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martedì 31 luglio 2012

MATILDE (31) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

31 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 31 luglio 2012 – martedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (31)
Michele si incuriosì e chiese di vedere le altre novità. Il “Signore dall’Occhio solo” lo accompagnò in una stanzetta piccola come una cabina di pilotaggio di un aereo con due posti a sedere su comode poltrone. Alle pareti bianche… una serie di numeri… Michele si incuriosì. “E, tutti quei numeri cosa vogliono dire?” – “Chiudi gli occhi, concentrati e vedrai…” – rispose il Mago – “ Devi solo pensare il nome di una persona o di una cosa… e associarlo ad un numero da 0 a 9… e il gioco è fatto.” – Michele face ciò che gli era stato suggerito e il suo pensiero andò a Giacomo (suo figlio) e a Matilde (la streghetta sua promessa sposa). Associò ai due innamorati il numero tre… e li vide abbracciati sulla riva del fiume Ticino. Allora, associò il numero quattro e … vide Giacomo e Matilde mentre entravano in Chiesa per la cerimonia nuziale… Il Funzionario veneziano avrebbe voluto seguire lo svolgimento dell’avvenimento, ma una fitta nebbia offuscò la scena. Michele chiese spiegazioni. Il Signore dall’Occhio solo” raccontò come stavano le cose… “Il motivo della nebbia” – disse il Mago –“è dovuto al fatto che la cerimonia nuziale non è ancora avvenuta… Pertanto, il tuo desiderio, caro Michele, è di vedere nel futuro…Per conoscere il futuro… il “sistema” è molto più complesso. Oltre a pensare ad una persona, associarla al numero … bisogna pronunciare ad alta voce la lettera “A”…la nebbia scompare  e tu potrai vedere ciò che avverrà nel futuro… Per il momento, il sistema studiato racconta solo i fatti “piacevoli della vita… Pertanto se vuoi vedere ciò che avverrà a Giacomo e Matilde puoi farlo.” Michele non resistette. Pronunciò chiaramente la formula a voce alta, con la “A” ben evidenziata. Apparve la scena della cerimonia delle nozze dove i due innamorati erano “contenti e felici”. Un padre, però, vuole sempre sapere di più… e Michele venne accontentato. …dall’unione sarebbero nate tre bellissime bambine… “le tre sorelle di Pavia”   (fine della trentunesima puntata) Buona giornata a tutti. Dino

MATILDE (30) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

30 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 30 luglio 2012 – lunedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (30)
Nel Castello di Praga, il Mago, aveva apportato il suo contributo.
Aveva creato un enorme salone completamente vuoto. Michele venne invito ad entrarvi e come per incanto il salone si animò.
Nell’istante in cui era entrato i suoi pensieri erano a Pavia, sulla riva sinistra del fiume Ticino… e il salone offrì lo stupendo spettacolo del Fiume azzurro”, del lento scorrere della corrente, delle rive verdeggianti … e una musica dolcissima, rilassante… come Michele  … non l’aveva mia sentita. Fu in quel momento che pensò al Lago Maggiore… e il paesaggio cambiò immediatamente. Ora, erano le imbarcazioni che costeggiavano la riva del lago ad attrarlo… La riva era animata da tante persone indaffarate… Poco lontano , le isole erano lambite ed accarezzate da onde leggere. Per Michele fu una sorpresa, perché, la musica cambiava adeguandosi allo stato d’animo dello spettatore. Chiese informazioni al “Signore dall’Occhio solo” (suo consuocero) e questi spiegò il meccanismo. “Niente di eccezionale, caro Michele, è solo “il meccanismo del sogno”… La vita è un sogno … basta scoprirne il meccanismo … e tutto diventa facile e immediato. Per farlo, però, ogni persona deve essere cosciente che la “realtà è molto di più … di ciò che appare”. Michele si incuriosì e chiese di vedere le altre novità. Il “Signore dall’Occhio solo” lo accompagnò in una stanzetta piccola come una cabina di pilotaggio di un aereo con due posti a sedere su comode poltrone. Alle pareti bianche, una serie di numeri… Michele si incuriosì. “E, tutti quei numeri cosa vogliono dire?” – “Chiudi gli occhi, concentrati e vedrai…” – rispose il Mago – “ Devi solo pensare il nome di una persona o di una cosa… e associarlo ad un numero da 0 a 9… e il gioco è fatto.” – Michele face ciò che gli era stato suggerito e il suo pensiero andò a Giacomo (suo figlio) e a Matilde (la streghetta sua promessa sposa). Associò ai due innamorati il numero tre… e li vide abbracciati sulla riva del fiume Ticino. Allora, associò il numero quattro e … vide Giacomo e Matilde mentre entravano in Chiesa per la cerimonia nuziale… Il Funzionario veneziano avrebbe voluto seguire lo svolgimento dell’avvenimento, ma una fitta nebbia offuscò la scena.  Michele chiese spiegazioni. Il Signore dall’Occhio solo” raccontò come stavano le cose… (per sapere, però, ciò che ha detto… bisogna aspettare domani… 31 luglio, ultima puntata di questo racconto) (trentesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830”Buona giornata a tutti. Dino

sabato 28 luglio 2012

MATILDE (29) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

29 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 29 luglio 2012 – domenica – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (29)
Le belle e allegre canzoni aiutano a superare i momenti di crisi. Rasserenano l’animo e lo dispongono a piacevoli momenti di felicità. Ma non tutte le cose continuano per il verso giusto, perché alcune “nuvole” apparvero all’improvviso sopra il cielo della scala di marmo bianco. Intervenne subito il “Signore dall’Occhio solo” per dare una mano a Michele. I problemi quotidiani delle persone a volte prendono il sopravvento su ogni altra cosa. Era proprio il caso di dare una mano a Michele e il “consuocero” intervenne volentieri. Il Funzionario veneziano si ritrovò così nel Castello di Praga… un luogo di delizie e di piaceri, un luogo fatto apposta per apprezzare le gioie della vita.
Il Castello di Praga era il “regno della fantasia” dove ogni persona poteva trovare “tutto ciò che cercava”. Michele aveva un desiderio: leggere!… leggere tanti libri nel minor tempo possibile. Il personale del Castello aveva studiato un sistema di “lettura… quasi immediata” di qualsiasi testo corto o lungo che fosse. Per Michele, leggere era sempre stato un problema … soprattutto di tempo. Si tuffò, quindi, nella sua attività preferita… e per un tempo indefinito. Raggiunse l’estasi!… Nella teologia cattolica, l’estasi è il gradino più alto “dell’esperienza mistica”, l’aspirazione dei grandi asceti… Era… il 1830… epoca di grandi cambiamenti, di grandi contrasti. Solo la storia ha dato (in parte) risposte… (proprio come oggi?)… Nel Castello di Praga, il Signore dall’Occhio solo aveva coltivato un altro “piacere”… quello della musica. La musica è un linguaggio universale noto da sempre a tutte le popolazioni della Terra. Il Mago, però, aveva apportato il suo contributo. Aveva creato un enorme salone completamente vuoto. Michele venne invitato ad entrarvi e come per incanto il salone si animò. Nell’istante in cui era entrato i suoi pensieri erano a Pavia, sulla riva sinistra del fiume Ticino… e il salone offrì lo stupendo spettacolo del “fiume azzurro”, del lento scorrere della corrente, delle rive verdeggianti… e una musica dolcissima, rilassante… come Michele… non l’aveva mai sentita. Fu in quel momento che pensò al Lago Maggiore… e il paesaggio cambiò immediatamente. Ora, erano le imbarcazioni che costeggiavano la riva del lago ad attrarlo…La riva era animata da tante persone indaffarate… Poco lontano, le isole erano accarezzate da onde leggere. Per Michele fu una sorpresa, perché, la musica cambiava adeguandosi allo stato d’animo dello spettatore. Chiese informazioni al “Signore dell’Occhio solo” (suo consuocero) e questi spiegò il meccanismo. “Niente di eccezionale, caro Michele, è solo il meccanismo del sogno… La vita è un sogno… basta scoprirne il meccanismo… e tutto diventa facile e immediato. Per farlo, però, ogni persona deve essere cosciente che la “realtà” è molto di più di ciò che appare…” Michele si incuriosì e chiese di vedere le altre novità… domani vedremo quali. (ventinovesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

