11 Aprile “SAN STANISLAO di CRACOVIA” ….......San Stanislao, figlio di nobili, nacque a Szczepanowski in Polonia nel 1030. Avviato alla carriera ecclesiastica, dopo i primi studi, fu inviato a completarli dapprima a Gniezno, celebre università della Polonia, poi a Parigi, dove per sette anni si applicò allo studio del diritto canonico e della teologia. Per umiltà rifiutò il grado accademico di dottore. Quando ritornò in patria e divenne, per la morte dei genitori, possessore di una considerevole fortuna, Stanislao potè disporre dei beni in favore dei poveri e servire Dio con maggiore libertà. Il vescovo di Cracovia, Lamberto Zurla, lo ordinò sacerdote e lo fece canonico della cattedrale. Morto il vescovo di Cracovia, Papa Alessandro II lo nominò suo successore sulla cattedra episcopale. Divenne Arcivescovo nel 1072, e si dedicò instancabilmente all'attività pastorale fino alla sua morte, avvenuta nel 1079 per mano del re della Polonia, Boleslao II, l'Ardito. Quest'ultimo era ben noto per la sua ferocia in battaglia e come governante, e per la sua vita dissoluta. Tra tutti i membri del clero polacco, Stanislao fu l'unico a denunciare apertamente la condotta del sovrano, minacciando di scomunicarlo se non avesse cambiato vita. L'11 aprile del 1079, Boleslao lo uccise spaccandogli la testa con un colpo di spada proprio mentre celebrava la messa nella chiesta di San Michele, poco fuori Cracovia. Il suo corpo fu smembrato e dato in pasto ai cani, ma un gruppo di fedeli riuscì a raccoglierne e seppellirne i resti nella chiesa di San Michele. Nel 1088, il corpo venne traslato nella cattedrale del Wawel di Cracovia. Venne solennemente canonizzato ad Assisi da papa Innocenzo IV il 17 agosto 1253 è patrono principale della Polonia e il suo culto è particolarmente vivo anche in Lituania, Biellorussia, Ucrania e negli Stati Uniti. Altri Santi del giorno: Santa Gemma Galgani, (1878.1903) - S. Filippo di Gortina, Vescovo a Creta (II sec.)
12 aprile “SAN ZENO” …......... Zeno, (o Zenone), la cui vita è avvolta nella leggenda, pare fosse originario dell’Africa settentrionale, più precisamente della Mauritania, per questo vi si fa spesso ancora riferimento come a "il Vescovo Moro", la data della nascita risulterebbe intorno al 300. Non si conoscono le motivazioni che portarono Zeno, dalle coste nordafricane a Verona, ma bisogna tenere conto che, dopo la fine delle persecuzioni romane, il Cristianesimo prese un tenore universale e furono numerosi gli spostamenti dei cristiani in tutto il mondo allora conosciuto. Zeno condusse una vita monastica nel veronese, fino alla morte del Vescovo Cricino, avvenuta nel 362, al quale successe come ottavo Vescovo di Verona, il suo episcopato durò circa 10 anni. Secondo le fonti agiografiche visse in austerità e semplicità, tanto che pescava egli stesso nell'Adige il pesce per il proprio pasto, del resto è raffigurato spesso con un pesciolino pendente dal pastorale ed è considerato protettore dei pescatori d'acqua dolce. Era comunque una persona colta ed erudita, formatosi alla scuola di retorica africana, i cui maggiori esponenti furono Apuleio di Madaura, Tertulliano, Cipriano e Lattanzio. Fu anche un grande teologo. Per la concisione ed intensità dei suoi sermoni e per le sue doti oratorie viene ricordato come "il Cicerone cristiano".
RispondiEliminaSono giunti fino a noi 93 "Sermones" o trattati, di cui 16 lunghi e 77 brevi, con la cui stesura, a detta degli studiosi, Zeno aprì la grande schiera degli scrittori cattolici, fu il primo dei grandi Padri latini.Viene ricordato, inoltre, per la sua umiltà e carità. Zeno morì a Verona il 12 aprile 372. Doveva essere forte l’impatto che ebbe sui suoi contemporanei, dato che numerosi scritti e lettere lo ricordano; parlano di lui anche Sant' Ambrogio e Papa Gregorio I ("Gregorio Magno") due secoli dopo..La sua santità deriva, oltre che dalle opere compiute in vita, dalle sue azioni miracolose successive. Il primo evento miracoloso sarebbe una scommessa che il vescovo avrebbe fatto col diavolo: giocarono a palla con la punta di una montagna e una volta vinto, San Zeno avrebbe fatto portare un fonte battesimale in spalla al diavolo da Roma fino a Verona. Il secondo è l’allontanamento dei demoni dalla figlia del magistrato Gallieno di Rezia ed infine il più eclatante è il salvataggio degli abitanti di Verona colpiti dalla piena dell’Adige nell’Alto Medioevo: durante il matrimonio del re Autari con la principessa Teodolinda l’Adige ruppe gli argini e allagò la città ma giunto alle porte, aperte, della Basilica di San Zeno si fermò. Ciò avrebbe determinato la salvezza dei veronesi, che, pur non potendo uscire, poterono resistere finché la piena non calò. A San Zeno, i devoti veronesi dedicarono la loro basilica, “San Zeno Maggiore”, considerata uno dei capolavori del romanico in Italia, nella cui Cripta è custodito il suo corpo. Sulle formelle in bronzo del portale, sui bassorilievi in pietra a sinistra e a destra della porta e in alto sul protiro è raffigurata la vita di San Zeno con i suoi miracoli. La festa liturgica di san Zeno è il 12 aprile; nella diocesi di Verona, però, la ricorrenza è stata spostata al 21 maggio, a ricordo del giorno della traslazione delle reliquie nella basilica, avvenuta il 21 maggio 807. Il culto di San Zeno (o Zenone) è diffuso in tutta italia: come patrono in tanti comuni, e chiese a Lui dedicate.......... Altri Santi del giorno: SAN DAMIANO DI PAVIA, Vescovo.