10 APRILE 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 10 aprile 2013 –Mercoledì – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del Mercoledì
Erminio…e il sogno sfumato
Fin dalla prima media, Erminio, era affascinato dagli orologi. Tutti gli orologi, nessuno escluso. Antichi e moderni. Era tanta la sua passione per gli orologi che finita la terza media era stato assunto da una piccola bottega del pavese. C’era un orologio che faceva i capricci? Erminio era l’uomo giusto che lo metteva in ordine. I “commessi viaggiatori” delle grandi ditte facevano a gara per metterlo alla prova. Più era complicato il meccanismo e maggiore era la soddisfazione di Erminio. Un “commesso viaggiatore” ne parlò in Ditta. Erminio ricevette la lettera di assunzione “in prova” presso una sede di Milano. Ma, Erminio era originale in tutto, anche e soprattutto nel lavoro. Non sopportava gli ordini. Non sopportava avere qualcuno che gli stava sulla testa per dire cosa doveva fare . Erminio era nato e cresciuto in un paesino dell’Oltrepò Pavese dove le persone hanno qualità particolari. Uno di quei “gruppi di case” sperduti nelle valli a ridosso dei monti dell’Appennino. Un luogo dove, per trovarlo, bisognava cercarlo e andarci apposta. La caratteristica delle persone delle valli di montagna è semplice come bere un bicchiere d’acqua: volitivi, taciturni, testardi e indipendenti. Quando Erminio si sentì sicuro nel proprio lavoro di orologiaio e con i necessari risparmi sui quali contare, si licenziò. Aprì una piccola bottega a Pavia. Pavia è una piccola città di provincia… ma ad un’ora di automobile dal suo paese natale. La “voce” che Erminio era “il mago degli orologi” si diffuse per la città e per la provincia. Il lavoro non è mai mancato. In questi ultimi anni, però, tutti coloro che svolgono un’attività in proprio hanno visto aumentare il “carico degli adempimenti burocratici”. Carte su carte. Carte di ogni genere… per tutto e per ogni cosa. Erminio ha cominciato a perdere “più tempo” a compilare moduli e carte (spesso inutili) anziché lavorare e produrre. (per non parlare del Commercialista). A lungo andare anche il “più patito amante degli orologi” non ne può più. Non riesce a resistere. Un anno fa, Erminio, stanco di burocrazia, tasse e “studi di settore”, ha deciso di chiudere la sua attività. Ha pagato tutte le sue “pendenze”…e ha fatto ritorno al suo paesino sperduto tra i monti a ridosso dell’Appennino. Erminio era considerato il Mago degli orologi… ma anche i “Maghi” non possono nulla contro gli “adempimenti burocratici”… E’ sempre la burocrazia che “uccide il lavoro”… il lavoro vero, quello che da soddisfazione e da vivere alle persone. Da un anno Erminio non ripara più gli orologi. Vive nella casetta dove è nato. Cura il suo orticello dal quale ricava verdura tutto l’anno … anche per i vicini che non hanno l’orto. Tiene in ordine il pollaio con le sue “quattro” galline che garantiscono uova fresche tutti i giorni. …e due caprette. Le caprette producono del buon latte. Sono la compagnia di Erminio quando, nel pomeriggio, va a fare la passeggiata nei boschi. Da qualche mese Erminio ha anche la compagna. Nel paesino è ritornata Manuela, una sua coetanea che ha lavorato a Milano come impiegata. Manuela è una cuoca superlativa e una patita del ballo. E’ una specialista del tango, tango argentino. Non passa sera che Manuela senta il desiderio di un “tango” con Erminio. Fanno coppia fissa. “Più si balla …e più vien voglia di ballare” – dice spesso Erminio… da un po’ di tempo… “e per ballare bisogna essere in due” (possibilmente ben affiatati). - Questo è il 221° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il progetto – sfida è di scrivere 365 racconti in 365 giorni. Un racconto al giorno. Riuscirà il sottoscritto a raggiungere tale traguardo? Vedremo… “Se son rose fioriranno”. Buona giornata a tutti. Dino
Vedi anche: dinosecondobarili
Il nome “STANISLAO”, di origine slava, significa: “duraturo nella gloria” È un nome di origine slava formato dalle radici stani, restare, stare in piedi, e slava, gloria, con il significato complessivo di "duraturo nella gloria". Venne introdotto in Italia attraverso la forma latinizzata Stanislaus. Le forme Stano, Stana e Slava sono peculiari della minoranza slovena del Friuli-Venezia Giulia. La forma Stanis è tipica della Sardegna.
RispondiElimina11 Aprile “SAN STANISLAO di CRACOVIA” ….......San Stanislao, figlio di nobili, nacque a Szczepanowski in Polonia nel 1030. Avviato alla carriera ecclesiastica, dopo i primi studi, fu inviato a completarli dapprima a Gniezno, celebre università della Polonia, poi a Parigi, dove per sette anni si applicò allo studio del diritto canonico e della teologia. Per umiltà rifiutò il grado accademico di dottore. Quando ritornò in patria e divenne, per la morte dei genitori, possessore di una considerevole fortuna, Stanislao potè disporre dei beni in favore dei poveri e servire Dio con maggiore libertà. Il vescovo di Cracovia, Lamberto Zurla, lo ordinò sacerdote e lo fece canonico della cattedrale. Morto il vescovo di Cracovia, Papa Alessandro II lo nominò suo successore sulla cattedra episcopale. Divenne Arcivescovo nel 1072, e si dedicò instancabilmente all'attività pastorale fino alla sua morte, avvenuta nel 1079 per mano del re della Polonia, Boleslao II, l'Ardito. Quest'ultimo era ben noto per la sua ferocia in battaglia e come governante, e per la sua vita dissoluta. Tra tutti i membri del clero polacco, Stanislao fu l'unico a denunciare apertamente la condotta del sovrano, minacciando di scomunicarlo se non avesse cambiato vita. L'11 aprile del 1079, Boleslao lo uccise spaccandogli la testa con un colpo di spada proprio mentre celebrava la messa nella chiesta di San Michele, poco fuori Cracovia. Il suo corpo fu smembrato e dato in pasto ai cani, ma un gruppo di fedeli riuscì a raccoglierne e seppellirne i resti nella chiesa di San Michele. Nel 1088, il corpo venne traslato nella cattedrale del Wawel di Cracovia. Venne solennemente canonizzato ad Assisi da papa Innocenzo IV il 17 agosto 1253 è patrono principale della Polonia e il suo culto è particolarmente vivo anche in Lituania, Biellorussia, Ucrania e negli Stati Uniti. Altri Santi del giorno: Santa Gemma Galgani, (1878.1903) - S. Filippo di Gortina, Vescovo a Creta (II sec.)
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