venerdì 27 luglio 2012

MATILDE (28) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

28 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 28 luglio 2012 – sabato – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (28)
La “strega Amministratrice” non attese un secondo… “Michele, è inutile che tu cerchi di sfuggirmi. Se ti propongo di sposarci ho le mie buone ragioni. Ragioni che convengono anche a te. Per esempio, una volta sposato puoi contare su una compagnia continua… notte e giorno.” – Michele non ci vide più. Andò su tutte le furie. “Quello che molte donne non capiscono è che un uomo cresce, cresce… non rimane il “solito “bambino” da cane ammaestrato. Un uomo che cresce deve “pensare e non pesare”. Non deve pesare sulle altre persone… donna compresa (compagna o moglie che sia). La donna al contrario “vuole” mettere il naso dappertutto, condizionare l’uomo in ogni sua azione e avere sempre l’ultima parola… specialmente quando ha il titolo di moglie.” La “Strega Amministratrice” si sentì offesa. Imprecò e sparì… non prima di lanciare il “suo” ennesimo anatema: “Mi hai offesa. Te ne pentirai!” Michele si sentì sollevato… finalmente si era tolto “il rospo in gola”. Il cielo divenne azzurro sopra la scala di marmo bianco che conduceva al Castello di Praga… e la voce di due giovani ragazze prese corpo nelle parole di una bella ed allegra canzone. Le belle e allegre canzoni aiutano a superare i momenti di crisi. Rasserenano l’animo e lo dispongono a piacevoli momenti di felicità. Ma non tutte le cose continuano per il verso giusto, perché alcune “nuvole” apparvero all’improvviso sopra il cielo della scala di marmo bianco. Intervenne subito il “Signore dall’Occhio solo” per dare una mano a Michele. I problemi quotidiani delle persone a volte prendono il sopravvento su ogni altra cosa. Era proprio il caso di dare una mano a Michele e il “consuocero” intervenne volentieri. Il Funzionario veneziano si ritrovò così nel Castello di Praga… un luogo di delizie e di piaceri, un luogo fatto apposta per apprezzare le gioie della vita.
Il Castello di Praga era il “regno della fantasia” dove ogni persona poteva trovare “tutto ciò che cercava”. Michele aveva un desiderio: leggere!… leggere tanti libri nel minor tempo possibile. Il personale del Castello aveva studiato un sistema di “lettura… quasi immediata” di qualsiasi testo corto o lungo che fosse. Per Michele, leggere era sempre stato un problema … soprattutto di tempo. Si tuffò, quindi, nella sua attività preferita… e per un tempo indefinito. Raggiunse l’estasi!… Nella teologia cattolica, l’estasi è il gradino più alto “dell’esperienza mistica”, l’aspirazione dei grandi asceti… Era… il 1830… epoca di grandi cambiamenti, di grandi contrasti. Solo la storia ha dato (in parte) risposte… (proprio come oggi?)… domani vedremo il seguito. (ventottesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

giovedì 26 luglio 2012

MATILDE (27) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

27 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 27 luglio 2012 – venerdì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (27)
Quando una persona non dorme… si alza nervosa ed agitata. In quelle condizioni, Michele si presentò al consuocero “Signore dall’Occhio solo” il quale notò subito lo stato di agitazione… “Calma, calma, carissimo Michele. Non è mica così che si affrontano le nuove giornate. Per prima cosa, bisogna ritrovare la calma necessaria ad affrontare situazioni anomale come quelle prospettate dalla “Strega Amministratrice”. Ecco, quindi, il mio consiglio... Caro Michele… per prima cosa devi salire la scala marmo bianco che porta al Castello di Praga. E’ una “cura” sicura e senza “contro-indicazioni”. Ho chiesto alle due più belle ragazze di Praga di accompagnarti e tenerti compagnia. Le due ragazze sanno cantare e ballare, sono gentili ed educate. Durante la scalata potrai osservare il paesaggio e fermarti ad ammirarlo. In quel caso le due ragazze ti faranno da guida turistica illustrandoti arte, storia e cultura delle varie località. A volte il miglior antidoto allo stress… è proprio una bella passeggiata per vedere le bellezze del mondo.” Il Signore dall’Occhio solo non aveva ancora finito di parlare e Michele si trovò sulla scala di marmo bianco, lunghissima che portava al Castello di Praga, ma anziché trovarsi al fianco due bellissime ragazze... si trovò la “Strega Amministratrice”. A Michele cascarono le braccia. Anche qui! Già si era immaginato una bella passeggiata in buon compagnia, allegra, rilassante, leggera (cioè senza secondi fini)… invece, avrebbe dovuto sorbirsi (per l’ennesima volta) il discorso sulla utilità del matrimonio… anche in non più tenera età. Perché, la “strega Amministratrice” non attese un secondo… “Michele, è inutile che tu cerchi di sfuggirmi. Se ti propongo di sposarci ho le mie buone ragioni. Ragioni che convengono anche a te. Per esempio, una volta sposato puoi contare su una compagnia continua… notte e giorno.” – Michele non ci vide più. Andò su tutte le furie. “Quello che molte donne non capiscono è che un uomo cresce, cresce… non rimane il “solito “bambino” da cane ammaestrato. Un uomo che cresce deve “pensare e non pesare”. Non deve pesare sulle altre persone… donna compresa (compagna o moglie che sia). La donna al contrario “vuole” mettere il naso dappertutto, condizionare l’uomo in ogni sua azione e avere sempre l’ultima parola… specialmente quando ha il titolo di moglie.” La “Strega Amministratrice” si sentì offesa. Imprecò e sparì… non prima di lanciare il “suo” ennesimo anatema: “Mi hai offesa. Te ne pentirai!” Michele si sentì sollevato… finalmente si era tolto “il rospo in gola”. Il cielo divenne azzurro sopra la scala di marmo bianco che conduceva al Castello di Praga… e la voce due giovani ragazze presero corpo nelle parole di una bella ed allegra canzone. Le belle e allegre canzoni aiutano a superare i momenti di crisi. Rasserenano l’animo e lo dispongono a piacevoli momenti di felicità. Ma non tutte le cose continuano per il verso giusto, perché…  domani vedremo il seguito. (ventisettesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

