due colori proprio non erano di suo gradimento. Preferì far buon viso a cattivo gioco. Inoltre, la moglie del Re, sapeva che se voleva “vincere” in qualche altro settore … avrebbe dovuto cedere in alcuni… per Lei ritenuti poco importanti. In un baleno i colori del carro di Alboino risaltarono rispetto agli altri carri… I compatrioti del Primo Re dei Longobardi, però, studiarono il modo di riconoscersi. Misero ai loro carri delle strisce di tessuto “rosso e blu” per dimostrare di appartenere alla “tribù di Alboino” e di condividerne le idee… Anche alle famiglie pavesi piacque l’idea. E alle finestre e ai balconi dei grandi e ricchi Palazzi di Pavia cominciarono ad apparire strisce di tessuto rosso e blu… come dire: “…anche noi pavesi, condividiamo le idee di Alboino…(pur non sapendo quali siano).” In effetti era la dimostrazione “chiara” che “i pavesi” avevano bisogno di un Re… Un Re che fosse, al di fuori dei “pavesi”, al di sopra delle “lotte quotidiane tra famiglie”… lotte scatenate per motivi di interesse… per matrimoni promessi e non realizzati… per matrimoni realizzati… e andati in frantumi… per invidie e gelosie… che rendeva il clima nella città pavese pesante e a volte insopportabile… In quel momento Alboino aveva capito che, a Pavia, era stato “accettato come Re” Tutti contavano sulla sua saggezza per risolvere i “loro” problemi. Ogni comunità ha i suoi… i Longobardi avevano i loro … come pure gli abitanti di Pavia. Con una differenza. I Longobardi erano protesi ad ampliare il loro “potere”, occupare il maggior numero di posti di comando, responsabilità e puntare al “governo del territorio”. Gli abitanti di Pavia (specialmente le persone ricche)… puntavano a conservare ciò che avevano ed eventualmente a consolidarlo e ingrandirlo.  Ecco perché i “pavesi” (uomini e donne indistintamente) facevano la corte ai Longobardi per renderseli amici… per allacciare “rapporti confidenziali”… da trasformare in matrimoni e creare nuove discendenze, legami duraturi… nel tempo. (il seguito… domani) (diciottesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

INTRIGO A PAVIA (17)

