4 APRILE 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 4 aprile 2013 – Giovedì – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto del Giovedì
Il sole del mattino…a primavera
Claudia, quarantacinque anni, commessa in un negozio di moda era appena tornata da un viaggio a Berna, Capitale della Svizzera e non era soddisfatta. Non è una novità. A tantissime persone è già capitato. A Claudia è capitato nel momento meno indicato. L’idea del viaggio aveva avuto una motivazione particolare. La vita che stava conducendo non la soddisfaceva affatto, sia sul piano lavorativo sia quello sentimentale. Aveva deciso, allora, di andare in libreria. E’da lì era nata l’idea del viaggio. Claudia era stata attratta da un libro “Come ritrovare sé stessi… viaggiando”. Claudia si lasciò catturare dal titolo. Comprò il libro e lo lesse in una sera. Da quel libro era scaturita la decisione di fare il viaggio a Berna, città ordinata, serena, quasi chiusa. Nulla di importante. Un viaggio da sola, nella Capitale Svizzera… per ritrovare sé stessa e vedere di migliorare la propria situazione. Prima di partire ne aveva parlato con la sua amica Desideria la quale aveva condiviso l’idea. “Potessi, verrei anch’io a Berna con te. Io, invece, o marito e figli da mandare a scuola… con tutti problemi che una famiglia si porta dietro.”- “E’ proprio vero, – pensò Claudia – “oggi, tutte le persone, hanno tantissimi problemi moltiplicati dalla crisi economica che ogni giorno diventa sempre più preoccupante.” Desideria, tuttavia, era un tipo positivo, capace di lottare per trovare una strada che avesse degli sbocchi reali e immediati. Non era facile perché l’inverno appena terminato è stato lunghissimo e pesantissimo ed avrà riflessi anche sul corso dei prossimi mesi. Desideria cercò di tranquillizzare l’amica. “Claudia, quando sarai a Berna, fai una cosa per me. Immergi le mani nel fiume Aare, il fiume che attraversa la città. E’ un rito simbolico che si perde nella notte dei tempi. E’, forse, di origine celtica... Si dice che porti bene…(anche alle amiche) ed abbia riflessi benefici sulla persona che “svolge il gesto”. Il seguito… te lo racconto al tuo ritorno.” Ora, Claudia era tornata da Berna. Aveva fatto ciò che Desideria aveva consigliato ed era pronta ad ascoltare la parte conclusiva del racconto. Claudia e l’amica Desideria si diedero appuntamento in un Bar del centro di Pavia. Il rituale caffè è stato un’utile premessa. Dopo il caffè Desideria raccontò il seguito del “simbolico rituale celtico”. “Vedi, Claudia, tutte le persone sono soggette agli alti e bassi della vita. Reagire a volte non basta. E’ importante, secondo me, seguire gli antichi rituali. Per esempio. Tu sei andata a Berna, e come mi hai confermato, hai immerso le mani nell’acqua del fiume Aare… Ora, non resta che fare il passo successivo. Per tre giorni di seguito… al mattino, al sorgere del sole, dovresti recati sulla riva del fiume Ticino, e immergere le mani nell’acqua del nostro fiume. Il sole del mattino farà il resto…” Claudia ascoltò, l’amica. E (pur con molte riserve) si recò per tre mattine di seguito sulla riva del fiume Ticino… L’operazione ebbe un seguito. Ogni volta che Claudia immergeva le mani nel fiume si sentiva meglio. Osservava il sole spuntare all’orizzonte e riceveva nuova forza, voglia di vivere. A volte basta un gesto per riprendere a correre… senza contro indicazioni - Questo è il 215° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il progetto – sfida è di scrivere 365 racconti in 365 giorni. Un racconto al giorno. Riuscirà il sottoscritto a raggiungere tale traguardo? Vedremo… “Se son rose fioriranno”. Buona giornata a tutti. Dino
Vedi anche: dinosecondobarili
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