mercoledì 25 luglio 2012

MATILDE (26) racconto a puntate di Dino secondo Barili

26 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 26 luglio 2012 – giovedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (26)
Michele non vedeva l’ora di illustrare la propria situazione… e lo fece come “un fiume in piena”. “Vede, gentile “Signore dall’Occhio solo”, ho sessantaquattro anni, un figlio (Giacomo) che sta per sposare Matilde la “streghetta” più interessante che abbia mai incontrato. Ora, “la Strega Amministratice” del Palazzo veneziano … mi parla di sposarsi. Ma, le sembra una cosa saggia? A sessantaquattro anni un uomo pensa ai nipotini… Non vede l’ora che vedano la luce del sole. E poi, io, Michele, sono vedovo da tanti anni… l’idea di una convivenza stabile con una donna … mi fa venire i brividi. La “Strega Amministratrice” è una gran bella donna… ma tra la bellezza… e la libertà … scelgo la libertà! Capisco che, oggi nel 1830, molte donne desiderano sposarsi… ma io, Michele, non ho nessuna voglia di farlo e nessuno può impormelo.” – Il “Signore dall’Occhio solo”, capì il problema ... ma si riservò di dare la giusta risposta, dopo aver studiato il caso. Aggiornò, quindi, l’appuntamento al giorno successivo… cioè domani. Ed eccoci al… “domani di ieri”… cioè, oggi, 26 luglio.
Michele non aveva dormito tutta la notte a causa del “pensiero di sposarsi”. Il motivo vero, però, stava nel fatto che la “Strega Amministratrice” del Palazzo veneziano l’aveva svegliato tre volte nella notte per via “telepatica”. Lo ha svegliato nel momento stesso in cui stava per prendere sonno. Quando una persona non dorme… si alza nervosa ed agitata. In quelle condizioni, Michele si presentò al consuocero “Signore dall’Occhio solo” il quale notò subito lo stato di agitazione… “Calma, calma, carissimo Michele, Non è mica così che si affrontano le nuove giornate. Per prima cosa, bisogna ritrovare la calma necessaria ad affrontare situazioni anomale come quelle prospettate dalla “Strega Amministratrice”. Ecco, quindi, il mio consiglio... Caro Michele… per prima cosa devi salire la scala marmo bianco che porta al Castello di Praga. E’ una “cura” sicura e senza “contro-indicazioni”. Ho chiesto alle due più belle ragazze di Praga di accompagnarti e tenerti compagnia. Le due ragazze sanno cantare e ballare, sono gentili ed educate. Durante la scalata potrai osservare il paesaggio e fermarti ad ammirarlo. In quel caso le due ragazze ti faranno da guida turistica illustrandoti arte-storia e cultura delle varie località. A volte il miglior antidoto allo stress… è proprio una bella passeggiata per vedere le bellezze del mondo.” Il Signore dall’Occhio solo non aveva ancora finito di parlare e Michele si trovò sulla scala di marmo bianco, lunghissima che portava al Castello di Praga, ma anziché trovarsi al fianco due bellissime ragazze... si trovò …(cosa?) a domani la risposta…(ventiseiesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

MATILDE (25) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

25 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 25 luglio 2012 – mercoledì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (25)
Michele, era negli affanni per “le sette streghe” del Palazzo di Venezia. Il padre di Giacomo si trovava bene a Pavia. La città posta sulla riva del fiume Ticino era il posto ideale per continuare a fare ricerche sui fatti straordinari locali e no. Doveva, però, tenere il contatto “telepatico” con “la Strega del Palazzo” veneziano. Era la “Strega Amministratrice” del Palazzo e voleva ottenere ciò che voleva. Per prima cosa, voleva che Matilde e Giacomo andassero a vivere nel Palazzo veneziano… da giovani sposi innamorati in vista di eventuali eredi. Inoltre, essendo una strega, sapeva benissimo che senza gioventù … non c’è vita. In secondo luogo “la Strega del Palazzo” veneziano era innamorata del sessantaquattrenne Michele e voleva “sposarlo”. Stando così le cose nessuno era più in grado di sapere cosa sarebbe successo. Michele, incapace di uscire da una simile situazione, pensò bene di prendere appuntamento con “il Signore dell’Occhio solo” per avere un consiglio. Il grandissimo e sapiente Mago del Castello di Praga fissò l’appuntamento nella “casetta degli sposi” sulla “strada della Madonnina” di Torre d’Isola. Ormai il grande Mago di Praga aveva trovato il posto ideale nel quale crogiolarsi nei propri pensieri. Si era stufato di ricevere gente nel Castello di Praga… di parlare, parlare, parlare… Anche per lui era giunto il tempo della “ragione”: …fare le cose possibili! Un consiglio a Michele, padre di Giacomo, però, il Mago non poteva negarlo. Fissò, quindi, l’appuntamento con il “consuocero”… una mattina all’alba. Infatti, è all’alba che si “materializzano” i migliori pensieri. Michele non vedeva l’ora di illustrare la propria situazione… e lo fece come “un fiume in piena”. “Vede, gentile “Signore dall’Occhio solo”, ho sessantaquattro anni, un figlio (Giacomo) che sta per sposare Matilde la “streghetta” più interessante che abbia mai incontrato. Ora, “la Strega Amministratice” del Palazzo veneziano … mi parla di sposarsi. Ma, le sembra una cosa saggia? A sessantaquattro anni un uomo pensa ai nipotini… Non vede l’ora che vedano la luce del sole. E, poi, io, Michele, sono vedovo da tanti anni… l’idea di una convivenza stabile con una donna … mi fa venire i brividi. La “Strega Amministratrice” è una gran bella donna… ma tra la bellezza… e la libertà … scelgo la libertà! Capisco che, oggi nel 1830, molte donne desiderano sposarsi… ma io, Michele, non ho nessuna voglia di farlo e nessuno può impormelo.” – Il “Signore dall’Occhio solo”, capì il problema ... ma si riservò di dare la giusta risposta, dopo aver studiato il caso. Aggiornò, quindi, l’appuntamento al giorno successivo… cioè domani. (venticinquesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

