13 GENNAIO 2013
ALMANACCO DI STORIA PAVESE
Trivolzio – 13 gennaio 2013 – Domenica – ore 12.00
Intrigo …
…a Pavia
(Queste storie, anche se raccontate come vere,
sono frutto di fantasia,
pertanto non hanno nulla a che vedere
con persone reali o fatti realmente avvenuti)
racconto della Domenica
Carlos, l’amico di Valencia (Spagna)… a Pavia
Non si può fare il confronto tra una città come Valencia in Spagna (810.000 abitanti)…e Pavia (70.000 abitanti circa). Tuttavia, ci sono delle ragioni profonde che superano le distanze e le differenze tra le città: i rapporti tra le persone. Qualche giorno fa, Carlos (di Valencia) è arrivato a Pavia, città mai vista prima. All’Università di Valencia, parecchi anni fa, aveva conosciuto Maria Cristina… pavese doc. Insieme avevano studiato e raggiunto la Laurea. Poi , le loro strade si erano separate. Ognuno per la propria strada. Carlos era rimasto a Valencia, in Spagna. Maria Cristina era ritornata in Italia, a Pavia. Aveva intrapreso la strada dell’insegnamento. Quando, però, si prende “la cotta” per qualcuno, una persona con la quale si sono vissuti momenti eccezionali, difficile dimenticare (qualche volta… impossibile). Maria Cristina “non” aveva dimenticato Carlos. A Pavia aveva conosciuto Wanda e Andrea ed era nato il “gruppo di volontariato culturale Pavia - Valencia(Spagna)”. Il gruppo aveva fatto alcuni proseliti. Ogni tanto, i componenti il gruppo si riunivano per un pranzo conviviale in occasione del passaggio a Pavia di qualche “amico di Valencia”. Era un’occasione per stare insieme, parlare di Valencia e di Pavia, ampliare la rete delle “relazioni umane”. Ecco le cose che contano… “le relazioni e i rapporti umani, le confidenze”. Maria Cristina, tornata a Pavia si era appassionata alla musica spagnola ed alla danza… “il flamenco”, tipico canto andaluso, dall’intensa espressione drammatica. Maria Cristina era diventata un’esperta… non solo nella conoscenza della danza, ma anche nell’esecuzione. Danzatrice, quindi, al punto che veniva spesso chiamata per particolari esibizioni. Carlos non avrebbe mai immaginato che la sua “fiamma” sarebbe diventata così brava… in così breve tempo. Miracolo dell’amore! Quando Maria Cristina si immergeva nell’esecuzione del flamenco, pensava intensamente a Carlos. Chiudeva gli occhi e vedeva lui… e tutto avveniva in modo perfetto, come in trance. Le stesse persone che assistevano all’esecuzione ne erano “trasportate… ammagliate dai movimenti della ballerina”. Ora, Carlos era a Pavia ed aveva accanto Maria Cristina. Insieme a Wanda e Andrea erano sul Ponte Coperto. La giornata era limpida e fresca. Poche persone andavano e venivano sul Ponte Coperto. Ad un tratto Wanda ebbe un’idea. “Maria Cristina, perché non offri a Carlos una delle tue esibizioni di Flamenco?” – “Dove?” – “Qui, sul Ponte Coperto di Pavia” … Quando le cose nascono in modo spontaneo, naturale e rispondono a profonde motivazioni emozionali… diventano coinvolgenti. Carlos guardò Maria Cristina negli occhi… come dire: “Fallo per me”. Maria Cristina si mise a danzare… Prima… alcuni passi appena accennati… poi, la foga appassionata del Flamenco …passo cadenzato…movimenti volutamente voluttuosi. Le persone cominciarono a fermarsi. Osservare la scena. Anche gli automobilisti si fermarono, bloccando il traffico. Scesero dalle loro automobili… increduli. Si misero a battere le mani…come se la danza … fosse la “loro” danza. Quando l’esibizione ebbe termine, qualche spettatore chiese a Maria Cristina… “Spagnola?” – “No, no. Pavese… pavese doc.”
- Questo è il 134° “racconto breve” scritto dal 2 settembre 2012. Il “progetto-sfida” è di scrivere 365 racconti in 365 giorni (un racconto al giorno). Riuscirà, il sottoscritto, a raggiungere tale traguardo? Vedremo... “Se son rose fioriranno” –. Buona giornata a tutti Dino
Vedi anche : dinosecondobarili
14 gennaio "SN FELICE DA NOLA, martire" ...... Felice da Nola fa parte di quei santi di cui ci sono scarse fonti storiche. Quello che si conosce della sua esistenza è dovuto ad un altro santo, il vescovo San Paolino di Nola nei suoi carmi natalizi, raccogliendo per iscritto la tradizione orale appresa nel territorio nolano. Secondo San Paolino, Felice nacque a Nola nella seconda metà del III. Divenne sacerdote e stretto collaboratore di Massimo, all'epoca vescovo di Nola, che, durante l’ultima persecuzione contro i cristiani, lasciò Nola per rifugiarsi in luogo deserto, lasciando in città Felice. Felice fu imprigionato e torturato, poi liberato miracolosamente da un angelo che lo condusse a soccorrere il vecchio vescovo Massimo, consumato dagli stenti e dalle sofferenze. Durante la sospensione della persecuzione, Felice poté riprendere il suo ministero sacerdotale, ma, quando la persecuzione riprese, fu di nuovo ricercato. Sfuggì alla cattura rifugiandosi in una cisterna disseccata, dove per sei mesi fu alimentato, da una pia donna. Nel 313, grazie alla pace costantiniana Felice era rientrò in diocesi e, pur essendo stato indicato come successore dal vescovo Massimo, alla morte di questi rifiutò l'elezione e visse in povertà fino alla fine dei suoi giorni. Nonostante San Felice non sia stato ucciso, è stato riconosciuto come Martire per le numerose sofferenze subite durante la sua vita. Il nome FELICE, di origine latina, significa: "favorito dagli dei per fortuna e prosperità". Altri Santi del giorno: Beata Alfonsa Clerici, Suora del Preziosissimo Sangue - S. Firmino, Vescovo
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