10 FEBBARIO 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 10 febbraio 2013 – Domenica – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto della Domenica
Miki … e il gioco del destino
Nella vita non tutte le persone possono contare su una successione di eventi che possono “chiamarsi”… normali. Ci sono ragazze che fanno il primo moroso a vent’anni. Stanno fidanzate il tempo che ritengono giusto … e poi si sposano o convivono. Realizzano così un loro progetto di vita. Al contrario, ci sono altre ragazze che vorrebbero avere qualcosa di simile, invece, vedono passare gli anni … ed i “sogni” non si realizzano. Così è stato per Miki, una donna che lo scorso anno ha compiuto cinquant’anni e nessun “giovanotto” l’ha mai cercata… nemmeno per andare al Bar a prendere un caffè. Pur essendo una bella donna ed avendo un’ottima posizione… dal lato sentimentale, la vita di Miki, è stata uno “zero al quoto”. Miki se ne rendeva conto, ma non poteva farci niente. Un anno fa, però, al cinquantesimo compleanno, organizzò una bella festa. Raccolse gli “indirizzi” dei propri compagni di classe, maschi e femmine, ed organizzò un cena… “della classe”. Dovevano essere dodici in tutto. Sei femmine e sei maschi. Alla cena potevano, anche, partecipare mariti, mogli o compagni e compagne, ma nessuno partecipò. Miki organizzò tutto alla perfezione presso una trattoria di campagna. Il suo intentò era quello di fare un “incontro - retrospettiva” … dal quale uscisse la risposta alle sue domande. Una domanda era… “Solo a lei la vita aveva riservato la condizione di non aver trovato un compagno?” Alla cena i sei compagni di classe c’erano tutti … ma le compagne no. Chi, con una scusa, chi, con un’altra … le cinque compagne avevano declinato l’invito. Sei uomini, quando, sono soli (con una sola donna, Miki) diventano loquaci come “canterini” (qualche volta). Durante la cena, Carlo, guardava spesso l’orologio. Aveva fretta. Gli ordini della moglie erano stati chiari. Alla tal ora …a casa … non un minuto in più. Giuseppe e Franco erano sposati da qualche anno. Avevano i bambini piccoli e le moglie avevano bisogno del loro aiuto. Dissero solo parole di convenienza… La loro testa, si vedeva, che era altrove. Michele e Andrea, scapoli (per scelta) sembravano più vecchi dei loro cinquant’anni. Vivevano soli … non volevano vincoli di sorta. A loro piaceva così. Michele lo ripeteva tra un bicchiere di vino e l’altro… e Andrea confermava con la testa. Solo Giovanni era un bell’uomo, single (con parecchie esperienze di vita), perfettamente in linea con la sua età. Inoltre era seduto accanto a Miki e quindi poteva esprimere i suoi giudizi con calma e pacatezza. Dopo aver fatto i complimenti “all’organizzatrice” per la scelta del locale, del menù e dell’atmosfera… Giovanni parlò. “Brava Miki. Hai fatto bene ad organizzare la “rimpatriata di classe”. A cinquant’anni serve per fare il punto della situazione. Come vedi le nostre cinque compagne di classe non ci sono. Hanno dei problemi. Due sono rimaste vedove e tre sono separate. Ogni tanto le incontro al Bar o lungo la via e si lamentano, di tutto e di ogni cosa. Non sono contente di come sono andate le cose. Solo tu, Miki, ti vedo piena di attese per l’avvenire. Solo tu ed il siamo liberi da impegni. Cosa ne dici se, domenica prossima, facessimo una bella gita a Firenze?” – Miki non si aspettava la proposta… Accennò ad un sorriso compiaciuto e disse …“Si… perché dovrei rinunciare ad una gita a Firenze?” (… un anno fa) - Questo è il 162° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il progetto – sfida è di scrivere 365 racconti in 365 giorni. Un racconto al giorno. Riuscirà il sottoscritto a raggiungere tale traguardo? Vedremo… “Se son rose fioriranno”. Buona giornata a tutti. Dino
Vedi anche: dinosecondobarili
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