lunedì 23 luglio 2012

MATILDE (24) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

24 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 24 luglio 2012 – martedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (24)
Matilde spiegò ogni cosa. “Vedi, Giacomo. Il mondo non è quello che è… ma quello che ogni persona vede o cerca di vedere. Se una persona vuol vedere il “mondo nero”… tutta la vita diventa nera… Se, invece, preferisce altri colori… ha la risposta che cerca. Per esempio, io, Matilde, ho pensato di vivere sulla “strada della Madonnina” in una casetta, con un grande orto e il pergolato dell’uva bianca e nera… dietro alla casa. Allora, ho pregato, mio padre, “il Signore dall’Occhio solo” di venire lui in questo luogo… anziché essere noi due ad andare nel Castello di Praga.” Chi è quel padre che non esegue gli ordini della propria figlia? … fu in quell’istante che si sentì un grande rumore di passi scendere da una lunghissima scala di marmo bianco. “Il Signore dall’Occhio solo”, sapiente e grandissimo Mago… era padre di Matilde. Volle subito vedere “la casetta dei novelli sposi”… e fu soddisfatto. Una casa con l’orto e il pergolato dell’uva bianca e nera è il luogo ideale per vivere giornate serene … Per un Mago era il posto perfetto per conoscere Giacomo e dare il proprio assenso al matrimonio. Così avvenne… Nelle storie di magia, però, tutto è possibile… mentre nella realtà… i fatti si svolgono in modo diverso… Matilde e Giacomo stavano vivendo il loro momento magico. Michele, invece, era negli affanni per “le sette streghe” del Palazzo di Venezia. Il padre di Giacomo si trovava bene a Pavia. La città posta sulla riva del fiume Ticino era il posto ideale per continuare a fare ricerche sui fatti straordinari locali e no. Doveva, però, tenere il contatto “telepatico” con “la Strega del Palazzo” veneziano. Era la “Strega Amministratrice” del Palazzo e voleva ottenere ciò che voleva. Per prima cosa, voleva che Matilde e Giacomo andassero a vivere nel Palazzo veneziano… da giovani sposi innamorati in vista di eventuali eredi. Inoltre, essendo una strega, sapeva benissimo che senza gioventù … non c’è vita. In secondo luogo “la Strega del Palazzo” veneziano era innamorata del sessantaquattrenne Michele e voleva “sposarlo”. Stando così le cose nessuno era più in grado di sapere cosa sarebbe successo. Michele, incapace di uscire da una simile situazione, pensò bene di prendere appuntamento con “il Signore dell’Occhio solo” per avere un consiglio. Il grandissimo e sapiente Mago del Castello di Praga fissò l’appuntamento nella “casetta degli sposi” sulla “strada della Madonnina”… il seguito della storia la sapremo domani… (ventiquattresima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

domenica 22 luglio 2012

MATILDE (23) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

23 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 23 luglio 2012 – lunedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (23)
Sulla “Strada della Madonnina” c’era (nel 1830) una fontana. L’acqua risorgiva fuorusciva direttamente dal terreno sabbioso. L’acqua era limpida e fresca al punto che tantissime persone riempivano secchi e secchi per tenerla in casa per uso quotidiano. Matilde convinse il suo innamorato a bere quell’acqua e subito dopo averla bevuta… il bel quarantenne divenne un altro uomo… più maturo, più sicuro di sé e con un modo nuovo di vedere la vita. Infatti, Giacomo, vide una casetta con un bell’orto tutt’intorno. Nell’orto c’erano tante piante da frutta di ogni genere… Dietro alla casetta c’era un grande pergolato con l’uva bianca e nera. Una meraviglia! Giacomo se ne innamorò subito e lo disse a Matilde la quale spiegò ogni cosa. “Vedi, Giacomo. Il mondo non è quello che è… ma quello che ogni persona vede o cerca di vedere. Se una persona vuol vedere il “mondo nero”… tutta la vita diventa nera… Se, invece, preferisce altri colori… ha la risposta che cerca. Per esempio, io, Matilde, ho pensato di vivere sulla “strada della Madonnina” in una casetta, con un grande orto e il pergolato dell’uva bianca e nera… dietro alla casa. Allora, ho pregato, mio padre, “il Signore dall’Occhio solo” di venire lui in questo luogo… anziché essere noi due ad andare nel Castello di Praga.” Chi è quel padre che non esegue gli ordini della figlia? … fu in quell’istante che si sentì un grande rumore di passi scendere da una lunghissima scala di marmo bianco. Era “il Signore dall’Occhio solo”, sapiente e grandissimo Mago… nonché padre di Matilde. Volle subito vedere “la casetta degli sposi” e fu soddisfatto. Una casa con l’orto e il pergolato dell’uva bianca e nera è l’ideale per vivere giornate serene … Per un Mago era il posto per conoscere Giacomo e dare il proprio assenso al matrimonio. Così avvenne… e il seguito della storia la sapremo domani… (ventitreisima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

sabato 21 luglio 2012

MATILDE (21) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

21 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 21 luglio 2012 – sabato – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (21)
La vita, si sa, è un grande mistero. Michele, padre di Giacomo, non era giunto a Pavia solo per indagare sulle misteriose (ed eccezionali) qualità di Matilde, ma doveva anche comunicare al figlio che (lui, Michele) aveva ereditato un Palazzo in Venezia. Il Palazzo era soprannominato “delle sette streghe”. Sempre lui, Michele, l’avrebbe lasciato immediatamente in uso al figlio Giacomo… a patto che avesse sposato una strega. Ora, Michele, Funzionario veneziano addetto alle “ricerche speciali” era ormai convinto che Matilde fosse una strega. Quando Giacomo venne a sapere i retroscena del perché suo padre era giunto a Pavia… delle ricerche su Matilde… del Palazzo di Venezia detto delle “Sette streghe” …non solo andò in crisi, ma chiese spiegazioni… chiare spiegazioni! Un padre è ben felice di spiegare al proprio figlio ciò che sa (e tenere per sé… ciò che preferisce non rivelare)… Michele spiegò come stavano realmente le cose fino a quel momento… del seguito, però,… ne parleremo domani… (ieri, 20 luglio 2012).
Domani è arrivato.
Oggi, è il 21 luglio 2012 e sono passati 30 mesi da quando questo Blog è stato aperto e attivato...(30 mesi, 5261 post, 91.290 visite). In questo Blog sono state scritte tante notizie, sono state raccontate tante storie che il lettore può leggere a suo piacimento “sfogliando le pagine”… Ora, è la volta di Giacomo, vedovo quarantenne, che nel 1830 si era innamorato di una strega di sedici anni… e della sua intricata vicenda. Suo padre Michele, infatti, ha ancora parecchie sorprese da rivelare al figlio. Giacomo non vedeva l’ora di sposare Matilde… pur sapendo di avere a che fare con una strega. A quarant’anni un uomo è ancora convinto (pia illusione) di cambiare il mondo… ma non è così. Caso mai… il contrario. Infatti, appena Matilde si trovò sola con Giacomo ne approfittò per parlare del Castello di Praga. Il vedovo quarantenne non sapeva nulla dell’argomento, non ne aveva mai sentito parlare. Matilde spiega a Giacomo che nel Castello di Praga viveva suo padre … il Signore dall’Occhio solo il quale aveva un brutto carattere. Per esempio, non voleva che la figlia Matilde si sposasse senza il suo consenso. Secondo, voleva vedere e parlare al promesso sposo prima del matrimonio. Giacomo era talmente innamorato di Matilde che avrebbe accetto qualsiasi condizione. Matilde praticò uno dei suoi sortilegi e i due innamorati si ritrovano sulla Strada della Madonnina che, nel 1830, collegava Pavia a Torre d’Isola. Su quella strada era possibile incamminarsi sulla scala di marmo bianco che conduceva al Castello di Praga. (il seguito… domani) (ventunesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