17 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 17 giugno 2012 – domenica – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (17)
In Oltrepò, Alboino aveva capito la lezione del Capo del piccolo Villaggio del pavese. Capì che se voleva creare veramente “un suo Regno” doveva avvalersi di persone “qualificate locali”. Alboino nominò, sull’istante, proprio “consigliere personale” il Capo del piccolo Villaggio dell’Oltrepò e inserì il suo figlio primogenito nella schiera delle “guardie personali del Re” con possibilità di avere un importante sviluppo di carriera. Ogni Capo ha le sue regole ben codificate nella testa e Alboino dimostrava ogni giorno l’idea ben chiara del suo Regno… dove ogni persona si sentiva coinvolta in un “progetto” nel quale era in grado di riconoscersi. Pavia, però, aveva le sue esigenze, molte delle quali riguardavano Rosmunda. Alboino sapeva che quando la moglie “ordina” non resta che aderire agli ordini… anche per evitare inutili e infruttuose discussioni. A Pavia, il Primo Re dei Longobardi era solito ricevere le persone di riguardo sul suo carro ricoperto da un telone colorato di rosso e blu in riva al fiume Ticino. Era un modo per distinguersi dagli altri carri della sua gente e un modo per rendere evidente da differenza, il ruolo, il grado. Infatti, alcuni suoi compatrioti avevano avanzato l’idea di ricoprire anche il loro carro con un telone di uguale colore, ma Alboino si oppose. “Non facciamo confusione. Ogni persona ha il suo ruolo. Io ho il mio e siccome rappresento tutta la comunità dei Longobardi, ho assoluto bisogno di un “segno distintivo” unico. Pertanto il colore rosso e blu sarà solo quello che contraddistingue il mio carro, cioè “il carro del responsabile in Capo della comunità dei Longobardi.” Nessuno osò fiatare. Anche perché, Alboino era cocciuto, autoritario, irascibile… e quando andava in escandescenze non aveva mezze misure. Anche Rosmunda avrebbe voluto dire qualcosa. Quei due colori proprio non erano di suo gradimento. Preferì far buon viso a cattivo gioco. Inoltre, la moglie del Re, sapeva che se voleva “vincere” in qualche altro settore … avrebbe dovuto cedere in alcuni… per Lei ritenuti poco importanti. In un baleno i colori del carro di Alboino risaltarono rispetto agli altri carri… I compatrioti del Primo Re dei Longobardi, però, studiarono il modo di riconoscersi. Misero ai loro carri delle strisce di tessuto “rosso e blu” per dimostrare di appartenere alla “tribù di Alboino” e di condividerne le idee… Anche alle famiglie pavesi piacque l’idea. E alle finestre e ai balconi dei grandi e ricchi Palazzi di Pavia cominciarono ad apparire strisce di tessuto rosso e blu… come dire: “… anche noi pavesi, condividiamo le idee di Alboino…(pur non sapendo quali siano).” In effetti era la dimostrazione “chiara” che “i pavesi” avevano bisogno di un Re… Un Re che fosse, al di fuori dei pavesi, al di sopra delle “lotte quotidiane tra famiglie”… lotte scatenate per motivi di interesse… per matrimoni promessi e non realizzati… per matrimoni realizzati… e andati in frantumi… per invidie e gelosie… che rendeva il clima nella città pavese pesante e a volte insopportabile… (il seguito… domani) (diciassettesima puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

venerdì 15 giugno 2012

INTRIGO A PAVIA (16)

16 GIUGNO – ALMANACCO DI STOR
IA PAVESE
Trivolzio – 16 giugno 2012 – sabato – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (16)
Non tutto dipende da ciò che si mangia… ma è ancora da dimostrare che sia proprio quella l’origine di moltissime cose che noi facciamo (e subiamo) senza rendercene conto…” Alboino si dimostrò convinto… Aveva ampliato e applicato il concetto alla sua gente… a quelle trentamila persone che si era portato dietro dal centro Europa fino a Pavia. Il Primo Re dei Longobardi aveva fatto un’osservazione interessante (per Lui). Quando i suoi compatrioti (Gepidi, Sassoni, ecc) erano gente nomade, senza una terra sulla quale risiedere… sembravano degli sradicati, degli insoddisfatti, incapaci di alcun progetto. Ora, però che avevano raggiunto Pavia, sulla riva del fiume Ticino, che avevano “da mangiare” a sazietà e di diversa qualità… avevano cominciato a ragionare in modo diverso. Inoltre, le nuove generazioni, avevano subìto velocemente l’influenza degli abitanti della ricca e viziata Pavia. Soprattutto le ragazzine… le quali guardavano con interesse le loro coetanee pavesi. Anche le giovani donne (di Alboino) accampate lungo il Ticino a Santa Sofia di Torre d’Isola erano affascinate delle “nobildonne pavesi” vestite elegantemente, ingioiellate nelle mani, nelle braccia, intorno al collo, alle orecchie… e tra i capelli. La più gelosa di tutte, però, era Rosmunda, la moglie di Alboino, la quale si era “fissata” che, a Pavia, non era tenuta in giusta considerazione. Il suo pensiero fisso “era uno solo”: Alboino, era suo marito, era il Re … il Primo Re dei Longobardi… pertanto “Lei, Rosmunda” doveva essere considerata e chiamata Regina…e riverita come tale. Alboino aveva il suo gran da fare a spiegare che la “regalità” si conquista con il comportamento e il modo pensare… Tempo sprecato… Le donne, a volte, leggono “solo” sul loro libro, e non vogliono essere contraddette (mai). In Oltrepò, però, Alboino, aveva capito la lezione del Capo del piccolo Villaggio del pavese. Capì che se voleva creare veramente “un suo Regno” doveva avvalersi di persone “qualificate locali”. Alboino nominò, sull’istante, proprio “consigliere personale” il Capo del piccolo Villaggio dell’Oltrepò e inserì il suo figlio primogenito nella schiera delle “guardie personali del Re” con possibilità di avere un importante sviluppo di carriera. Ogni Capo ha le sue regole ben codificate nella testa e Alboino dimostrava ogni giorno l’idea ben chiara del suo Regno dove ogni persona si sentiva coinvolta in un progetto nel quale era in grado di riconoscersi. Pavia, però, aveva le sue esigenze, molte delle quali riguardavano Rosmunda. Alboino sapeva che quando la moglie “ordina” non resta che aderire agli ordini… anche per evitare inutili e infruttuose discussioni. (il seguito… domani) (sedicesimo puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino

sabato 9 giugno 2012

Racconto di Dino Secondo Barili

9 GIUGNO – ALMANACCO DI STORIA PAVESE

Trivolzio – 9 giugno 2012 – sabato – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
INTRIGO A PAVIA
racconto a puntate –
“Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” (9)
“Quando vidi il fiume Ticino con tutta quell’acqua, quello spazio verde… me ne innamorai subito. Quello era il posto che avevo sognato per la mia gente… Ecco perché mi sono fermato in quel luogo per quasi tre anni prima di entrare in Pavia… In tre anni ho girovagato per tutto il territorio attuale pavese e la bassa milanese… in Oltrepò e Lomellina. In Oltrepò e in Lomellina ho nominato dei “Giudici” tra i miei fidati compagni con il compito di organizzare dei corpi armati per la difesa degli abitanti. L’iniziativa ebbe successo e venne bene accolta dalla popolazione locale la quale si sentì protetta. Inoltre avevo dato ordine ai miei Rappresentanti di comportasi bene, in modo corretto e trasparente, senza favoritismi e con un giusto equilibrio di giudizio che tenesse conto, soprattutto, del rispetto dei costumi e delle usanze locali. Ogni settimana i miei Rappresentanti si ritrovavano sotto la mia tenda in riva al Ticino a Santa Sofia per riferire e aggiornare i comportamenti. Da quegli incontri ho imparato molte cose. Prima di tutto che gli usi e i costumi locali sono fondamentali per la vita delle comunità. Senza usi e costumi locali non c’è identità… In mancanza di “usi e costumi locali” le persone non si riconoscono e non si sentono “legate” al proprio territorio… Ho imparato anche altri segreti … Uno dei miei più attenti Rappresentanti, mi ha raccontato che in paesino (300-400 abitanti) nel territorio compreso tra il Po e il Sesia c’era una comunità diversa da tutte le altre. Viveva un po’ isolata in mezzo all’estesa boscaglia della valle del Po ed era governato da sole donne. Era la donna il capo-famiglia. I figli portavano il soprannome della madre e gli stessi erano parte centrale del nucleo famigliare vero e proprio. Poi c’era l’uomo di casa… quello che praticamente faceva parte della famiglia (a tempo determinato … o per tutta la vita)… della “donna-capofamiglia”. Nella famiglia poteva esserci un uomo solo… A volte c’era più di un uomo …e tutti facevano parte dello stesso nucleo famigliare … a discrezione dell’unica donna. Per forza di cose ho dovuto nominare un mio Rappresentante-donna. Ho dovuto scegliere un Rappresentante (donna) interno al gruppo locale stesso… Gli usi e i costumi locali erano troppo particolari e richiedevano conoscenze specifiche.” – Cispino intervenne – “Mi piacerebbe saperne qualcosa in più… E’ possibile?” (il seguito… domani) (nona puntata) “Cispino e la Milano dell’EXPO’ 2015” Buona giornata a tutti Dino