giovedì 7 febbraio 2013

OGGI, SAN GIROLAMO EMILIANI di Vice Miazza

8 febbraio "SAN GIROLAMO EMILIANI" ............. Girolamo Emiliani nacque a Venezia nel 1486 e come tutti i patrizi della Serenissima venne avviato alla carriera militare. Nel 1511, a Castelnuovo, mentre combatteva contro la Lega di Cambrai, Girolamo fu fatto prigioniero e rinchiuso nei sotterranei del castello, nei giorni passati nella solitudine della prigione si avvicinò alla preghiera, trovandosi, secondo la leggenda devozionale, improvvisamente libero. Girolamo attribuì sempre la sua liberazione all'intervento speciale e personale della Madonna.Ormai libero, sentì viva la vocazione all'impegno missionario al servizio dei poveri, degli infermi, dei giovani abbandonati e delle donne “pentite”. Dopo un breve “noviziato” come penitente, Girolamo nel 1518, si consacrò a Dio. Dieci anni più tardi, poiché una terribile carestia travagliava l'intera penisola, subito seguita dalla peste, vendette tutto ciò che possedeva, compresi i mobili di casa, e si dedicò all'assistenza agli appestati, alla sepoltura dei morti, ai sopravvissuti, soprattutto ai bambini che avevano perso i genitori e alle donne che la miseria aveva spinto alla prostituzione Cominciò una missione itinerante in varie città della Repubblica di Venezia e dello Stato di Milano, per istituirvi o riorganizzarvi orfanotrofi e ricoveri per le “convertite”. Prima tappa fu Verona, poi a Brescia, a Bergamo, a Milano, dove Francesco Sforza gli fece assegnare una casa di pertinenza dell’ospedale Maggiore per sistemarvi i suoi orfani, a Pavia e a Como, dove diede vita a diverse case di accoglienza per orfanelle e di riabilitazione per prostitute pentite. Fu in quel periodo che in un paesino del bergamasco, a Somasca, ebbe inizio la « Congregazione dei Chierici Regolari », che avrebbero preso il nome di "Padri Somaschi", con l'attuazione di un grande progetto: l'istituzione di scuole gratuite aperte a tutti e in cui veniva adottato il rivoluzionario “metodo dialogato”. Girolamo Emiliani morì l’8 febbraio 1537 mentre assisteva i malati di peste a Somasca. Fu dichiarato beato nel 1747 e canonizzato nel 1767.Nel 1928 Papa Pio XI, lo proclamò “Patrono universale degli orfani e della gioventù abbandonata”.
I Padri Somaschi sono presenti in : Italia, Spagna, Stati Uniti d'America, Messico, Guatemala, Honduras, El Salvador, Colombia, Brasile, Filippine, India, Polonia, Ecuador, Romania, Sri Lanka....

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  1. 9 febbraio "BEATA ANNA CATHARINA EMMERIK" ............Anna Catharina Emmerich nacque l’8 settembre 1774 a Flamsche, una località nei pressi di Dülmen in Vestfalia (Germania), in una famiglia molto povera di devoti contadini. Quinta di nove figli, ebbe visioni fin dall'infanzia. Fin dall’età di 9 anni le apparivano la Madonna con Gesù Bambino, l'angelo custode e diversi santi Di lei si dice che potesse leggere nel pensiero delle persone e che avesse visioni di fatti che avvenivano nel mondo. Le sue esperienze mistiche erano spesso accompagnate da fenomeni di levitazione e bilocazione. Nel 1789 le apparve Gesù che le offrì la corona di spine, lei accettò ed ebbe così sulla fronte le prime stigmate. In seguito le si aprirono le ferite anche alle mani, ai piedi e al costato. Nel 1802 entrò nel convento delle agostiniane ad Agnetenberg (Dülmen). Qui la sua salute declinò progressivamente, finché fu costretta a letto. Le sue ferite, che si aprivano e sanguinavano periodicamente, furono studiate da religiosi e scienziati. Il Vicario Generale, dopo una rigorosa indagine condotta da una commissione medica, si convinse della santità della suora e dell’autenticità delle sue stigmate. Nel 1811 il convento fu soppresso dalle leggi francesi di Napoleone Bonaparte e le suore disperse; Anna Catharina Emmerick nel 1812 si mise allora al servizio di un sacerdote, a i Dülmen. Ed in casa del sacerdote verso la fine di quell’anno, i fenomeni sempre presenti prima, si moltiplicarono, per due mesi riuscì a tenerle nascoste, ma il 28 febbraio 1813 non poté lasciare più il letto. Fu sottoposta nuovamente ad un’indagine sulle stigmate, sulle sofferenze della Passione e sui fenomeni mistici che si manifestavano in lei, indagine che confermò la sua assoluta innocenza e il carattere soprannaturale dei fenomeni. Si sa che ebbe visioni riguardanti la vita di Gesù e di Maria, ma soprattutto della Passione di Cristo; ad esempio fece individuare la casa della Madonna ad Efeso e il castello di Macheronte nel quale fu decapitato san Giovanni Battista. È diventato difficile sapere quali visioni furono effettivamente sue, perché un suo contemporaneo, il poeta e scrittore Clemente Brentano, le pubblicò facendo delle aggiunte e abbellimenti al suo racconto, creando così una grande confusione, che pesò fortemente sul futuro processo di beatificazione. Anna Catharina Emmerick morì a Dülmen il 9 febbraio 1824. Durante cinquant’anni di vita le sue visioni quotidiane avevano coperto tutto il ciclo della vita di Gesù, di Maria e in gran parte anche degli apostoli. Nel 1892, il vescovo di Münster diede inizio al processo di beatificazione. Dopo 135 anni, a 180 dalla morte, Papa Giovanni Paolo II l'ha scritta nell'albo dei Beati, il 3 ottobre 2004.

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