GIACOMO ... E IL MONDO DELLE STREGHE

GIACOMO ... E IL MONDO DELLE STREGHE
  1. Ciao Dino,...hai ragione, tutto può accadere .....in un racconto particolare come questo......Giacomo, si trova con una fidanzata "probabile strega",....e in uso il palazzo a Venezia "delle sette streghe",........ pertanto "il suo destino,...è segnato", per il bel vedovo quarantenne si preannuncia "un seguito"con Lui "protagonista principale"...........Vice
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  4. Ciao Vice - ecco giunto il momento di Giacomo. Ora vedremo come sarà in grado di cavarsela ... nel mondo delle streghe. Comunque... il bello comincia sempre domani. Dino

giovedì 19 luglio 2012

MATILDE (20) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

20 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 20 luglio 2012 – venerdì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (20)
Il pescatore affondò il coltello nella pancia del pesce ed apparve “il tesoro”: tre anelli e tre collane d’oro… d’oro massiccio. Nel 1830 a Pavia c’era una leggenda. Diceva. “Il pescatore che pescherà “Filippo” (il pesce contenente il tesoro)… quello stesso giorno … sposerà una principessa proveniente dall’Oriente di nome Giglia. La leggenda era nota a Pavia da tempo, ma la continua ripetizione aveva fatto perdere il suo valore. Ora, la verità. Una verità che avrebbe sbalordito tutta Pavia e le gente ne avrebbe parlato per molto tempo. Infatti, dopo che il Pescatore (che si chiamava Andrea) aveva ricevuto l’attestato con il quale veniva ufficialmente dichiarato “uomo della leggenda”… da lontano apparve la “vela” coloratissima di un’imbarcazione proveniente da Venezia… Era l’imbarcazione della Principessa Giglia che veniva a prendere il “suo” legittimo sposo Andrea...il Pescatore della leggenda. Giacomo si spazientì. Non avrebbe mai immaginato di assistere ad un simile avvenimento… Solo lui, Giacomo, bel quarantenne, vedovo, rimaneva a bocca asciutta. Solo lui non riusciva ad impalmare la sua sedicenne Matilde. Nella sua mente cominciò a profilarsi un’idea. Un attacco di gelosia! “E, se Matilde fosse fuggita con un altro uomo?”… Tutto poteva accadere in un racconto particolare come questo… Invece, come per incanto, Matilde e Michele comparvero improvvisamente davanti a Giacomo. Ora, i cattivi pensieri erano destinati a scomparire. Il bel quarantenne non aveva più tempo per la storia della Principessa Giglia e del Pescatore Andrea. Ora, pensava solo alla “prima notte di nozze”… con Matilde. Una notte di fuoco! Almeno, così, pensava Lui, Giacomo. Ma la vita, si sa, è un grande mistero. Michele, padre di Giacomo, non era giunto a Pavia solo per indagare sulle misteriose (ed eccezionali) qualità di Matilde, ma doveva anche comunicare al figlio che (lui, Michele) aveva ereditato una Palazzo in Venezia. Il Palazzo era soprannominato “delle sette streghe”. Sempre lui, Michele, l’avrebbe lasciato immediatamente in uso al figlio Giacomo… a patto che avesse sposato una strega. Ora, Michele, Funzionario veneziano addetto alle “ricerche speciali” era ormai convinto che Matilde fosse una strega. Quando Giacomo venne a sapere i retroscena del perché suo padre era giunto a Pavia… delle ricerche su Matilde… del Palazzo delle “Sette streghe” …non solo andò in crisi, ma chiese spiegazioni… chiare spiegazioni! Un padre è ben felice di spiegare al proprio figlio ciò che sa… e Michele spiegò come stavano realmente le cose fino a quel momento… del seguito, però,… ne parleremo domani. (ventesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

MATILDE (19) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

19 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 19 luglio 2012 – giovedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (19)
Intanto, Giacomo era al Porto di Pavia. Si muoveva come un ossesso. Guardava da tutte le parti. Scrutava ogni imbarcazione proveniente da Venezia che attraccava al pontile. Non riusciva a capire dove fossero finiti Matilde e suo padre Michele. Decise, quindi, di fare quattro passi sul Ponte Coperto… senza perdere d’occhio il Porto. Sul Ponte Coperto, nel 1830, parecchie persone avevano l’abitudine di passeggiare per passare il tempo e soddisfare varie curiosità. Per esempio… osservare i pesci che passano sotto le arcate del Ponte. Nel 1830, il fiume Ticino era un corso d’acqua ricco di pesci di notevoli dimensioni provenienti dal Lago Maggiore. Molti pescatori si erano specializzati a prendere pesci “particolari”… i quali riservano spesso sorprese: Nello stomaco, infatti, custodivano … pietre preziose. Ad un tratto un pescatore si mise ad urlare: “L’ho preso, l’ho preso” Tutta la gente che si trovava sulle due rive del fiume e passeggiava sul Ponte Coperto fissò un solo punto: il pescatore con un pesce lungo quasi un metro… uno spettacolo! Anche Giacomo non perse lo spettacolo. Osservò il pescatore mentre portava a riva la ricca preda e si avvicinava al Commissario del Fiume… incaricato di controllare le attività di pesca. Il pescatore posò sulla bilancia dell’Autorità la bellissima preda… Ora, era prevista la verifica del incaricato e la redazione del verbale ufficiale. Anche Giacomo osservò la scena. Una scena da non perdere specialmente quando il pescatore affondò il coltello nella pancia del pesce ed apparve “il tesoro”: tre anelli e tre collane d’oro… d’oro massiccio. Nel 1830 a Pavia c’era una leggenda. Diceva. “Il pescatore che pescherà “Filippo” (il pesce contenente il tesoro)… quello stesso giorno … sposerà una principessa proveniente dall’Oriente di nome Giglia. La leggenda era nota a Pavia da tempo, ma la continua ripetizione aveva fatto perdere il suo valore. Ora, la verità. Una verità che avrebbe sbalordito tutta Pavia e le gente ne avrebbe parlato per molto tempo. Infatti, dopo che Pescatore (che si chiamava Andrea) aveva ricevuto l’attestato con il quale veniva ufficialmente dichiarato “uomo della leggenda”… da lontano apparve la “vela” coloratissima di una imbarcazione proveniente da Venezia… Era l’imbarcazione della Principessa Giglia che veniva a prendere il “suo” legittimo sposo Andrea...il pescatore della leggenda. Giacomo si spazientì. Non avrebbe mai immaginato di assistere ad un simile avvenimento… Solo lui, Giacomo, bel quarantenne, vedovo, rimaneva a bocca asciutta. Solo lui non riusciva ad impalmare la sua sedicenne Matilde. Nella sua mente cominciò a profilarsi un’idea. Un attacco di gelosia! “E, se Matilde fosse fuggita con un altro uomo?”… Tutto poteva accadere in un racconto particolare come questo… Invece, come per incanto, Matilde e Michele comparvero improvvisamente davanti a Giacomo. Ora, i cattivi pensieri erano destinati a scomparire. Il bel quarantenne non aveva più tempo per la storia della Principessa Giglia e il Pescare Andrea. Ora, pensava solo al momento della “prima notte di nozze”… con Matilde. Una notte di fuoco! Almeno, così, pensava Lui, Giacomo. Ma la vita, si sa, è un grande mistero…(domani… il seguito). (diciannovesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

