5 aprile “SAN VINCENZO FERRER” ….... Vincenzo nacque a Valencia il 23 gennaio 1350 da una nobile famiglia vicina alla famiglia reale catalano-aragonese. Vincenzo si trovò a vivere al tempo del grande scisma d'Occidente, quando i papi erano 2 e poi addirittura 3. E, suo malgrado, egli si trovò al centro della divisione che minacciava il vertice della Chiesa, dal 1378 al 1415...... Ancora giovanissimo, Vincenzo entrò nell'Ordine Domenicano e proseguì gli studi presso la casa di formazione del suo ordine a Barcellona, e poi a Lleida e Tolosa. Nel 1378 fu ordinato sacerdote. Dal 1379 Vincenzo fu un dotto frate domenicano, insegnante di teologia e filosofia a Lérida e a Valencia. Nei primi anni dello scisma fu il collaboratore del cardinale aragonese Pedro de Luna, braccio destro del Papa di Avignone, e che addirittura nel 1394 gli successe, diventando Benedetto XIII, vero Papa per gli uni, antipapa per gli altri. Il nuovo papa nominò Vincenzo suo confessore, cappellano domestico, penitenziere apostolico, diventando uno dei più autorevoli personaggi del mondo avignonese. Seguendo da vicino papa Benedetto XIII, si rese conto che la Chiesa aveva più che mai bisogno del ripristino dell'unità e della riforma morale. Incominciò allora la sua attività di predicazione. ma nel 1398 si ammalò ed ebbe una visione nella quale gli appare il Salvatore accompagnato da san Domenico e san Francesco. Il Signore toccò la sua guancia e gli ordinò di mettersi in viaggio e conquistare molte anime. Vincenzo lasciò allora Avignone ed intraprese vere e proprie campagne di predicazione in Spagna, Svizzera, Francia e Italia, in cui parlò dell'Anticristo e del giudizio finale. Venne da moltissimi considerato come l'Angelo dell'Apocalisse. Contribuibì così in modo decisivo alla fine dello scisma e al miglioramento dei costumi. Vincenzo fu profeta, taumaturgo, straordinario predicatore itinerante, domenicano dalla vita austerissima contro la tiepidezza del nascente Umanesimo. Andò camminando e predicando così per una ventina d’anni. Morì il 5 aprile 1419 a Vannes (Bretagna), nella cui cattedrale di San Pietro sono ancora custodite le sue spoglie mortali. Fu proclamato santo nel 1458 da papa Callisto III, suo compatriota. S. Vincenzo Ferrer ha lasciato importanti opere e diversi scritti
6 aprile “SAN PIETRO DA VERONA” …......... al secolo Pietro Rosini, nacque a Verona alla fine del sec. XII in una famiglia eretica, ma già ragazzino si oppose ai suoi parenti. Compì gli studi all’Università di Bologna dove poi entrò nell’Ordine Domenicano, quando s. Domenico era ancora in vita. Notizie storiche lo citano come grande partecipe nella fondazione delle Società della Fede e delle Confraternite Mariane a Milano, Firenze ed a Perugia; queste istituzioni a difesa della dottrina cristiana sorsero poi presso molti conventi domenicani. Dal 1236 intraprese una campagna di predicazione in tutte le città centro-settentrionali d’Italia, come grande predicatore contro l’eresia dualistica, ma Milano fu il campo principale del suo apostolato, le sue prediche e le sue pubbliche dispute con gli eretici, erano accompagnate da miracoli e profezie così molti ritornavano alla vera fede del Vangelo. Il papa Innocenzo IV nel 1251 lo nominò inquisitore per le città di Milano e Como. I capi delle sette delle città di Milano, Bergamo, Lodi e Pavia, assunsero come esecutori, i killer di allora, Pietro da Balsamo detto Carino e Albertino Porro di Lentate. Essi prepararono un agguato vicino a Meda dove Pietro, Domenico e altri due domenicani, nel loro tragitto da Como a Milano il 6 aprile 1252 si erano fermati a colazione prima di proseguire per la loro strada. Albertino ricredendosi abbandonò l’opera e fu il solo Carino che con un "falcastro", tipo di falce, spaccò la testa di Pietro, immergendogli anche un lungo coltello nel petto, l’altro confratello Domenico ebbe parecchie ferite mortali che lo portarono alla morte sei giorni dopo nel convento delle Benedettine di Meda. Il corpo di Pietro fu trasportato subito a Milano e fu sepolto nel cimitero dei Martiri, vicino al convento di Sant' Eustorgio. In quello stesso giorno si diffondevano notizie di miracoli. Tra queste grazie, bisogna annoverare la conversione del vescovo eretico Daniele da Giussano che aveva macchinato la sua morte e dello stesso assassino Carino che entrarono poi nell’Ordine Domenicano. Il 2 marzo 1253, undici mesi dopo la sua morte, papa Innocenzo IV lo canonizzò con la bolla Magnis et crebris.Il suo culto ebbe grande espansione, i domenicani eressero chiese e cappelle a lui dedicate in tutto il mondo, le Confraternite ebbero in ciò un’importanza notevole. Artisti furono chiamati a realizzare opere d’arte, come il monumento marmoreo del 1339 del pisano Giovanni Balduccio a Milano e la grandiosa chiesa di Verona detta di Santa Anastasia. Parecchie città italiane lo elessero a loro protettore come Verona, Vicenza, Cremona, Como, Piacenza, Cesena, Spoleto, Rieti, Recanati.
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