martedì 17 luglio 2012

MATILDE (18) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

18 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 18 luglio 2012 – mercoledì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (18)
“Cosa è accaduto sulla scala di marmo del Castello di Praga?” – Matilde parlò. “La colpa è tua. Il “Signore dall’Occhio solo” non gradisce essere interrogato… e tu, nella tua mente, avevi già preparato una sfilza di domande. Chi sta in alto… non ama essere interrogato. Adesso per riprendere il dialogo bisogno ritornare al Porto di Pavia, sul fiume Ticino, poco lontano dal Ponte Coperto. E, lì dovremo aspettare che arrivi il “messaggero” da Venezia…” – “Il messaggero da Venezia? … e cosa c’entra Venezia? Praga è lontana centinaia di chilometri da Venezia.” – Matilde cercò di essere convincente. “I chilometri contano per le persone normali… ma in questa storia … di normale in questa storia non c’è nulla. Io, Greta e Franz non siamo esseri normali… siamo esseri eccezionali … Ed, ora, anche tu, Michele, lo stai diventando, perché, stai acquisendo i “poteri del Mago”. C’è un detto a Pavia che dice: “Dimmi con chi vai… e ti dirò chi sei”. Tu, Michele, sei entrato nel mondo della magia … e non potrai più uscirne…” Il Funzionario veneziano… si guardò la mano sinistra e la vide diventare invisibile… Non solo la mano sinistra, ma anche il braccio. Michele ebbe un attimo di paura…ormai, però, era “in ballo” e doveva ballare. Del resto aveva possibilità in più… Avrebbe potuto mettere la mano sinistra ovunque … senza essere visto dalle persone normali. Matilde, però, lo mise in guardia. - “Michele, ricordati che quando una persona ha maggiori conoscenze... ha anche maggiori responsabilità. Tu sei solo all’inizio. Pensa al giorno in cui avrai la possibilità di diventare totalmente invisibile alla vista della gente comune.” Matilde tacque… come se avesse avuto timore di svelare un segreto. Poi, si lasciò andare… “Michele, volevo avvisarti che quanto sarai totalmente invisibile vedrai cose che con gli occhi di un comune mortale è impossibile vedere. E quel che più conta è che … tra gli “invisibili” incontrerai una “folla di personalità” che hanno fatto la storia. Un numero talmente alto da rimanere di allibito. Se da comune mortale potrai fare dieci… da uomo invisibile potrai agire senza limiti.”
Intanto, Giacomo era al Porto di Pavia. Si muoveva come un ossesso. Guardava da tutte le parti. Scrutava ogni imbarcazione proveniente da Venezia che attraccava al pontile. Non riusciva a capire dove fossero finiti Matilde e suo padre Michele. Decise, quindi, di fare quattro passi sul Ponte Coperto… senza perdere d’occhio il Porto. Sul Ponte Coperto, nel 1830, parecchie persone avevano l’abitudine di passeggiare per passare il tempo e soddisfare varie curiosità. Per esempio… osservare i pesci che passano sotto le arcate del Ponte. Nel 1830, il fiume Ticino era un corso d’acqua ricco di pesci di notevoli dimensioni. Molti pescatori si erano specializzati a prendere pesci “particolari”… i quali riservano spesso sorprese: Nello stomaco, infatti, custodivano … pietre preziose. Ad un tratto un pescatore sui mise ad urlare: “L’ho preso, l’ho preso”…(domani… il seguito). (diciassettesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

lunedì 16 luglio 2012

MATILDE (17) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

17 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 17 luglio 2012 – lunedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (17)
“Io, Matilde, sono, per te… un evento eccezionale. Sono la fidanzata di tuo figlio Giacomo e voglio farti conoscere la mia famiglia.” Nello stesso istante Michele si trovò accanto Greta, la strega della “Strada della Madonnina” di Torre d’Isola, il suo “moroso” Franz , Capo degli Spioni. Anche loro erano diretti al Castello di Praga dove abitava il “Signore con un Occhio solo”. Matilde fece le presentazioni. “Caro Michele, sono contento che tu conosca la Strega Greta, mia madre e il suo fidanzato Franz… il quale è pure innamorato (platonicamente) di me. Tutti e quattro, ora, abbiamo un appuntamento con il “Signore dall’Occhio solo”. Devi sapere che il “Signore dall’Occhio solo”… è mio padre…anche se mia madre Greta ha sempre cercato di nascondermi la verità.”
Matilde stava ancora parlando quando una nube nera avvolse tutto e tutti...
Greta, Franz, Michele e Matilde cominciarono a chiamarsi urlando e mentre le urla si perdevano nello spazio, Michele, il Funzionario veneziano, inviato a Pavia per indagare su Matilde si ritrovò nella sua stanza al quinto piano del “Palazzo dei Quinti”. Pavia, a volte da l’impressione di essere una città incantata, piena di misteriose immagini, di figure evanescenti che si muovono nell’ombra, fuori da ogni logica e da ogni temporalità. Michele, invece, guardava la realtà e cercava di non perderla di vista. Quanto accaduto non poteva essere un caso o un’allucinazione. Guardò nella finestrella ancora aperta nella parete della stanza … C’era la mano della giovane donna con il palmo aperto. Toccò con le dita e riapparve Matilde, e Greta, e Franz. Tutti e tre erano immobili…avevano il broncio… non avevano alcuna intenzione di parlare. “Allora, avete perso la parola?” – chiese Michele – “Non si può andare avanti così… senza una spiegazione. Cosa è accaduto sulla scala di marmo del Castello di Praga?” – Matilde parlò. “La colpa è tua. Il “Signore dall’Occhio solo” non gradisce essere interrogato… e tu, nella tua mente, avevi già preparato una sfilza di domande. Chi sta in alto… non ama essere interrogato. Adesso per riprendere il dialogo bisogno ritornare al Porto di Pavia, sul fiume Ticino, poco lontano dal Ponte Coperto. E, lì dovremo aspettare che arrivi il “messaggero” da Venezia…” – “Il messaggero da Venezia? … e cosa c’entra Venezia? Praga è lontana centinaia di chilometri da Venezia.” – Matilde cercò di essere convincente. “I chilometri contano per le persone normali… ma in questa storia … di normale non c’è nulla. Io, Greta e Franz non siamo normali… siamo esseri eccezionali … Ed, ora, anche tu, Michele, lo stai diventando, perché, stai acquisendo i “poteri del Mago”. C’è un detto a Pavia che dice: “Dimmi con chi vai… e ti dirò chi sei”. Tu, Michele, sei entrato nel mondo della magia … e non potrai più uscirne…” Il Funzionario veneziano… si guardò la mano sinistra e la vide diventare invisibile…     (domani… il seguito). (diciassettesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

domenica 15 luglio 2012

MATILDE (16) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

16 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 16 luglio 2012 – lunedì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (16)
Il figlio Giacomo, vedovo quarantenne, aveva parlato al padre Michele, quando si trovavano al Porto di Pavia, della “strana” mano sinistra di Matilde. Aveva parlato della “stella” al centro del palmo della mano… Michele aveva fatto studi approfonditi sull’origine di tali “stelle” ed era giunto alla conclusione che “erano simboli di appartenenza”. Quindi, Matilde, poteva appartenere ad una “associazione segreta” oppure a qualche altra “cosa” non ben definita. Il sessantaquattrenne Funzionario veneziano aveva un carattere risoluto. Non si fermò ad osservare la mano e la stella… ma volle toccarla… e la sorpresa lo lasciò di stucco. Comparve Matilde … in carne ed ossa… e con parlantina sciolta. “Mi hai trovato, finalmente. Era tanto tempo che mi stavi cercando.” Michele non poteva nasconderlo: era vero. Per molti anni aveva inseguito un sogno: scoprire la “chiave” per passare da uno stato materiale ad uno stato “immateriale”… libero, quindi, dai legami della materia. La stessa sensazione di trovarsi svincolati dalla “legge di gravità” (con aggiunta l’invisibilità). Matilde, invece, aveva fatto un passo in più… e conosceva “leggi” sconosciute al Funzionario veneziano. “Vedi, caro Michele, io appartengo ad una “specie” di individui che sono un’infinitesima minoranza. Io vivo su (e in) piani di vita diversi… più vite contemporaneamente. Voglio farti un regalo: portarti con me sulla scala di marmo bianco che conduce al Castello di Praga… Il sessantaquattrenne Funzionario Michele non ebbe neppure il tempo di rispondere e si trovò catapultato sulla scala di marmo bianco, lunghissima… che raggiungeva il portone d’ingresso del Castello di Praga. Matilde fece da guida. “Vedi, Michele per anni hai immaginato quale mistero si celasse dietro a “manifestazioni eccezionali”. Ebbene, io, Matilde, sono, per te… un evento eccezionale. Sono la fidanzata di tuo figlio Giacomo e voglio farti conoscere la mia famiglia.” Nello stesso istante Michele si trovò accanto Greta, la strega della “strada della Madonnina” di Torre d’Isola, il suo “moroso” Franz” , il Capo degli Spioni. Anche loro erano diretti al Castello di Praga dove abitava il “Signore con un Occhio solo”. Matilde fece le presentazioni. “Caro Michele, sono contento che tu conosca la Strega Greta, mia madre e il suo fidanzato Franz… il quale è pure innamorato (platonicamente) di me. Tutti e quattro, ora, abbiamo un appuntamento con il “Signore dall’Occhio solo”. Devi sapere che il “Signore dall’Occhio solo”… è mio padre… anche se mia madre Greta ha sempre cercato di nascondermi la verità.” Matilde stava ancora parlando quando una nube nera avvolse tutto e tutti... Greta. Franz, Michele e Matilde cominciarono a chiamarsi urlando… (domani… il seguito). (sedicesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

MATILDE (15) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

15 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 15 luglio 2012 – domenica – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (15)
Per Giacomo era la prima volta che si trovava in una simile situazione. Michele, suo padre, chiese informazioni, ma il figlio non aveva la benché minima idea di ciò che fosse accaduto. Matilde era scomparsa. I due uomini attesero invano per qualche ora, ma di Matilde neppure l’ombra. Il Funzionario Michele si recò all’Ufficio Speciale “casi rari” e si fece assegnare un alloggio per il soggiorno pavese. Non poteva trovare di meglio. A Pavia, allora, nel 1830, l’Ufficio Speciale aveva in gestione il Palazzo “Dei Quinti”, un’antica costruzione del 1300 … ristrutturata e adattata nel corso dei secoli poco distante dal Broletto. A Michele venne assegnata una stanza d’angolo al quinto piano con una finestra che dava su Piazza Grande. Dopo aver preso possesso della stanza, il Funzionario, si sentì soddisfatto… ma solo per poco. All’atto di chiudere a chiave la porta della stanza... sentiva dei rumori non ben definiti, come dei lamenti. Cosa potevano essere? A Michele sembravano “lamenti (o sospiri) di donna”. L’uomo non era il tipo da spaventarsi, ma volle indagare fino in fondo. Il padre di Giacomo, toccò con le dita lungo tutte le pareti fino a quando ebbe la sensazione che c’era qualcosa di “mobile”. Era una finestrella mascherata da un intonaco leggermente sollevato. Il Funzionario fece pressione sulla parete… Questa si aprì…e comparve la mano sinistra di una giovane donna. Sul palmo aperto c’erano disegni arabescati e al centro una stella (…come quella che aveva sulla mano Matilde?). Il figlio Giacomo, vedovo quarantenne, aveva parlato al padre Michele, quando si trovavano al Porto di Pavia, della “strana” mano sinistra di Matilde. Aveva parlato della “stella” al centro del palmo della mano… Michele aveva fatto studi approfonditi sull’origine di tali “stelle” ed era giunto alla conclusione che “erano simboli di appartenenza”. Quindi, Matilde, poteva appartenere ad una “associazione segreta” oppure a qualche altra “cosa” non ben definita. Il sessantaquattrenne Funzionario veneziano aveva un carattere risoluto. Non si fermò ad osservare la mano e la stella… ma volle toccarla… e la sorpresa lo lasciò di stucco. Comparve Matilde … in carne ed ossa… e con parlantina sciolta. “Mi hai trovato, finalmente. Era tanto tempo che mi stavi cercando.” Michele non poteva nasconderlo: era vero. Per molti anni aveva inseguito un sogno: scoprire la “chiave” per passare da uno stato materiale ad uno stato “immateriale”… libero, quindi, dai legami della materia. La stessa sensazione di trovarsi svincolati dalla “legge di gravità” (con aggiunta l’invisibilità). Matilde, invece, aveva fatto un passo in più… e conosceva “leggi” sconosciute al Funzionario veneziano. “Vedi, caro Michele, io appartengo ad una “specie” di individui che sono un’infinitesima minoranza. Io vivo su (e in) piani di vita diversi… più vite contemporaneamente. Voglio farti un regalo: portarti con me sulla scala di marmo bianco che conduce al Castello di Praga… (domani… il seguito). (quindicesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

venerdì 13 luglio 2012

MATILDE (14) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

14 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 14 luglio 2012 – sabato – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (14)
La differenza d’età tra Matilde e Giacomo era evidentissima… anche se si trattava di una bellissima coppia. Quando il bel quarantenne riconobbe il padre Michele diventò “rosso in volto”, come se avesse commesso un reato grave. Cercò di giustificarsi. Presentò Matilde, la sedicenne, al padre spiegando che era il giorno del loro matrimonio… e che quello stesso giorno sarebbero diventati marito e moglie. Il funzionario Michele fece finta di credere alle parole del figlio, ma a Pavia, lui, il Funzionario Michele, era giunto proprio per Matilde…su segnalazione di un Ufficio Speciale delle Autorità pavesi: l’Ufficio “casi rari”. Matilde, infatti, era diventata un “caso”…ed era finita nei … “sentito dire di tutta  la città”… Molte persone cercano la notorietà… ma non la trovano. Mentre Matilde era sulla bocca di “tutta” Pavia… per il suo fascino, per la sua originalità … e gli eccezionali comportamenti di cui era in possesso. La sedicenne ragazza pavese aveva una qualità unica: poteva scomparire da un momento all’altro senza lasciare traccia… Ormai non poteva più nasconderlo. Di punto in bianco, Matilde, pur trovandosi a conversare con un buon numero di persone, in Strada Nuova o in qualche altro luogo, poteva scomparire come un’ombra senza lasciare traccia… e riapparire subito dopo. Il padre di Giacomo, il Funzionario Michele, era l’esperto inviato da Venezia per studiare il caso… E come caso, a detta di molti pavesi, era veramente interessante… Anche Michele ne ebbe subito una prova. Il Funzionario veneziano di 64 anni la stava osservando per coglierne i particolari quando Matilde si “smaterializzò”. Lei non c’era più … solo Giacomo e suo padre. Per Giacomo era la prima volta che si trovava in una simile situazione. Michele, suo padre, chiese informazioni, ma il figlio non aveva la benché minima idea di ciò che fosse accaduto. Matilde era scomparsa. I due uomini attesero invano per qualche ora, ma di Matilde neppure l’ombra. Il Funzionario Michele si recò all’Ufficio Speciale “casi rari” e si fece assegnare un alloggio per il soggiorno pavese. Non poteva trovare di meglio. A Pavia, allora, nel 1830, l’Ufficio Speciale aveva in gestione il Palazzo “Dei Quinti”, un’antica costruzione del 1300 … ristrutturata e adattata nel corso dei secoli poco distante dal Broletto. A Michele venne assegnata una stanza d’angolo al quinto piano con una finestra che dava su Piazza Grande. Dopo aver preso possesso della stanza, il Funzionario, si sentì soddisfatto… ma solo per poco. All’atto di chiudere a chiave la porta della stanza... sentiva dei rumori non ben definiti, come dei lamenti. Cosa potevano essere? A Michele sembravano “lamenti (o sospiri) di donna”. L’uomo non era il tipo da spaventarsi, ma volle indagare fino in fondo. Il padre di Giacomo, toccò con le dita lungo tutte le pareti fino a quando ebbe la sensazione che c’era qualcosa di “mobile”. Era una finestrella mascherata da un intonaco leggermente sollevato. Il Funzionario fece pressione sulla parete… Questa si aprì…e comparve la mano sinistra di una giovane donna. Sul palmo aperto c’erano disegni arabescati e al centro una stella (come quella che aveva sulla mano Matilde?) (domani… il seguito). (quattordicesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino

giovedì 12 luglio 2012

MATILDE (13) racconto a puntate di Dino Secondo Barili

13 LUGLIO 2012 – ALMANACCO DI STORIA
PAVESE
Trivolzio – 13 luglio 2012 – venerdì – 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno  nulla a che vedere
 con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto a puntate
“Le tre sorelle di Pavia del 1830” (13)
Matilde ebbe la sensazione di non capire più nulla, siccome, però, era una ragazza forte, non si preoccupò. Aveva molte “risorse” dentro di sé… una delle quali era quella di vivere (contemporaneamente) in due “vite” parallele… Non si fece scrupoli. Decise di incontrare subito Giacomo: il bel quarantenne vedovo, senza figli. Era seduto sulla riva del fiume Ticino… al Porto di Pavia dove, nel 1830, approdavano le imbarcazioni provenienti da Venezia. Guardava la corrente del fiume ed aveva il volto sorridente, quasi estasiato. Stava pregustando una favolosa giornata. Quello stesso giorno, infatti, si sarebbe sposato con Matilde, la giovanissima ragazza pavese alla quale aveva chiesto la mano. La notte sarebbe stata tutta sua, infuocata, da uomo maturo, finalmente accasato, con una solida prospettiva: la nascita di eventuali figli. Matilde osservò la scena. Si avvicinò a Giacomo e lo baciò appassionatamente sulla bocca. I passeggeri di una imbarcazione appena giunta da Venezia si fermarono un attimo ad osservare la scena… forse invidiosi di non essere loro al posto del vedovo quarantenne … dalla fortuna sfacciata. La storia, però, riserva sempre delle sorprese…e…Giacomo non si accorse che tra i passeggeri provenienti da Venezia c’era un signore avanti negli anni che gli somigliava assai. Era, infatti, suo padre, Michele, alto funzionario al quale venivano affidati incarichi delicati e particolarmente complessi. A Pavia, il funzionario Michele, sapeva di poter incontrare il figlio Giacomo. Non avrebbe, però, mai immaginato di salutare il proprio figlio al Porto… mentre era impegnato in un bacio tenero ed appassionato … con una ragazzina che poteva essere sua figlia. La differenza d’età tra Matilde e Giacomo era evidentissima… anche se si trattava di una bellissima coppia. Quando il bel quarantenne riconobbe il padre Michele diventò “rosso in volto”, come se avesse commesso un reato grave. Cercò di giustificarsi. Presentò Matilde, la sedicenne, al padre spiegando che era il giorno del loro matrimonio… e che quello stesso giorno sarebbero diventati marito e moglie. Il funzionario Michele fece finta di credere alle parole del figlio, ma a Pavia, lui, il Funzionario Michele, era giunto proprio per Matilde…su segnalazione di un Ufficio Speciale delle Autorità pavesi: l’Ufficio “casi rari”. Matilde, infatti, era diventata un “caso”…ed era finita nei … “sentito dire di tutta  la città”… Molte persone cercano la notorietà… ma non la trovano. Mentre Matilde era sulla bocca di “tutta” Pavia… per il suo fascino, per la sua originalità … e gli eccezionali comportamenti di cui era in possesso. La sedicenne ragazza pavese aveva una qualità unica: poteva scomparire da un momento all’altro senza lasciare traccia… Ormai non poteva più nasconderlo. Di punto in bianco, Matilde, pur trovandosi a conversare con un buon numero di persone, in Strada Nuova o in qualche altro luogo, poteva scomparire come un’ombra senza lasciare traccia… e riapparire subito dopo. Il padre di Giacomo, il Funzionario Michele, era l’esperto inviato da Venezia per studiare il caso… E come caso, a detta di molti, era veramente interessante… (domani… il seguito). (tredicesima puntata) “Le tre sorelle di Pavia nel 1830” Buona giornata a tutti Dino